Rotolo disteso

Il rotolo disteso o rotolo orizzontale (手捲S, shǒujuǎnP) è un rotolo lungo e stretto usato per mostrare una serie di scene nella pittura e nella calligrafia cinese, giapponese (巻物 makimono?) o coreana. Il rotolo disteso presenta un'opera d'arte in forma orizzontale e può essere eccezionalmente lungo, misurando di solito fino ad alcuni metri in lunghezza e intorno a 25–40 cm in altezza.[2] I rotoli distesi si guardano generalmente iniziando dal lato destro.[3][4] Questo tipo di rotolo è destinato ad essere guardato in piano su un tavolo ammirandolo sezione per sezione durante lo srotolamento come se si viaggiasse attraverso un paesaggio.[4][5] In questo modo, questo formato consente la descrizione di una narrazione o di un viaggio continui.[6]

Sezione di un rotolo disteso con l'opera d'arte, Inizio dell'autunno del pittore lealista Song Qian Xuan.[1]

StoriaModifica

Il rotolo disteso si originò dai documenti degli antichi testi cinesi.[7] Dal periodo delle primavere e degli autunni (770-481 a.C.) attraverso la dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.), strisce di bambù e di legno venivano legate e usate per scriverci sopra testi.[7] Durante il periodo degli Han orientali (25-220), l'uso della carta e della seta come rotoli distesi divenne più comune.[7] Il rotolo disteso fu l'unico dei principali formati per i testi fino alla dinastia Tang (618-907).[7] A partire dai Tre regni (220–280), il rotolo disteso divenne una forma standard per montare le opere d'arte.[7] Nuovi stili furono sviluppati nel corso del tempo.[7]

DescrizioneModifica

Un rotolo disteso ha un supporto di seta (包首) protettiva e decorativa con una piccola etichetta per il titolo (題籤) su di esso.[7] La parte anteriore di un rotolo di solito consiste in un frontespizio (引首) sul lato destro, l'opera d'arte (畫心) stessa al centro e un pannello verticale (拖尾) sul lato sinistro per varie iscrizioni.[6][7][8] Il lato destro del rotolo, dove era collocato il frontespizio, è noto come il "cielo" (天頭).[7] Strisce verticali (隔水) si usano per separare le divers sezioni.[7] La maggior parte dei rotoli distesi mostrano un solo dipinto, sebbene sul rotolo possano essere montati anche parecchi dipinti corti.[7] Sul'estremità destra del rotolo vi è un'asta di legno (天杆), che serve da supporto al rotolo.[7] Una cordicella di seta (帶子) e un fermaglio (別子) sono attaccati all'asta e usati per bloccare un rotolo arrotolato.[7] Un rullo di legno (木杆) è attaccato all'estremità sinistra e forma un asse per aiutare a srotolare il rotolo.[7]

EsempiModifica

Le nove scene ancora esistenti delle Ammonizioni delle istitutrici, dalla scena 4 a destra alla scena 12 a sinistra.
Otto fiori di Qian Xuan (1235-1305).
Diecimila miglia del Fiume Azzurro, dinastia Ming (1368–1644).

NoteModifica

  1. ^ Early Autumn (29.1), su dia.org, Detroit Institute of Arts. URL consultato il 24 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2008).
  2. ^ Michael Dillon, China: A historical and cultural dictionary, Richmond, Curzon, 1998, p. 273, ISBN 978-0-7007-0439-2.
  3. ^ Ellen Johnston Laing, Reading Asian art and artifacts: Windows to Asia on American college campuses, a cura di Paul K. Nietupski, Joan O'Mara, Lehigh University Press, 2011, p. 127, ISBN 978-1-61146-071-1.
  4. ^ a b Ellen Johnston Laing, Chinese Painting, in Reading Asian art and artifacts: Windows to Asia on American college campuses, Plymouth, Lehigh University Press, p. 104, ISBN 9781611460704.
  5. ^ Lei Lei Qu, The simple art of Chinese brush painting, New York, Sterling, 2008, pp. 58–9, ISBN 978-1-4027-5391-6.
  6. ^ a b Dawn Delbanco, Chinese Handscrolls, in Heilbrunn Timeline of Art History, New York, The Metropolitan Museum of Art, 2008. URL consultato il 24 settembre 2011.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n "Famous Handscroll Paintings and Calligraphic Works" Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive. (EN) o "手卷名品展" Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive. (ZH) , Taipei, National Palace Museum. URL consultato il 24 settembre 2011.
  8. ^ Chinese Scrolls, su artic.edu, The Art Institute of Chicago. URL consultato il 25 settembre 2011.

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