Apri il menu principale

Robaldo di Milano

arcivescovo cattolico italiano
Robaldo di Milano
arcivescovo della Chiesa cattolica
ArchbishopPallium PioM.svg
 
Incarichi ricopertiArcivescovo di Milano
 
NatoXI secolo, Milano
Deceduto30 dicembre 1145, Milano
 

Robaldo o Roboaldo (Milano, XI secoloMilano, 30 dicembre 1145) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Poco o nulla si sa della vita di Robaldo prima della sua elezione ad arcivescovo di Milano, fatto che avvenne il 2 agosto 1135 quando il suo predecessore, Anselmo V Pusterla, morì in prigionia a Roma, dopo esser stato sconfitto e deposto dai milanesi nel 1133 a seguito dello scontro che si era svolto a Milano fra i seguaci dell'antipapa Anacleto II e quelli di Innocenzo II guidati da San Bernardo. San Bernardo non accettò l'incarico di arcivescovo della città che venne preso da Robaldo, allora vescovo di Alba (carica che mantenne), e già presente in Milano per esercitare le funzioni episcopali scoperte causa la scacciata di Anselmo dalla città. [1]

Nel 1136 Robaldo appoggiò e sostenne gli esponenti della cittadinanza milanese che dotarono di beni l'Abbazia di Morimondo, cistercense fondata due anni prima nella campagna a sud di Milano.

Nel 1139 emise una bolla con la quale le monache del monastero di Montano vennero esentate dal pagare le decime per alcuni terreni che coltivavano e che dipendevano dalla Pieve di Rosate, allo scopo di favorire la coltivazione di terreni abbandonati, incontrando l'opposizione del prevosto locale. Questa stessa bolla sarà poi citata in un sinodo a Pisa a supporto della soppressione del pagamento di decime e gabelle sui legati a favore di abbazie[2].

Il 1144 fu anno di impegnativa attività amministrativa e lotta politico religiosa per Robaldo, che pose sotto la direzione dei canonici di Sant'Eustorgio di Milano l'amministrazione di un ospedale da lui fondato per il sostentamento dei poveri e degli ammalati, presso Porta Ticinese, e, d'accordo con due legati papali, scomunicò i monaci di Sant'Ambrogio che si erano rifiutati di sottostare a una sentenza emessa a seguito di una causa fra i monaci e i canonici di Sant'Ambrogio[3]. Sempre nello stesso anno l'arcivescovo confermò l'appartenenza dell'Abbazia del Cerreto a quella di Chiaravalle in seguito alla rimozione dalle abbazie dei monaci benedettini che avevano parteggiato per l'antipapa Anacleto II, sostituiti dai monaci cistercensi[4].

Morì a Milano il 30 dicembre 1145.

NoteModifica

  1. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri Giorni, 1847, Tipografia Emiliana, Venezia
  2. ^ Amico Ricci, Storia dell'architettura in Italia dal secolo IV al XVIII,1857, Regio-Ducal Camera, Modena
  3. ^ Giorgio Giulini Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città, e ..., Francesco Colombo Librajo, 1857, Milano
  4. ^ Abbazia di Cerreto [collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica