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Ruggero Oppi
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Jazz
Periodo di attività musicale1946 – 1968
EtichettaFonola, Music, Combo Record

Ruggero Oppi (Bologna, 7 giugno 1919) è un cantante e batterista italiano. Viene considerato uno dei precursori della musica demenziale[1], grazie ad alcune sue canzoni basate su doppi sensi di cui Ai Romani piaceva la biga (ripresa in seguito anche da Paolo Poli[2]) è la più nota.

BiografiaModifica

Inizia a suonare la batteria in alcune formazioni jazz bolognesi; il passaggio al professionismo avviene nel dopoguerra, quando nel 1947 forma un complesso con Dino Uccetta al sax e al violino, Giampaolo Grandi al pianoforte, Aldo Trentini al clarinetto e G. Toni al contrabbasso, con cui si esibisce in tutto il Nord Italia[3].

L'anno successivo entra nel complesso Henghel Gualdi al posto del precedente clarinettista Aldo Trentini[4]; con Gualdi partecipa all'incisione di alcuni dischi di artisti della CGD, come Jula de Palma e Teddy Reno (tra cui, di quest'ultimo, Begin the Beguine/Stormy Weather, in cui lavora con Lelio Luttazzi[5]), e suona nel programma radiofonico La Bacchetta d'Oro[6].

Nel 1951 pubblica un manuale di batteria[7]; successivamente forma una sua orchestra, con cui si esibisce nei night club, proponendo oltre a successi del periodo, anche canzoni con ironie e doppi sensi di cui a volte è autore[8], di cui le più note sono Ai Romani piaceva la biga (scritta da Mario Panzeri e Gian Carlo Testoni, su musica di Max Springher[9]) e Miss Irizza[10].

Nel 1954 debutta in televisione, partecipando con il suo complesso al programma L'orchestra della domenica, condotto da Pietro De Vico, come ospite musicale[11].

Incide per le etichette Fonola, Music e Combo Record, usando varie denominazioni (Ruggero Oppi e il suo quintetto, Ruggero Oppi e il suo Humor Ritmico, Oppi e i Roger's). Un'altra sua canzone, Acapulco (scritta insieme a Pinchi e Nino Ravasini), è stata tradotta in inglese da Carl Sigman[12].

Per un certo periodo il cantante e contrabbassista del complesso di Oppi è un giovane e ancora sconosciuto Sergio Endrigo[13].

Nel 1960 incide una sua versione del successo di Ghigo Coccinella, canzone che parla della transessuale Coccinelle, che viene pubblicata in Belgio dalla Moonglow[14].

Alla fine degli anni '60, dopo alcuni anni in cui continua a suonare dal vivo senza più incidere dischi, entra come timpanista nell'orchestra del Teatro Comunale di Bologna, attività che continua ancora per qualche anno fino al ritiro alla fine degli anni '70[15][16].

DiscografiaModifica

Singoli

EPModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica