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La sindrome di von Neumann è un termine coniato dal Prof. C. V. Ramamoorthy in seguito all'ascolto di una conferenza di Reiner Hartenstein. Il nome si riferisce al matematico John von Neumann, ideatore del modello di architettura dei computer. Ramamoorthy ha notato che, in un sistema a parallelismo massiccio con migliaia o decine di migliaia di processori, le prestazioni possono essere inferiori alle attese.

La sindrome di von Neumann è detta a volte "supercomputing crisis", e si crede dovuta a due fattori: primo, l'efficienza dell'hardware nello spostamento dei dati, il cosiddetto memory wall (barriera della memoria) o collo di bottiglia di von Neumann; secondo, la difficoltà della programmazione per sistemi a parallelismo massiccio, e la difficoltà per lo sviluppo in parallelismo thread-level nelle CPU multi-core.

Il termine spiega anche il paradosso del calcolo riconfigurabile, dove l'uso del calcolo riconfigurabile su FPGA produce risultati più velocemente nonostante la più bassa velocità. Invece di muovere i dati, viene ottimizzata la località dell'esecuzione attraverso la distribuzione e l'indirizzamento. Questo viene anche chiamato paradigma anti macchina guidato da flusso di dati.

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