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Quinto Fabio Massimo Allobrogico

politico e generale romano
Quinto Fabio Massimo Allobrogico
Nome originaleQuintus Fabius Maximus Allobrogicus
GensFabia
PadreQuinto Fabio Massimo Emiliano
Consolato121 a.C.[1]

Quinto Fabio Massimo Allobrogico (in latino: Quintus Fabius Maximus Allobrogicus; floruit 120 a.C.; ... – ...) è stato un politico e generale romano.

BiografiaModifica

Apparteneva alla nobile gens Fabia, era figlio di Quinto Fabio Massimo Emiliano, console romano nel 145 a.C. Nominato questore nel 134 a.C., anno in cui lo zio Scipione Emiliano ottenne il secondo consolato, partì a suo fianco per la guerra contro i Celtiberi in Hispania, che si concluse nel 133 a.C. con la distruzione della città di Numanzia, dopo 15 mesi di assedio. Ritornato a Roma nel 132 a.C., curò personalmente nel 129 a.C., le esequie dello zio, pronunciando egli stesso il discorso funebre in suo onore. Pretore poi della Spagna nel 124 a.C., divenne console nel 121 a.C.,[1] insieme a Lucio Opimio, e gli fu affidata la guerra contro gli Allobrogi in Gallia Transalpina. Qui guidò l'esercito assieme al suo predecessore Gneo Domizio Enobarbo.[2] Riportò nell'agosto dello stesso anno, presso la confluenza dell'Isère col Rodano, una vittoria decisiva su di loro e su Bituito, re degli Arverni.[3][4]

Nel 120 a.C., per queste vittorie, gli fu conferito il trionfo, durante il quale fece sfilare il re degli Arverni, Bituito, nella sua armatura d'argento, e gli fu conferito l'agnomen Allobrogicus.[2][3] Grazie ai bottini di guerra, ricavò abbastanza denaro per erigere il Fornix Fabianus nel foro romano.[5][6]

Ritiratosi a vita privata, continuò a godere di alta riputazione, grazie alle sue qualità di grande oratore e letterato, ed ebbe un figlio omonimo che fu famoso per i suoi vizi.

NoteModifica

  1. ^ a b Syme 1993, p. 32.
  2. ^ a b Syme 1993, p. 236.
  3. ^ a b Velleio Patercolo, II, 10.2 e 39.1.
  4. ^ Floro, I, 37.4.
  5. ^ Floro, I, 37.5-6.
  6. ^ Syme 1993, p. 617.

BibliografiaModifica

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • John Keegan, Andrew Wheatcroft Who's Who in Military History
  • William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, vol. 2, p. 994-995
  • Ronald Syme, L'aristocrazia augustea, Milano, BUR, 1993, ISBN 9788817116077.