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Scandalo dei Black Sox

1leftarrow blue.svgVoce principale: Chicago White Sox.

Eigh men banned ("Otto uomini sospesi"), vignetta apparsa su diversi quotidiani all'epoca dello scandalo

Lo scandalo dei Black Sox fu uno scandalo che coinvolse otto giocatori del Chicago White Sox.

StoriaModifica

 
I giocatori durante il processo

Le World Series del 1919 tra i Chicago White Sox, campioni della American League, e i Cincinnati Reds della National League passarono alla storia per lo scandalo che coinvolse otto giocatori di Chicago, sospesi a vita dopo che un tribunale stabilì che si erano accordati con due giocatori d'azzardo per perdere intenzionalmente la finale, dietro pagamento di compenso.[1]

La storia della corruzione dei giocatori e del loro processo venne definita Scandalo dei Black Sox, dal nome della franchigia, per il fatto che i "calzini bianchi" (White Sox) divennero neri per aver perso il loro candore.[1] La storia, dietro alla quale si ritiene ci fosse Arnold Rothstein, potente boss ebreo nonché mentore di Lucky Luciano,[1] ha ispirato due film.

I cospiratori ebbero un inatteso colpo di fortuna quando il lanciatore Red Faber, futuro membro della Hall of Fame, fu colpito da un attacco influenzale, venendo escluso dal roster per le World Series. Anni dopo, il ricevitore Ray Schalk affermò che, se Faber fosse stato in salute, non ci sarebbe stato alcun tentativo di combine (dal momento che sarebbe stato il lanciatore partente al posto di Eddie Cicotte o Lefty Williams).[2]

Gli otto giocatori squalificati a vitaModifica

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Lo scandalo dei Black Sox, ilpost.it, 31 maggio 2019. URL consultato il 2 giugno 2019.
  2. ^ Dennis Purdy, The Team-by-Team Encyclopedia of Major League Baseball, New York, Workman Publishing Company, 2006, ISBN 0-7611-3943-5.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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