Apri il menu principale

Re burlone

film del 1935 diretto da Enrico Guazzoni
Re burlone
Paese di produzioneItalia
Anno1935
Durata97 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaEnrico Guazzoni
SoggettoGerolamo Rovetta
SceneggiaturaGuglielmo Giannini, Lucio D'Ambra
ProduttoreCapitani Film
Distribuzione in italianoIcar Film
FotografiaAnchise Brizzi
MontaggioFerdinando Maria Poggioli
MusicheUmberto Mancini
ScenografiaGuido Fiorini
Interpreti e personaggi

Re burlone è un film del 1935 diretto da Enrico Guazzoni.

Tratto dalla commedia Il re burlone di Gerolamo Rovetta, fu adattato per lo schermo da Lucio D'Ambra con la sceneggiatura di Guglielmo Giannini. Il cast, ragguardevole, include tra gli altri Falconi, Cimara, la Ferida, la Denis e la piccola Bonansea.

ProduzioneModifica

Prodotto da Liborio Capitani per la Capitani Film, il film fu girato nell'estate del 1935, con la direzione della produzione di Eugenio Fontana, per uscire in proiezioni pubbliche nel novembre dello stesso anno.

TramaModifica

Napoli. Una giovane ragazza scopre di essere la figlia di un uomo giustiziato per le sue idee politiche.

Decide di conseguenza di formare un gruppo di cospiratori, per rapire re Ferdinando II delle Due Sicilie, metterlo di fronte alle sue responsabilità e convincerlo a promulgare la Costituzione.

Il tentativo viene sventato, i due maggiori colpevoli messi in prigione.

Ma il Re burlone, farà evadere i due cospiratori assieme alla ragazza per farli rifugiare nello Stato Pontificio.

La criticaModifica

Enrico Roma su "Cinema Illustrazione" del 18 dicembre 1935 scrisse «Enrico Guazzoni ha ritrovato sé stesso, forse aggiungendo alle sue antiche e limpide qualità, che delle ricostruzioni storiche si sono avvantaggiate sempre. Re burlone è un film che all'armonia e alla bellezza del quadro (molte scene sono state girate nelle reggie napoletane acquistando un'insolita credibilità), accoppia i pregi di un ingegnoso e divertente scenario e di ottima esecuzione. Molte sono le idee e le trovate originali innestate dai riduttori all'argomento e sono forse le più felici come nell'episodio dell'inaugurazione della prima ferrovia per Caserta. L'interpretazione degna di ogni elogio da parte soprattutto di Armando Falconi.»

BibliografiaModifica

  • Dizionario Bolaffi del cinema italiano, i registi Torino 1979.
  • Ma l'amore no, di Francesco Savio, Sonzogno 1975.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema