Apri il menu principale

BiografiaModifica

Iniziò la sua carriera nel 1933 come assistente di Hans Behrendt in Hochzeit am Wolfgangsee e nel 1935 fu aiuto regista di Carl Froelich in Le cortigiane del Re Sole e La grande colpa.[1] Il debutto come regista avvenne l'anno successivo con il cortometraggio Das Schönheitsfleckchen, primo film tedesco a colori basato su un soggetto di Alfred de Musset e interpretato da Lil Dagover e Wolfgang Liebeneiner.[2]

Tra il 1936 e il 1940 continuò a lavorare con Carl Froelich come aiuto regista e in alcuni casi come assistente alla produzione, e diresse anche i primi lungometraggi Gabriele: eins, zwei, drei e Das Leben kann so schön sein, quest'ultimo censurato dal regime nazista perché considerato "disfattista".[3]

Negli anni quaranta scrisse e diresse film quali Per la sua felicità, Un grande amore, che rappresentò il maggior successo commerciale del periodo del Terzo Reich,[4] e L'accusata, tutti interpretati dall'attrice e cantante svedese Zarah Leander.

Negli anni cinquanta continuò a dirigere film come Malata d'amore, grazie al quale ricevette il "Diploma d'onore" al primo Festival internazionale del cinema di Berlino, Das letzte Rezept che venne presentato al Festival di Cannes e Resurrezione. Nel 1960 diresse il suo ultimo film, Gustav Adolfs Page.

FilmografiaModifica

RegistaModifica

Aiuto registaModifica

RiconoscimentiModifica

1942 – Candidatura alla Coppa Mussolini per il miglior film straniero per Un grande amore
1953 – Candidatura al Leone d'oro per Die große Versuchung
1952 – Candidatura al Grand Prix du Festival International du Film per Das letzte Rezept
1951 – Menzione d'onore per Malata d'amore
1957 – Candidatura all'Orso d'oro per Gli ultimi saranno i primi

NoteModifica

  1. ^ Rolf Hansen - Second Unit Director or Assistant Director, www.ibdb.com. URL consultato il 3 aprile 2017.
  2. ^ Carl Froelich Bio, www.thedailystar.net. URL consultato il 3 aprile 2017.
  3. ^ O'Brien (2006), p. 208.
  4. ^ Leiser (1974), p. 61.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN45377762 · ISNI (EN0000 0001 1761 1308 · LCCN (ENno2001086371 · GND (DE129298069 · BNF (FRcb146829847 (data) · WorldCat Identities (ENno2001-086371