Apri il menu principale
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Nizza (disambigua).
Nizza
comune
Ville de Nice
Nizza – Stemma
(dettagli)
Nizza – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneCantoni di Nizza
Amministrazione
SindacoChristian Estrosi (LR) dal 2017
Territorio
Coordinate43°42′N 7°16′E / 43.7°N 7.266667°E43.7; 7.266667 (Nizza)Coordinate: 43°42′N 7°16′E / 43.7°N 7.266667°E43.7; 7.266667 (Nizza)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie71,92 km²
Abitanti344 460[1] (2009)
Densità4 789,49 ab./km²
Comuni confinantiSaint-Laurent-du-Var, La Gaude, Saint-Jeannet, Gattières, Colomars, Aspremont, Falicon, Saint-André-de-la-Roche, La Trinité, Villefranche-sur-Mer
Altre informazioni
Cod. postale06000 06100 06200 06300
Prefisso04
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06088
Targa06
Nome abitantinizzardi (francese: niçois)
PatronoSanta Reparata
Parte diNice Metropole
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Nizza
Nizza
Nizza – Mappa
Sito istituzionale

Nizza (Nice in francese, Niça o Nissa in dialetto nizzardo)[2] è una città di 344.400 abitanti[3] della repubblica francese affacciata sulla Costa Azzurra, di cui è il maggior centro, vicino alla frontiera con l'Italia, nel dipartimento delle Alpi Marittime.

È il quinto comune della Francia per popolazione (dopo Parigi, Marsiglia, Lione e Tolosa) con 343.629 abitanti nel 2012. La sua area metropolitana (unité urbaine de Nice) tuttavia, raggiunge 943.695 abitanti (2012) ed è la settima di Francia dopo Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa, Bordeaux e Lilla. Il suo aeroporto intercontinentale Nice Côte d'Azur posto alla periferia occidentale della città, con i suoi 12.016.730 passeggeri (2015), è il terzo della Francia dopo i due aeroporti parigini. Si tratta di una città a vocazione turistica. È la seconda città francese per capacità alberghiera.

Immagine del porto di Nizza con il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale

Indice

Geografia fisicaModifica

Secondo alcune interpretazioni, dal punto di vista geografico l'intero bacino del fiume Varo, con la città di Nizza, appartiene alla regione geografica italiana.

La città ha anche due piccoli fiumi di solito in secca durante l'estate: il Paviglione (in francese Paillon) e il Magnano (Magnan). Varie colline dominano la città, la più conosciuta di queste è la collina di Cimella con le sue rovine di epoca romana; la collina del Castello separa la città dal porto.

Il clima è di tipo mediterraneo e assai mite.[4]

Origini del nomeModifica

Il toponimo originale della città è, in italiano, Nizza, mentre in occitano è conosciuta come Nissa. Il toponimo francese della città è Nice e i suoi abitanti vengono chiamati niçois o niçards, "nizzardi" in italiano. Nella parlata locale il termine più comune è nissart. L'aggettivazione "Nizza Marittima", per differenziarla da Nizza Monferrato, è d'epoca sabauda.

Secondo alcune fonti, l'etimologia del nome trarrebbe origine dal greco antico Νίκαια, che a sua volta deriva da Nike, cioè "vittoria"[5]. Un'altra ipotesi fa tuttavia risalire il nome della città al toponimo etrusco-italico Nikaïa[6].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Nizza.

Fondata attorno al 350 a.C. dai coloni greci di Marsiglia col nome di Nikaia (Νίκαια), la città si trasformò velocemente in un importante porto commerciale della costa ligure. Nicaea in età romana Nicaea, nel VII secolo, Nizza si unì alla lega di Genova formata dalle città della Liguria e lottò contro i saraceni che mantenevano il controllo sull'entroterra nel X secolo.

Durante il Medioevo Nizza partecipò alle numerose guerre italiane mantenendo le sue libertà comunali. Come alleata di Pisa fu nemica di Genova, mentre tanto i re di Francia quanto gli imperatori del Sacro Romano Impero cercarono di portarla sotto il proprio controllo.

Nel XIII e XIV secolo la città cadde più volte sotto il dominio dei conti di Provenza, ma riguadagnò presto l'autonomia, pur se a prezzo di accordi con Genova. Nel 1388 il comune di Nizza si mise sotto la protezione della famiglia comitale di Savoia, guidata da Amedeo VII, in funzione antiprovenzale (contea di Nizza; dedizione di Nizza alla Savoia).

La città, ormai importante base marittima, soffrì durante la guerra del 1535 tra Francia e Spagna, anche a causa dell'epidemia di peste; il conflitto ebbe termine col Trattato di Nizza.[7] Dieci anni dopo la città respinse l'assedio franco-ottomano del 1543 ma fu costretta ad arrendersi al pirata turco Khayr al-Din Barbarossa, che la saccheggiò. La peste ricomparve nel 1550 e nel 1580.

La lingua italiana fu lingua ufficiale di governo a Nizza sin dal 1561, mentre un periodo di prosperità ebbe avvio nel 1600 con l'apertura dei porti da parte del duca di Guisa. Nizza tornò ai Savoia nel 1699, per essere solo pochi anni dopo nuovamente assediata dai francesi nel 1705. Le libertà comunali furono abolite definitivamente dai sabaudi nel 1775, mentre con la Rivoluzione francese Nizza restò parte della Francia metropolitana dal 1792 al 1814, nonostante le rivolte locali (barbetismo), represse dal generale franco-nizzardo Andrea Massena.

Nel 1860, un anno prima dell'unità d'Italia, Nizza fu annessa alla Francia con un plebiscito confermativo, nonostante l'opposizione del nizzardo Giuseppe Garibaldi. Il centralismo francese portò alla chiusura dei giornali in lingua italiana, come il famoso La Voce di Nizza, e alla francesizzazione dei cognomi dei residenti (da Medico a Médicin, etc), mentre Nizza passò a dipendere istituzionalmente da Marsiglia. Più di un quarto della popolazione abbandonò la città per mantenere la cittadinanza sabauda (esodo nizzardo), mentre tra i rimasti serpeggia il malcontento.

Nel 1871, dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, le liste filo-italiane ottennero la quasi totalità dei voti alle elezioni generali (26.534 voti su 29.428 voti espressi), e i filo-italiani scesero in strada al grido di Viva Nizza, Viva Garibaldi. Il governo francese inviò a Nizza 10.000 soldati, chiuse il giornale Il Diritto e incarcerò molteplici irredentisti. La popolazione di Nizza si sollevò dall'8 al 10 febbraio ma fu repressa dalle truppe francesi (vespri nizzardi). Il 13 febbraio Garibaldi, cui era stato negato di prendere la parola davanti al parlamento francese riunito a Bordeaux per rivendicare la riunificazione del Nizzardo alla madrepatria italiana si dimise da deputato.[8] Il fallimento dei Vespri portò all'espulsione degli ultimi intellettuali irredentisti da Nizza.

La Belle Époque fa di Nizza una delle mete del turismo di alto bordo in Europa, anche grazie all'arrivo dell'elettrificazione. Vi affluiscono nobili tedeschi, austriaci e russi per godere del mite inverno della riviera. Con la rivoluzione russa saranno poi in molti a trasferirvisi in pianta stabile. L'arrivo di immigrati provenienti da ogni parte della Francia e dall'estero sommerge l'antico nucleo etnico nizzardo. Il rapporto con l'Italia si allenta sempre più fin quasi a scomparire negli anni trenta e quaranta del Novecento, complice anche la seconda guerra mondiale e l'aggressione nazifascista alla Francia.

Nel settembre 1939 Nizza divenne rifugio di molti stranieri sfollati, in particolare ebrei in cerca di un passaggio verso le colonie francesi in Nord Africa e verso le Americhe. Dopo il luglio del 1940 e l'instaurazione del regime di Vichy, le aggressioni antisemite accelerarono l'esodo, iniziando nel luglio 1941 e continuando fino al novembre 1942, quando Nizza fu occupata dalle truppe italiane. La popolazione nizzarda, molti dei quali erano recenti immigrati di discendenza italiana, mostrò una certa ambivalenza verso le forze di occupazione. All'indomani dell'8 settembre 1943 Nizza fu occupata dalle forze tedesche, con un intensificarsi della resistenza nizzarda. Nizza fu anche pesantemente bombardata il 26 maggio 1944 da aerei americani (1.000 morti o feriti e più di 5600 persone senza fissa dimora) e subì la carestia dell'estate del 1944. Nizza fu liberata dai paracadutisti americani il 30 agosto 1944 Operazione Dragoon).

Nella seconda metà del XX secolo, Nizza ha goduto di un boom economico principalmente guidato dal turismo e dalle costruzioni, segnato dall'amministrazione di Jean Médecin, sindaco per 33 anni dal 1928 al 1943 e dal 1947 al 1965, e del figlio Jacques Médecin, sindaco per 24 anni dal 1966 al 1990 (in seguito condannato per corruzione). Negli anni sessanta Nizza è una delle destinazioni dei Pieds-noirs, gli ex coloni francesi espulsi dall'Algeria, tra cui anche molti italo-algerini, il cui arrivo modifica la composizione sociale e demografica della città. Il 16 ottobre 1979 due tsunami colpiscono la costa occidentale di Nizza, facendo tra le 8 e le 23 vittime.

TurismoModifica

Nizza è una città a forte vocazione turistica, possiede la seconda capacità alberghiera di Francia e conta circa 4 milioni di turisti ogni anno.

 
Le "seggiole blu" sul "Lungomare degli Inglesi".
 
Sculture illuminate in Piazza Andrea Massena, ad opera di Jaume Plensa
 
Interno della cattedrale

Passeggiata degli InglesiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Passeggiata degli Inglesi.

La promenade des Anglais è l'elegante lungomare di Nizza, che rappresenta un luogo di incontro e di passeggio per turisti e cittadinanza locale. È formata da due direttrici stradali, direzione est-ovest e ovest-est, e da una larga zona pedonale a ridosso della spiaggia. Il lungomare è spesso luogo di manifestazioni, esibizioni musicali, bancarelle nonché eventi quali il Carnevale di Nizza e la Battaglia dei fiori. Tipiche sono le sue seggiole blu (chaises bleues), dove è possibile sedersi e godersi la brezza marina. Nel luglio 2016 è diventata tristemente nota per essere diventata teatro della strage di Nizza.

Place MassenaModifica

È una delle piazze più rappresentative di Nizza e ospita La conversazione, gruppo di sette opere d'arte moderna di Jaume Plensa dedicate ai sette continenti, un monumento alla Costa Azzurra e una grande fontana.

Piazza GaribaldiModifica

È la piazza più antica di Nizza, i palazzi che la circondano sono di colore giallo. Al suo interno è presente una statua di Giuseppe Garibaldi, nativo di Nizza, rivolta verso l'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Cattedrale di Santa Reparata

È la chiesa principale di Nizza, eretta in stile barocco fra il 1650 e il 1699 e monumento storico di Francia dal 1906.

Chiesa russa ortodossa di San Nicola

Chiesa cristiano-ortodossa realizzata nel 1912 a imitazione della Cattedrale di San Basilio di Mosca per servire il grande numero di nobili russi che nel XIX secolo svernavano a Nizza per sfuggire ai rigori dell'inverno.

Palazzo Lascaris

Costruito nella prima metà del Seicento in stile barocco genovese, appartenuto alla famiglia Ventimiglia-Lascaris di origine levantina è stato acquisito dal comune di Nizza nel 1942 diventando in seguito uno dei più importanti spazi museali dedicato anche a mostre temporanee. Si trova nella città vecchia.

Architetture moderneModifica

Tête carréeModifica

Di rilievo l'edificio della biblioteca Louis Nucera, esempio di architettura moderna realizzato dall'architetto Sacha Sosno nel 2002: l'aspetto esteriore del fabbricato rappresenta una testa umana stilizzata con fattezze squadrate. La struttura è interamente realizzata in alluminio.

Arco di 115.5°Modifica

Si tratta di una scultura metallica realizzata nel 1988 dall'artista Bernar Venet situata negli spazi verdi dei "Giardini di Alberto I", in prossimità di "Piazza Andrea Massena". Essa rappresenta un arco di metallo alto oltre 19 metri.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Nel 1990 la popolazione della città era di 324.700 abitanti, che salgono a 888.784 abitanti (censimento del 1999) se si considera l'intera area urbana. La sua area metropolitana conta all'incirca un milione di abitanti.


Abitanti censiti

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Attualmente, circa il 35% della popolazione è di origine straniera, prevalentemente dal Magreb o dall'Africa subsahariana. Esiste anche una numerosa comunità russa, composta da discendenti di esuli e rifugiati politici zaristi fuggiti dalla Russia dopo la rivoluzione. Importanti anche le comunità italiane, portoghesi, spagnole e turche.

Lingue e dialettiModifica

La lingua autoctona della città è il nissard o nissart (niçart), secondo alcuni una varietà di provenzale appartenente all'area occitana, ma influenzato in età medievale dal ligure[9] e, successivamente, dal piemontese e dall'italiano, che per lungo tempo fu lingua di cultura a Nizza e nella sua contea. Molti nizzardi, orgogliosi della propria specificità idiomatica, avendo sviluppato, soprattutto in ambito lessicale, caratteristiche affatto peculiari, come la presenza di numerosi arcaismi e di non pochi termini mutuati dalle parlate gallo-italiche (ligure e piemontese) e dall'italiano, senza contare la grafia italiana utilizzata per secoli, percepiscono la propria lingua come un idioma a sé stante nell'ambito dello Stato di attuale appartenenza, e pertanto segno distintivo di identità etnica nei confronti di una popolazione sempre più multinazionale e francofona formatasi dopo il 1861. I cartelli della toponomastica della città vecchia sono bilingui: riportano l'indicazione in francese ed in nizzardo (es.: rue Sainte Marie/Carriera Santa Maria); a volte si riferiscono invece al vecchio nome (Quai des Etats-Unis/Riba dou Miejou). Nizza possiede un inno non ufficiale, Nissa la Bella, cantato in nizzardo.

La lingua italiana, un tempo lingua di cultura e di amministrazione, è oggi pressoché quasi del tutto scomparsa. Dall'aprile 2003 al dicembre 2008 è stato pubblicato in lingua italiana il mensile "Il Corriere della Costa Azzurra". Dal 2007, per un paio d'anni il quotidiano nizzardo Nice-Matin ha pubblicato una edizione settimanale in lingua italiana, dal titolo "7 Giorni". Entrambe le pubblicazioni sono state sospese per motivi economici.

CulturaModifica

 
La Cattedrale di Nizza (Sainte-Réparate), dalle belle forme barocche, si ispira alla chiesa di Santa Susanna di Roma

ArchitetturaModifica

Nizza e il suo territorio presentano un ricco patrimonio architettonico e artistico dominato, fino alla metà del XIX secolo, da forme italiane importate od elaborate da artisti locali secondo canoni estetici che traevano ispirazione da quelli peninsulari (esemplare il caso del nizzardo Ludovico Brea). Alla fine dell'Ottocento, ed ancor più nei primi decenni del secolo successivo, si impone uno stile liberty dal respiro internazionale. Così se nel centro storico di Nizza predomina incontestabilmente il barocco o tardo barocco italiano (soprattutto in molti edifici religiosi) e un neoclassicismo molto vicino a quello torinese, caso unico in Francia, la parte più residenziale e moderna è contraddistinta dallo sfarzo di un eclettismo raffinato che si impone al visitatore.

TeatriModifica

  • Opéra de Nice. Il Teatro dell'Opera è uno scenografico edificio eretto nel 1882 dall'architetto François Aune, il cui progetto venne avallato da Charles Garnier.

Nizza è celebre per aver avuto in passato l'Opera più prestigiosa di Francia dopo quella di Parigi. Fino alla seconda metà degli anni ottanta dell'Ottocento, quando la città è stata già ceduta alla Francia da quasi un trentennio, tutte le rappresentazioni sono date in lingua italiana, anche quelle, tradotte, di autori francesi. È necessaria una delibera del Consiglio municipale (agosto 1887) per rovesciare la situazione ed imporre la lingua francese in ambito melodrammatico. Ciò nonostante il grand-opéra allo stile francese stenta ad imporsi in città ed è necessario tutto il carisma del parigino Albert Wolff, direttore artistico dell'Opera di Nizza, per renderlo più popolare negli anni trenta, quando però il genere può considerarsi oramai storicizzato.

MuseiModifica

Alcuni musei importanti a Nizza sono:

E nella regione:

UniversitàModifica

La città è sede dell'Università di Nice-Sophia Antipolis.

Altre istituzioni culturaliModifica

L'Osservatorio astronomico di Nizza è stato inaugurato nel 1887.

Film girati a NizzaModifica

CucinaModifica

 
Socca di Nizza

Se la civiltà provenzale (di matrice occitana) è stata secolarmente emarginata dalla cultura "ufficiale", riemerge tuttavia in tante manifestazioni della cultura popolare: nella musica, nelle feste, in cucina. La cucina tradizionale nizzarda presenta infatti, accanto a molti piatti che hanno un'origine locale (fra cui la celebre salade niçoise, il pan bagnat, lu farçun, ecc.) o italiana (polenta, socca, grattakeka) anche un buon numero di piatti provenzali, fra cui la doube provençal, a base di carne di manzo e vino rosso. Nizza è anche l'unica città d'oltralpe dove le paste fatte in casa, generalmente di discreto livello qualitativo, sono elaborate da sempre sul posto e godono di grande popolarità. La grande assente dalla cucina tradizionale della città è la gastronomia francese (di area non provenzale), che però negli ultimi decenni è andata ad affiancarsi a quella locale sia in ambito familiare che turistico.

La cucina della zona si è conservata, sino ad oggi, completamente e tipicamente italiana ed ha un carattere molto mediterraneo influenzata dalla vicina cucina ligure. Alcuni dei suoi piatti tipici sono:

  • Beignets de fleurs de courgettes, fiori di zucchina ripieni
  • Daube niçoise, spezzatino di manzo, specificatamente di guancia
  • Farcis niçois, verdura cotta ripiena
  • Pan-bagnat, panino farcito
  • Aïoli, salsa maionese a base di aglio
  • Pichade, torta salata al pomodoro molto simile alla pizza
  • Pissaladière, torta salata
  • Poche de veau farcie "lou piech", saccoccia di vitello farcita
  • Ratatouille, verdura mista cotta
  • Raviolis niçois, ravioli nizzardi
  • Salade niçoise, insalata mista
  • Socca, torta salata a base di ceci
  • Soupe au pistou, zuppa di verdure al pesto
  • Tourte de blettes, torta dolce o salata a base di bietola

EconomiaModifica

Nizza è la capitale economica della Costa Azzurra, il turismo, il commercio e le amministrazioni pubbliche e private occupano una posizione importante nell'attività economica della città. Ha la seconda capacità alberghiera del paese e conta circa 4 milioni di turisti ogni anno.

Essa possiede inoltre diversi quartieri d'affari situati intorno all'aeroporto, nella parte ovest della città, 2 palazzi per congressi e il polo universitario Nice Sophia Antipolis sede di diverse facoltà.

Altro pilastro dell'economia di Nizza è il "parco tecnologico" Sophia-Antipolis che ospita le sedi di 1 400 multinazionali e circa 30 000 ricercatori.

Infrastrutture e trasportiModifica

La città è attraversata da ovest a est dalla Tangenziale sud di Nizza. I Bus urbani sono gestiti dalla società Lignes d'azur che serve la città e la Communauté urbaine de Nice Côte d'Azur.

La rete tranviaria di Nizza è un sistema di trasporto pubblico della città ed è composta da una linea di poco meno di 9 km per un totale di 21 fermate. La tranvia è stata inaugurata il 24 novembre 2007. Nel 2011 sono partiti i lavori per il prolungamento della linea 1 fino all'ospedale Pasteur (terminati nel 2013) mentre nel 2018 e nel 2019 verranno inaugurate rispettivamente la linea 3 e la linea 2.[senza fonte]

La stazione di Nizza (in francese Gare de Nice Ville), è la principale stazione passeggeri della città e dell'intero Dipartimento delle Alpi Marittime, servita dal treno a lunga percorrenza Nizza-Mosca e ritorno Riviera Express. Sono inoltre presenti altre tre stazioni ferroviarie, la Gare du Sud, la Gare de Nice-Saint Augustin e la Gare de Nice-Riquier.

Il Port Lympia è il porto della città e viene usato per i collegamenti con le principali isole della Costa Azzurra e del Mar Mediterraneo.

L'Aeroporto di Nizza Costa Azzurra è il secondo aeroporto francese per traffico passeggeri, serve tutta la Costa Azzurra da Cannes a Mentone, i dipartimenti Alpi dell'Alta Provenza e Varo ed il Principato di Monaco.

AmministrazioneModifica

La città è sede della Prefettura delle Alpi Marittime, del Consiglio generale del dipartimento, del rettorato dell'Accademia di Nizza della Comunità Urbana di Nizza Costa Azzurra e della Diocesi di Nizza. Per quello che concerne la tendenza politica si può sostenere che Nizza sia una città dalla forte presenza conservatrice, dalla seconda guerra mondiale in poi la destra ha primeggiato più volte rispetto alla sinistra, ed alle ultime elezioni presidenziali tenutesi nel 2007 il candidato di destra ha ottenuto il 65.34 % contro il 34.66% della candidata di sinistra. Dal 2008 il sindaco è Christian Estrosi, anche ministro dello Sviluppo Economico fino alla fine del 2010, che ha sostituito Jacques Peyrat in carica dal 1995.

CantoniModifica

I Cantoni di Nizza sono i nove cantoni francesi dell'Arrondissement di Nizza in cui è ripartita la città di Nizza, contraddistinti da numeri progressivi, da 1 a 9.

A seguito della riforma approvata con decreto del 24 febbraio 2014[10], che ha avuto attuazione dopo le elezioni dipartimentali del 2015, sono passati dai precedenti 14 ai 9 attuali.

Il cantone di Nice-3 comprende oltre a parte della città anche i comuni di Le Broc, Carros e Gattières.

Il cantone di Nice-7 comprende oltre a parte della città anche i comuni di Saint-André-de-la-Roche e La Trinité.

Il cantone soppresso di Nice-13 comprendeva oltre a parte della città i comuni di La Trinité, Saint-André-de-la-Roche e Falicon.

GemellaggiModifica

Nizza è gemellata con le seguenti città:

SportModifica

CalcioModifica

La squadra di calcio di Nizza è il Nizza, che milita nella Ligue 1, il massimo campionato francese. Nella sua storia ha conquistato 4 Ligue 1 e 3 Coupe de France. Dal 2013 gioca le sue partite interne nel nuovo stadio Allianz Riviera che ha preso il posto del vecchio impianto Stade Municipal du Ray.

Nel 2008 lo stadio di Nizza fu curiosamente scelto per una partita amichevole, non della nazionale francese, bensì di quella italiana. La nazionale francese infatti snobba lo stadio nizzardo da parecchi anni, da quando durante una partita fu aspramente criticata, con tanto di cartelloni che annunciavano che i nizzardi avrebbero tifato Italia agli imminenti mondiali del 2002. Dopo tale evento la nazionale francese non ha mai rimesso piede nello stadio del Raggio ("Le Ray") di Nizza.[senza fonte]

Altri sportModifica

La città fa capolino nelle cronache sportive internazionali anche grazie alla Parigi-Nizza, storica manifestazione ciclistica a tappe che si conclude sul lungomare locale ogni anno, intorno alla metà di marzo.

Nella città ha sede inoltre il Nice Volley-Ball, società pallavolistica maschile militante nella Pro A, massima divisione del campionato francese.

EducazioneModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Per un breve periodo a metà Ottocento fu nota come Nizza Marittima in italiano onde distinguerla da Nizza Monferrato dopo la fusione perfetta degli Stati sabaudi.
  3. ^ http://www.insee.fr/fr/ppp/bases-de-donnees/recensement/populations-legales/commune.asp?annee=2009&depcom=06088 INSEE popolazione legale totale 2009
  4. ^ macchineagricolenews.it, http://www.macchineagricolenews.it/2013/04/24/merlo-arriva-fino-al-polo. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  5. ^ (FR) Ralph Schor (a cura di), Dictionnaire historique et biographique du comté de Nice, Nice, Serre, 2002, ISBN 978-2-86410-366-0, p. 263.
  6. ^ Alain Ruggiero (a cura di), Nouvelle histoire de Nice, Toulouse, Privat, 2006, ISBN 978-2-7089-8335-9, p. 20.
  7. ^ The Chsteau of Villeneuve-Loubet, Villeneuve-Loubet Guide and Hotels. URL consultato il 30 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2014).
  8. ^ Les troubles de fevrier 1871 à Nice (in francese)
  9. ^ , invece Secondo Francesco Barberis, il dialetto nizzardo apparteneva anticamente alla famiglia dei dialetti liguri Nizza Italiana
  10. ^ (FR) Décret n° 2014-227 du 24 février 2014 portant délimitation des cantons dans le département des Alpes-Maritimes, http://www.legifrance.gouv.fr/, 27 febbraio 2014. URL consultato il 22 aprile 2015.
  11. ^ (EN) Edinburgh - Twin and Partner Cities, The City of Edinburgh Council, City Chambers, High Street, Edinburgh, EH1 1YJ Scotland, 2008. URL consultato il 1º gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2008).

BibliografiaModifica

  • E. Amicucci, Nizza e l'Italia, Mondadori, Milano, 1939.
  • M. Mauviel, La letteratura in lingua italiana di Nizza, in Il nido d'aquila, Genova, 2004.
  • G. Vignoli, I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana, Giuffrè, Milano, 1995.
  • G. Vignoli, Gli Italiani dimenticati, Giuffrè, Milano, 2000.
  • Nelle annate dal 1997 al 2002 il periodico Il Pensiero di Nizza, edito a Genova e diretto da Giulio Vignoli (che riprese l'antica testata nizzarda), ha pubblicato una serie di articoli di Achille Ragazzoni che succintamente, ma in maniera esaustiva, illustrano la letteratura in lingua italiana del Nizzardo, e i suoi autori, dal 1300 ai nostri giorni.
  • G. Vignoli, Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco), Settecolori, Lamezia Terme, 2011.
  • G. Vignoli, L'Irredentismo italiano di Nizza e del Nizzardo. Il caso Marcello Firpo (1860-1946), Settimo Sigillo, Roma, 2015.
  • Nice-Historique, su nicehistorique.org.
  • Domenico Vecchioni," Storia breve della Costa Azzurra.Curiosità e Scoperte". Greco e Greco editori, Milano, 2016

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


Controllo di autoritàVIAF (EN128617334 · ISNI (EN0000 0001 2285 6326 · LCCN (ENn79065307 · GND (DE4075416-9 · BNF (FRcb11865098p (data)