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Sergej Georgievič Stratanovskij

poeta russo
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Sergej Georgievič Stratanovskij (in russo: Сергей Георгиевич Стратановский?; San Pietroburgo, 6 maggio 1944) è un poeta russo.

Poeta russo (nato a Leningrado, oggi San Pietroburgo, il 6 maggio 1944). Figlio di Georgij Stratanovskij (1901-1986), illustre traduttore dal greco e dal latino, studia letteratura francese e russa presso l’Università di Leningrado, nella quale conosce diversi giovani scrittori frequentanti ambienti culturali semiclandestini. A partire dal 1968, dopo gli eventi della Primavera di Praga si cimenta nella composizione di versi che circolano esclusivamente sulle riviste samizdat leningradesi e poi in Francia. Va sottolineato il suo ruolo attivo nel samizdat all'inizio degli anni Ottanta, con la redazione delle riviste "Dialog" e "Obvodnyj kanal" insieme al collega Kirill Butyrin. In Unione Sovietica vengono pubblicati alcuni suoi componimenti poetici solo nel 1985, nel volume antologico "Krug", che raccoglie diversi autori della letteratura non ufficiale. Dopo una breve crisi, che lo allontana dalla scrittura proprio durante il processo di democratizzazione del Paese, nel 1993 pubblica il primo volume, "Versi" (1993), che raccoglie le poesie scritte tra il 1968 e i primi anni novanta. Nella Russia post-sovietica è subito insignito di riconoscimenti letterari, tra cui il premio Car'skoe selo (Carskosel'skaja premija) nel 1995, il premio del fondo Brosdskij, che gli permette di soggiornare in Italia nell'autunno del 2000 e di comporre i «Versi scritti in Italia» (2001). Negli anni Duemila pubblica T’ma dnevnaja («Buio diurno») nel 2000, Rjadom s Čečnëj (2002; «Accanto alla Cecenia»), Na reke neprozračnoj (2005; «Sul fiume torbido») e altre raccolte. Gli vengono conferiti il premio Pasternak, nel 2005, il premio Gogol' e il premio Belyj nel 2010, mentre nel 2011 riceve il premio Carducci. È stato tradotto nelle principali lingue europee, in Italia, nelle versioni di A. Niero, escono "Buio diurno" (Einaudi, 2009) e "Graffiti" (Passigli editori, 2014). Negli ultimi anni continua a comporre poesia "Nestrojnoe mnogogolosie" (2016 "Polifonia disarmonica"), dedicandosi anche alla critica letteraria, alla saggistica, alla narrativa "Zapiski dekabrista" (2014; Memorie di un decabrista) e alla librettistica. Tiene corsi di Letteratura russa contemporanea alla Scuola Superiore di Economia di San Pietroburgo.

Collegamenti esterniModifica

Sergej Georgievič Stratanovskij, in Lessico del XXI secolo, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012-2013.

Controllo di autoritàVIAF (EN2701844 · ISNI (EN0000 0001 0863 5287 · LCCN (ENn91118003 · BNF (FRcb14505631q (data) · WorldCat Identities (ENn91-118003

Sergej Stratanovskij, "Russofobia e altri testi", eSamizdat, 2004, n. 2, pp.119-124 Sergej Stratanovskij, AtelierPoesia, 2016