Rebetiko

Genere musicale greco
Rebetico
Origini stilistiche Musica folk greca, Musica bizantina, Makams/Maqams
Origini culturali Tardo XIX secolo, Grecia e Asia minore
Strumenti tipici Baglamas, Tzouras, Oud, Qanun, Santur, Lira bizantina, Violino, Chitarra, Banjo, Bouzouki, Contrabbasso, Mandolino, Fisarmonica, Toubeleki
Popolarità Anni '30
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Il rebetiko (ρεμπέτικο) o, al plurale, rebetika (ρεμπέτικα), sottinteso traghoudia (τραγούδια = canti), è un genere musicale greco. In italiano reso viene anche traslitterato come rebetico.

Etimologia del termineModifica

Ρεμπέτικο in greco moderno è un aggettivo costruito a partire dal sostantivo ρεπμπέτης (al femminile, ρεμπέτισσα), termine che indica il musicista che esegue branι in tale stile. Sull'origine dell'aggettivo ci sono varie proposte, ma nessun accordo fra gli studiosi. Il Λεξικό της κοινής νεοελληνικής (Dizionario del neogreco standard) presenta come possibilità la derivazione da rebyonok o rebyata, parole che in molte lingue slave indicano il ragazzo[1]. Il lessicografo Giorgios Babiniotis propone invece la derivazione dal termine turco ribat che indica la caserma ma, per esteso, anche la prigione. Sempre Babiniotis esclude altre etimologie considerate dagli studiosi, quali quella dal turco rubai ('quartina') e quella dal verbo greco antico ῥέμβω ('vagare', 'vagabondare')[2].

Storia del genereModifica

Nato in Grecia a cavallo tra XIX e XX secolo, nei bassifondi della società greca, da persone emarginate che volevano raccontare i loro disagi o le loro peripezie tramite la musica, il rebetiko ha un valore analogo a quello del tango per gli argentini, del blues per gli americani o del fado per i portoghesi. La tematica delle canzoni riguarda prevalentemente storie di povertà, prigione, droghe, amore, problemi sociali e prostituzione, messe in musica in modo passionale, a volte triste, altre ironico o scherzoso.

Ilias Petropoulos, uno dei principali storici del rebetiko, ne divide la storia nei seguenti periodi:

  • fine XIX secolo - 1922, le origini
  • 1922 - 1932, il periodo del dominio di Smirne
  • 1932 - 1942, il periodo classico
  • 1942 - 1952, il periodo della popolarità

RitmiModifica

  • Hasapiko
  • Hasaposerviko
  • Tsifteteli
  • Zeimpekiko
  • Karsilamas[3]

Strumenti musicaliModifica

PersonaggiModifica

Il rebetiko e l'ItaliaModifica

Il cantautore italiano Vinicio Capossela ha inciso nel 2011 un brano in stile rebetiko, Morna, contenuto nell'EP La nave sta arrivando, mentre nel 2012 ha pubblicato un intero album nello stesso stile, intitolato Rebetiko Gymnastas.

NoteModifica

  1. ^ (EL) Università Aristotele di Salonicco, Voce ρεμπέτης, in Λεξικό της κοινής νεοελληνικής, Salonicco. In calce al lemma si legge ίσως θ. της σλαβ. λ. rebyonok, rebyata, dove ίσως, 'forse', attenua il valore della proposta.
  2. ^ Giorgios Babiniotis, Ετυμολογικό Λεξικό της Νέας Ελληνικής Γλώσσας, Atene, Κέντρο Λεξικολογίας, 1998, p. 1553.
  3. ^ Danze e ritmi Archiviato il 26 giugno 2012 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

TestiModifica

  • Gaia Zaccagni, Ma che vita è questa? 85 canzoni rebetike della crisi, collana "Il Fàliro", Atene, ETPbooks, 2018, ISBN 978-618-5329-05-1
  • Crescenzio Sangiglio, La canzone rebetika, collana "Il pianeta scritto", Lecce, Argo, 2018, ISBN 978-88-8234-219-7
  • (EN) Katherine Butterworth & Sara Schneider (edited by), Rebetika. Songs from the Old Greek Underworld, Athens, Aiora, 2014 [New York, Komboloi, 1975], ISBN 978-618-5048-20-4

NarrativaModifica

  • Vinicio Capossela, Tefteri. Il libro dei conti in sospeso, Milano, Il Saggiatore, 2013, ISBN 978-884-2819-41-7
  • Jorgos Skambardonis, L'ultimo rebetiko, collana "Novecento", traduzione di Maurizio De Rosa, Atene, ETPbooks, 2017, ISBN 978-618-5329-00-6

Voci correlateModifica

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