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Sacrario militare di Colle Isarco
Sacrario di Colle Isarco.JPG
Tipomilitare
Confessione religiosacattolica
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBolzano Bolzano
ComuneBrennero
LuogoColle Isarco
Costruzione
Data apertura1937
ArchitettoGiovanni Greppi
Mappa di localizzazione

Coordinate: 46°56′24.78″N 11°26′50.5″E / 46.940217°N 11.447362°E46.940217; 11.447362

Il sacrario militare di Colle Isarco (in tedesco Beinhaus Gossensaß) è un sacrario militare che si trova presso la strada statale del Brennero nei pressi della frazione di Colle Isarco di Brennero. È opera dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni, ed è stato realizzato nel 1937.

Indice

DescrizioneModifica

Il sacrario è stato ricavato all'interno della parete della montagna che guarda la strada statale. i caduti sono stati sepolti in loculi disposti su tre righe orizzontali; di fronte a queste sepolture si trova un altare, sopra un blocco di granito, con una lastra di bronzo incisa da una epigrafe. Ai lati delle sepolture è stato collocato il pennone con la bandiera ed una colonna romana.[1]

CadutiModifica

In questo sacrario sono ospitate le salme di 97 caduti italiani (di cui 9 ignoti), provenienti dai cimiteri militari dismessi di Brennero, Bressanone, Fortezza, Mezzaselva, Varna e Vipiteno.[1]

Tabelle esplicativeModifica

 
Altra vista del sacrario

Nel maggio del 2011, grazie a una convenzione con lo Stato Italiano, la provincia autonoma di Bolzano ha posto all'ingresso del sacrario di Colle Isarco, come già fatto a Burgusio, delle tabelle esplicative in tre lingue (tedesco, italiano e inglese), redatte da un gruppo di esperti, atte a spiegare il particolare contesto storico entro il quale furono eretti gli ossari, facendo esplicito riferimento al tentativo del regime fascista di strumentalizzare i caduti in guerra per scopi politici, usando le loro salme per rendere "sacri" i nuovi confini appena conquistati.[2][3]

Nel 2011 ci fu la richiesta di sfiducia verso il Ministro della cultura Biondi, il SVP si astenne, ottenendo in cambio la possibilità di installare delle tabelle che di fatto qualificavano questi Sacrari come monumenti fascisti. [4]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Sacrari militari della prima guerra mondiale – Castel Dante di Rovereto ed altri vicini sacrari militari italiani e stranieri, a cura del Ministero della Difesa Commissariato generale onoranze caduti in guerra, Roma, 1971.
  • Voci correlate

Altri progettiModifica