Siete Partidas

Siete Partidas
SietePartidas1265.jpg
Le Siete Partidas, Alfonso X. Miniatura
Autoreautori vari
1ª ed. originale1256-1265
Generetrattato
Lingua originalespagnolo

Volute nel 1265 dal re di Castiglia Alfonso X, le Siete Partidas ("Sette Parti") costituiscono il tentativo da parte del potere monarchico centrale castigliano di superare con una legislazione comune i diritti consuetudinari locali (fueros).

Le Siete Partidas, largamente ispirate al diritto romano, sono un testo enciclopedico relativo al diritto, all'attività di governo, ai suoi presupposti e obiettivi, agli istituti giuridici. Il nome allude alle "sette parti" (tematiche) in cui è divisa l'opera: diritto canonico; prerogative dei regnanti; amministrazione della giustizia; le persone e la famiglia; diritto mercantile; successioni; diritto penale.

La piena recezione del diritto comune, e quindi della Ley de las siete partidas, avvenne però solo nel 1348 per la promulgazione dell'Ordenamiento de Alcalà da parte di Alfonso XI. Da quell'anno il diritto comune non fu solo un imprescindibile punto di riferimento per il processo romano-canonico, ma venne innalzato al rango di vigente diritto sussidiario rispetto ai fueros locali.

EdizioniModifica

 
Pagina con marca tipografica dell'edizione del 1491 di Siviglia.

In aggiunta ai diversi manoscritti e altre copie prodotte dopo l'apparizione della macchina da stampa nel XV secolo, esistevano tre edizioni principali delle Siete Partidas:

BibliografiaModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN293082871 · LCCN (ENn83121262 · GND (DE4236883-2 · BNF (FRcb12267955g (data) · BNE (ESXX3563127 (data)