Ritratto di Barbara Pallavicino

dipinto a olio su tavola di Alessandro Araldi
Ritratto di Barbara Pallavicino
Araldi pallavicino.jpg
AutoreAlessandro Araldi
Data1510 circa
Tecnicaolio su tavola
Dimensioni46,5×35,2 cm
UbicazioneGalleria degli Uffizi, Firenze

Il Ritratto di Barbara Pallavicino è un dipinto a olio su tavola (46,5x35,2 cm) di Alessandro Araldi, databile al 1510 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Storia e descrizioneModifica

L'opera, che fu a lungo creduta di Piero della Francesca, si rifà ai ritratti di profilo di Bernardino Zenale e Ambrogio de Predis, a loro volta influenzati dal modello di Leonardo da Vinci. Barbara Pallavicino, probabile soggetto del dipinto, è ritratta rigidamente di profilo su sfondo scuro, abbigliata riccamente e con una certa freddezza di toni, che la fanno assomigliare all'effigie di un cammeo.

In passato si era anche fatto il nome di Beatrice d'Este, la quale sarebbe stata ritratta all'epoca delle nozze (1491). In effetti la collana con pendente che la nobildonna indossa sembra corrispondere alla descrizione fatta dall'ambasciatore estense Giacomo Trotti sul dono di nozze mandato da Ludovico alla futura sposa: "una bella collana cum perle grosse ligate in fiori d'oro et uno bello zoglielo da atachare a dicta collana, nel quale è uno bellissimo smiraldo de grande persona, et uno balasso[1] et una perla in forma de un pero".[2]

Spicca l'elaborata acconciatura con la coda stretta da nastri (il "coazzone"), e la ricchezza dei gioielli, tra cui numerose perle, come quella gigantesca, a goccia, sull'orecchio. Tipico della corte milanese è il nastro sulla fronte, la cosiddetta lenza, come anche la ricchezza dell'abito, con la manica estraibile e decorata da intarsi e ricami.

NoteModifica

  1. ^ varietà di rubino di colore rosso acceso tendente al violaceo, molto apprezzata nel Medioevo
  2. ^ A.Luzio - R.Renier, Delle relazioni d'Isabella d'Este Gonzaga con Lodovico e Beatrice Sforza, Milano, 1890, p. 87

Collegamenti esterniModifica

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