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Popoli della Gallia al principio del 58 a.C., con la localizzazione dei Redoni tra le popolazioni della Bretagna

I Redoni[1], o Riedoni[2][3] (in latino Redones[1] o Riedones[3]), furono un popolo gallico della regione armoricana. Erano stanziati nell'attuale Ille-et-Vilaine e hanno dato il loro nome alle città di Rennes. I Redoni condividevano l'attuale Ille et Vilaine con i Coriosoliti.

Il nord-ovest del dipartimento, vale a dire le regioni di Dinard, Saint-Malo, Cancale e Saint-Pierre-de-Plesguen, formavano la parte est della regione coriosolita. Aleth (Saint-Servan-sur-Mer) ne fu un tempo la capitale. I fiumi Linon e Biez-Jean ne costituivano le frontiere. Più a sud, la Rance delimitava la civitas mantenendo Évran e Caulnes in territorio Redone.

A ovest, la separazione era realizzata dal Garun, il Meu e la Vilaine. Così i territori corrispondenti a Saint-Méen, Plélan-le-Grand, Maure, Pipriac, Guichen e Redon erano dei Corosioliti mentre i siti di Montauban, Montfort, Mordelles, Pont-Réan, Pléchâtel, Guipry e Langon formavano il confine tra le due nazioni.

A est del dipartimento, le separazione era pressappoco la stessa di oggi. Al nord-est si aggiungevano forse le regioni di Pontorson e di Saint-Hilaire-du-Harcouët.

Infine il Semnon segnava a sud il confine fino alla sua confluenza con la Vilaine, all'altezza di Pléchâtel, lasciando in Bain-de-Bretagne e il Grand-Fougeray in territorio dei Namneti.

EtimologiaModifica

L'appellativo Redoni deriva da una radice celtica *red- il cui significato è cavalcare e, per estensione, andare sul carro, (il gallico reda -carro militare- è stato importato dal latino reda/raeda carrozza a 4 ruote). I Redoni erano dunque, metaforicamente, conduttori di carri, titolo importante del vocabolario guerresco, come spesso presso i popoli della Gallia.

NoteModifica

  1. ^ a b Cesare, De bello gallico, II, 34; VII, 75; trad. it. di Carlo Carena, Mondadori, Milano 1987.
  2. ^ Storia naturale: Cosmologia e geografia (Libri 1-6), Plinio il Vecchio, Giulio Einaudi Editore, 1982, https://books.google.fr/books?id=BSa4A3yihZcC
  3. ^ a b Commentarii de bello Gallico, Pasquale Tortorella, 2017, ISBN 978-88-926-9271-8

Voci correlateModifica