Scuola violinistica ungherese

La scuola violinistica ungherese nacque con Joseph Böhm, al quale nel 1819 venne affidata la neonata cattedra di violino al Conservatorio di Vienna.

Il violinista Joseph Böhm (17951876) in un ritratto realizzato da Joseph Kriehuber intorno al 1830.

Böhm aveva studiato a Budapest con Pierre Rode, quindi si può considerare un anello di congiunzione tra la scuola ungherese e quella francese (nata come evoluzione della scuola italiana attraverso Giovanni Battista Viotti).

La classe di Böhm influenzò nel tempo non solo violinisti ungheresi del calibro di József Joachim, Lipót Auer, Carl Flesch, Tivadar Nachéz, Jenő Hubay, ma anche violinisti di altre nazionalità come Georg Hellmesberger, Sr., Jakob Dont, Ferdinand Laub, Franz Kneisel e Karl Klingler. L'importanza di questi artisti e virtuosi è legata al fatto che József Joachim avrebbe poi insegnato a Berlino, Lipót Auer in Russia e in America, Carl Flesch in Svizzera e in Inghilterra, Georg Hellmesberger, Sr. e Jakob Dont a Vienna, Jenö Hubay a Bruxelles e a Budapest, Ferdinand Laub in Russia, Karl Klingler in Germania e Franz Kneisel in America. Attorno a ciascuno di loro inoltre, nei paesi in cui avrebbero lavorato, si sarebbe coagulata l'élite dei violinisti di quelle nazioni.

Tra i violinisti usciti invece dall'accademia di Budapest, creata da Hubay, si possono ricordare Tibor Varga (direttore dell'accademia di Sion Sion), André Gertler (capodipartimento a Bruxelles), Joseph Szigeti (capodipartimento a Budapest), Sándor Végh (direttore del Mozarteum), Ilona Feher (insegnante di Shlomo Mintz a Tel Aviv), Oskar Back (fondatore della scuola di Amsterdam).

Altri personaggi chiave nella vita musicale mondiale derivanti dalla scuola ungherese sono stati Kató Havas, Géza Szilvay, Paul Rolland, Robert Gerle e Shinichi Suzuki. I primi quattro avevano studiato all'accademia di Budapest nello stesso ambiente culturale e con la stessa tecnica. Il giapponese Shinichi Suzuki (che elaborò il cosiddetto metodo Suzuki) si formò invece a Berlino con Karl Klingler (allievo di József Joachim).

Kató Havas scrisse nel 1973 Stage fright[1] in cui si affrontano i vari problemi di postura. Sensibili agli stessi problemi furono: Paul Rolland, che creò il sistema violinistico nelle scuole americane per conto del governo; Géza Silvay, che organizzò il dipartimento degli archi all'accademia Sibelius di Helsinki; Robert Gerle, che collaborò con Rolland e Havas negli Stati Uniti d'America.

A tale proposito va ricordato che fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1875, l'accademia di Budapest è stata all'avanguardia nello studio della metodica. Questa materia non è altro che l'insieme delle varie conoscenze pedagogiche, biologiche e tecniche riguardanti il violinismo, conoscenze che si sono accumulate negli anni e che raccolgono tutte le ricerche fatte dai primordi del violinismo sino a oggi.

DiscografiaModifica

  • La scuola violinistica ungherese libro 1 1903-1936, IDIS
  • La scuola violinistica ungherese libro 2 1908-1935, IDIS

NoteModifica

  1. ^ Edizione italiana: Paura del pubblico: cause e rimedi. Con particolare riferimento ai violinisti, Cremona, Turris, 1997.

BibliografiaModifica

  • Gianluca La Villa, La sala bianca della musica. Jenö Hubay e la Scuola ungherese del violino. Capriccio narrativo e documenti storici, edizione italiana e inglese, San Pietro in Cariano, Gabrielli, 2007. ISBN 9788860990433.
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  • Associazione Culturale "Rodolfo Lipizer" onlus - Gorizia, Convegni Int. sul violino, Atti 1993-94, L'importanza della scuola ungherese nello sviluppo dell'arte violinistica del XIX e XX secolo, rappresentata da Joseph Joachim, Leopold von Auer, Jan Hubay, Franz von Vecsey, Joseph Szigeti, Carl Flesch, Jeli d'Aranyi, Stefi Geyer, Andrè Gertler ed altri, a cura di G.Drascek – consulenza musicale di E. Lipizer, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli ,GO, 2011, ISBN 978-88-8345-336-6