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Resurrezione di Lazzaro (Froment)

trittico dipinto da Nicolas Froment
Resurrezione di Lazzaro
Nicolas Froment - Triptych - WGA8309.jpg
AutoreNicolas Froment
Data1461
Tecnicaolio su tavola
Dimensioni175×200 cm
UbicazioneGalleria degli Uffizi[1], Firenze

La Resurrezione di Lazzaro è un trittico del pittore francese Nicolas Froment realizzato nel 1461 e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Storia e descrizioneModifica

L'opera, costituita da un trittico - realizzato su un supporto di legno di quercia, con incastri in cui sono stati inseriti i tre pannelli - ha una parte centrale, affiancata da due sportelli laterali che sono mobili e dipinti su entrambe le facce. L'episodio evangelico della Resurrezione di Lazzaro si trova nella parte centrale del trittico; ma la narrazione inizia sull'anta sinistra e si conclude su quella destra, in questo ordine: sinistra - Marta informa Gesù della morte di Lazzaro; centro - Gesù resuscita Lazzaro davanti a Marta, Maria e agli apostoli; destra - A cena in casa del fariseo Maria unge i piedi di Cristo. Sull'altro verso delle ante si vedono, da un lato un ritratto del committente - il vescovo Francesco Coppini da Prato, legato papale di papa Pio II nelle Fiandre, in Francia e in Inghilterra - che insieme a due suoi familiari è in preghiera e, in alto, il suo stemma; dall'altro lato c'è una Madonna col Bambino.

Il trittico è firmato sulla parte esterna degli sportelli: Nicolaus Frumenti absolvit hoc opus XV HL. Junii MºCCCCºLXI. La cornice originale, di tradizione fiamminga, presenta sulla tavola centrale e sulle laterali un leggero traforo gotico in legno dorato, ispirato alle arcate delle cattedrali gotiche francesi.

Il vescovo di Prato Francesco Coppini donò quest'opera a Cosimo di Giovanni de' Medici detto il Vecchio, il quale, a sua volta, fra il 1461 e il 1464 la donò ai frati Minori Osservanti del Convento del Bosco ai Frati, oggi sito nel comune di Scarperia e San Piero, nel Mugello.

Agli Uffizi l'opera è arrivata nel 1841, dopo le soppressioni degli istituti religiosi che si verificò ad inizio Ottocento. Sull'esterno dell'anta destra, i ritratti di Coppini e dei suoi familiari hanno tratti veristici e naturali. Le vesti dei personaggi presentano le tipiche angolature del gotico internazionale.

 
Nicolas Froment, Trittico Resurrezione di Lazzaro, esterno delle ante laterali, 1461, Firenze, Uffizi[2]

EsposizioniModifica

  • Exhibition of French art 1200-1900, Londra, 1932[3]
  • La peinture française à Florence, Firenze, 1945[4]
  • Les primitifs méditerranéens, Bordeaux, 1952[5]
  • Pittura francese nelle collezioni pubbliche fiorentine, Firenze, 1977[6]
  • Resurrezione di Lazzaro, Firenze, (Uffizi-Sala del Camino), 2017

NoteModifica

  1. ^ Inventario numero 1065. Il restauro del 2017 ha restituito lo smalto dei colori, la lucentezza degli ori e la naturalezza delle espressioni.
  2. ^ Foto prima del restauro del 2017.
  3. ^ French art.
  4. ^ Peinture française.
  5. ^ Primitifs méditerranéens.
  6. ^ Pittura francese,  n. 79.

BibliografiaModifica

  • (EN) Commemorative catalogue of the exhibition of French art, 1200-1900: Royal Academy of Arts, London: january-march 1932, Oxford-London, University Press-Humphrey Milford, 1932, SBN IT\ICCU\LO1\0824749.
  • (FR) H. R. De Simony, La peinture française à Florence, 2 ed., Firenze-Milano, Phideas-Alecta, 1945, SBN IT\ICCU\NAP\0088513. Prefazione di Bernard Berenson.
  • (FR) Jean-Louis Vaudoyer, Les peintres provençaux de Nicolas Froment à Paul Cézanne, Paris, Jeune Parque, 1947, SBN IT\ICCU\LO1\0566189.
  • (FR) Les primitifs méditerranéens, XIVè XVè siecle: Italie, Espagne, France, Bordeaux, Delmas, 1952, SBN IT\ICCU\NAP\0127400.
  • Pierre Rosenberg (a cura di), Pittura francese nelle collezioni pubbliche fiorentine: Firenze, Palazzo Pitti, 24 aprile-30 giugno 1977, Firenze, Centro Di, 1977, SBN IT\ICCU\SBL\0591361. Collaborazione di Silvia Meloni Trkulja, Isabelle Julia, Nicole Reynaud.
  • Gallerie degli Uffizi, Gli Uffizi: Catalogo generale, Firenze, Centro Di, 1980, p. 273 [1979], SBN IT\ICCU\RAV\0060995.

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