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Salomone (generale bizantino)

generale bizantino

Salomone (... – ...) è stato un generale bizantino.

Fu prefetto del pretorio d'Africa dal 534 al 536 e di nuovo dal 539 fino alla sua morte nel 544.

BiografiaModifica

Salomone era un eunuco originario di Dara, combatté nella Guerra vandalica (533-534) come domesticus (assistente anziano) del generale Belisario. La guerra venne alla fine vinta dai Romani, che riconquistarono l'Africa settentrionale, la Sardegna, la Corsica e le isole Baleari.

Dopo la partenza di Belisario per Costantinopoli, Salomone fu nominato magister militum Africae. Le tribù dei Mauri che vivevano in Byzacena e Numidia si rivoltarono immediatamente e Salomone tentò di sedare questa rivolta con le sue truppe, che includevano tribù more alleate. La situazione era così critica che a Salomone venne anche affidata l'autorità civile, sostituendo il primo prefetto, Archelao, nell'autunno del 534. Salomone riuscì a sconfiggere i Mauri di Byzacena a Mamma, e ottenne una vittoria decisiva su di loro nella battaglia di monte Bourgaon agli inizi del 535. In estate, combatté contro Iabdas e gli Aurasii, che stavano devastando la Numidia, ma non riuscì a ottenere risultati di rilievo. Salomone allora iniziò a erigere forti ai confini e sulle strade principali, sperando così di contenere le incursioni dei Mori.

A Pasqua del 536 scoppiò una rivolta militare di larga scala, causata dall'insoddisfazione dei soldati verso Salomone e capeggiata da Stotzas. Salomone, insieme a Procopio, che lavorò come suo segretario, riuscì a scappare in Sicilia, che era stata appena conquistata da Belisario. Giustiniano decise di nominare il nipote Germano Giustino magister militum e mandarlo in Africa per risolvere la crisi.

Germano riuscì a portare molti ribelli dalla sua parte apparendo conciliante e pagando i loro arretrati. Alla fine, nella primavera del 537, i due eserciti si scontrarono a Scalae Veteres, e fu Germano a vincere. Stotzas si rifugiò dalle tribù di Mauretania, e Germano trascorse i successivi due anni a ristabilire la disciplina nell'esercito. Alla fine, Giustiniano ritenne che la situazione si era stabilizzata abbastanza, e nel 539 Germano venne sostituito da Salomone. Salomone continuò il lavoro di Germano cacciando dall'esercito coloro la cui fedeltà all'impero era considerata dubbia e rinforzando la rete di fortificazioni. Questa organizzazione pianificata con cura gli permise di sconfiggere gli Aurasii, cacciandoli dalle loro fortezze sulle montagne, e ristabilì il dominio romano in Numidia e Mauretania Sitifensis.[1]

Sotto il suo governo l'Africa attraversò un periodo di pace e prosperità per qualche anno, fino all'arrivo della grande peste ca. 542, durante la quale il popolo della provincia soffrì molto. Nello stesso tempo, il comportamento arrogante di alcuni governatori Romani alienò i leader dei Mauri, come Antalas a Byzacena, e causò la loro rivolta e le loro incursioni in territorio Romano. In una battaglia contro i Mauri a Cillio a Byzacena nel 544, i Romani vennero sconfitti e Salomone stesso fu ucciso.[2][3]

NoteModifica

  1. ^ Procopio, De Bello Vandalico, II.XIX-XX
  2. ^ Procopio, De Bello Vandalico II.XXI
  3. ^ Bury (1923), Vol. II, p. 145

BibliografiaModifica