Rocca Borromea di Angera

rocca di Angera
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La Rocca Borromea di Angera sorge nelle prossimità di Angera e domina l'estremità meridionale del Lago Maggiore. Nelle sale storiche della rocca sono presenti affreschi, tele e decorazioni originarie. All'interno della rocca è ospitato il Museo della bambola e del giocattolo.

Rocca Borromea di Angera
Angera Rocca vistadaArona.jpg
La rocca vista dalla sponda opposta del lago
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
CittàAngera
IndirizzoVia Rocca 10
Coordinate45°46′26.88″N 8°34′16.36″E / 45.774133°N 8.57121°E45.774133; 8.57121
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca Borromea di Angera
Informazioni generali
Tipofortezza
Inizio costruzioneXIII secolo
Proprietario attualefamiglia Borromeo
Sito webwww.borromeoturismo.it
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StoriaModifica

 
La Sala di Giustizia
 
Particolare degli affreschi a decorazione della volta della Sala di Giustizia

Originariamente di proprietà degli arcivescovi di Milano,[1] la rocca comprende una serie di edifici, eretti in tempi diversi tra l'XI e il XVII secolo.

Al nucleo più antico, di epoca non posteriore al periodo longobardo, appartiene la torre quadrata situata nella porzione ovest della rocca. I primi ampliamenti di questa primitiva struttura vennero intrapresi nei decenni a cavallo tra il Duecento e il Trecento.[1]

Dopo esser stata concessa da Clemente VI alla famiglia di Bernabò Visconti (1350), la rocca divenne definitivamente proprietà dei Borromeo.[1]

Nei secoli XX e XXI, la Rocca di Angera si è progressivamente trasformata in un vero e proprio “Centro d'Interpretazione del Medioevo” rivolto agli appassionati, alle famiglie e al pubblico scolastico. Ultimo passo di questo progressivo percorso è stato rappresentato dal progetto sulla realizzazione e sul ripristino dei giardini medievali. Per far questo è stato condotto un meticoloso studio sui codici e sui documenti dell'epoca che hanno portato prima alla realizzazione di una mostra temporanea su tre principali tipologie di giardini, Il Giardino dei Principi, Il Verziere e Il Giardino delle Erbe Piccole, poi alla realizzazione degli stessi nella grande spianata che si affaccia verso il Lago Maggiore. All'esterno della Rocca i maestri giardinieri di casa Borromeo, hanno dunque dato il via alla realizzazione di un progetto che, con la gradualità richiesta da un'iniziativa di questa complessità, ha portato e porterà, anno dopo anno, ad aggiungere e completare quanto descritto da quegli antichi codici. A ridosso dell’antica chiesetta della rocca di Angera hanno già messo radice molte specie arbustive descritte dagli antichi maestri: piante medicamentose accanto ad altre ornamentali, coltivate secondo regole e geometrie precise, tutto per ricreare in terra – come era prescritto un tempo – l'idea del “perduto paradiso”.

DescrizioneModifica

La rocca presenta cinque corpi di fabbrica: l'Ala Scaligera, l’Ala Viscontea, la Torre di Giovanni Visconti, l'Ala dei Borromeo.

Nell'edificio si trovano le sale del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei Fasti Borromeo.

La Sala di Giustizia ospita il ciclo di affreschi[1] realizzato nel secolo XIII da un anonimo pittore denominato “Maestro di Angera”. La rappresentazione narra vicende legate alla vita dell'arcivescovo Ottone Visconti e, in particolare, illustra la sua vittoria sui Torriani nella battaglia di Desio nel 1277.[2]

La Sala della Mitologia ospita una collezione di maioliche, con oltre trecento pezzi di manifattura olandese, francese, tedesca, italiana, spagnola, persiana e cinese. L'allestimento ripropone l'aspetto della raccolta di Madame Gisèle Brault-Pesché nella casa-museo di Tours.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Contino, Castello di Angera.
  2. ^ Marco Rossi, Il Maestro di Angera e la pittura fra il XIII e il XIV secolo, a cura di Maria Luisa Gatti Peter, Storia dell'arte a Varese e nel suo territorio, 2011, pp. 178-193.

BibliografiaModifica

  • Carlo Perogalli, Enzo Pifferi e Angelo Contino, Castelli in Lombardia, Como, Editrice E.P.I., 1982.
  • AA. VV., La rocca di Angera, Cinisello Balsamo, Silvana ed., 2000.
  • Paolo Zaninetta, Il potere raffigurato. Simbolo, mito e propaganda nell'ascesa della signoria viscontea', Milano, FrancoAngeli, 2013.

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