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Lancio della sonda Dawn dall'ELV Delta II da CCAFS SLC-17 (a sinistra) e il lancio del razzo Proton-K dal Zvezda Service Module per la Stazione Spaziale Internazionale nel 2000

Un sistema (o veicolo) di lancio non riutilizzabile (inglese: expendable launch vehicle, ELV) è un sistema di lancio o veicolo di lancio che viene usato una volta sola per portare un payload nello spazio. Storicamente, i satelliti e i veicoli con equipaggio venivano lanciati principalmente con lanciatori non riutilizzabili. Tra i vantaggi degli ELV ci sono risparmio dei costi per la produzione di massa, una parte più grande di carico utile.[1]

I componenti non sono recuperati. Questo è in contrasto con un sistema di lancio riutilizzabile (RLV), nel quale alcuni o tutti i componenti sono recuperati intatti. Tipicamente il veicolo consiste in molti stadi, che vengono scartati uno alla volta mentre il veicolo guadagna velocità e altitudine.

Alcune aziende stanno sviluppando sistemi di lancio riutilizzabili con lo scopo di tagliare i costi. Un veicolo di lancio riutilizzabile, come il booster del primo stadio del Falcon 9 di SpaceX, può volare in "configurazione non riutilizzable" per migliorare le prestazioni, sebbene sia insolito.


Lo Space Shuttle, ora ritirato, era uno dei primi RLV. Avrebbe dovuto ridurre i costi di lancio, ma in realtà li ha aumentati.[2]

Configurazioni mono-uso per veicoli riutilizzabiliModifica

Alcuni veicoli di lancio riutilizzabili sono, all'occorrenza, lanciati in "configurazione non riutilizzabile". Ad esempio, l'EchoStar 23 è stato lanciato in orbita a marzo 2017 da un Falcon 9 che non aveva l'occorrente per l'atterraggio,[3] e ha usato tutto il propellente che sarebbero dovuto servire per l'atterraggio per impartire maggior energia alla massa del satellite portato in orbita geosincrona.[4]

SviluppoModifica

Finanziamento europeoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arianespace.

Il 26 marzo 1980, l'Agenzia Spaziale Europea e il Centre national d'études spatiales crearono Arianespace, la prima azienda di trasporti spaziali commerciali al mondo. Arianespace produce, gestisce, e vende la famiglia di lanciatori Ariane. Durante il 1995 Arianespace ha costruito il centesimo satellite e il 23 settembre 1997 è avvenuto il centesimo lancio dell'Ariane.[5] I ventitre azionisti di Arianespace rappresentano realtà scientifiche, tecniche, finanziarie e politiche di dieci diversi stati dell'Europa. Il maggior azionista è CNES, con il 34,68% del capitale.[6][7]

Deregolamentazione statunitenseModifica

Dall'inizio del programma Shuttle fino al disastro del Challenger nel 1986, la politica degli Stati Uniti prevedeva che la NASA sarebbe stata il provider per il settore pubblico della capacità di lancio statunitense al mercato mondiale.[8] All'inizio, la NASA ha sovvenzionato i lanci dei satelliti, con l'intento ultimo di far pagare il servizio dello Shuttle per il mercato commerciale a costo marginale.[9] Il 30 ottobre 1984, il presidente Ronald Reagan ha firmato il Commercial Space Launch Act,[10] legge che permetteva un'industria statunitense di gestori privati di sistemi di lancio non riutilizzabili.

Il 5 novembre 1990, il presidente George H. W. Bush ha firmato il Launch Services Purchase Act.[11] Questa legge, in contrasto al precedente monopolio dello Space Shuttle, ha specificato che la NASA deve acquistare i servizi di lancio per i suoi carichi principali da provider commerciali quando questi servizi sono necessari per le attività.[12][13] Questo avrebbe portato al programma COTS.

Privatizzazione russaModifica

Nel 1994 il governo russo ha venduto parte delle sue azioni di RKK Energija a investori privati. Energija insieme con il Centro statale di ricerca e produzione spaziale costituivano la maggior parte del programma spaziale russo con equipaggio. Nel 1997, il governo russo ha venduto una quantità tale di azioni da perdere la posizione di maggioranza.

Sovvenzione statunitenseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Evolved Expendable Launch Vehicle.

Nel 1996 il governo degli Stati Uniti ha scelto Lockheed Martin e Boeing per sviluppare degli Evolved Expendable Launch Vehicle (EELV, veicoli di lancio non riutilizzabili evoluti) al fine di competere per i contratti di lancio e offrire accesso assicurato allo spazio. La strategia di acquisizione del governo aveva lo scopo di ridurre i costi per unità, facendo affidamento sulla forte realizzabilità commerciale di entrambi i veicoli. Questa prevista domanda del mercato non si è concretizzata, ma entrambi gli EELV, il Delta IV e l'Atlas V sono ancora in servizio.

Ri-nazionalizzazione russaModifica

A partire dal 2013, il governo russo ha iniziato una ri-nazionalizzazione del settore spaziale russo. Tra i provvedimenti attuati c'è stata la formazione della Società unita spaziale (russo: Объединенная ракетно-космическая корпорация) per accorpare un grande numero di aziende e uffici.[14][15] L'opera è proseguita nel 2014.[16] Il 19 maggio 2015 la Duma ha approvato una legge per la creazione della agenzia statale Roscosmos, consolidando ulteriormente l'industria.[17]

Alleanze di lancioModifica

Dal 1995 il lanciatore Proton di Khrunichev è commercializzato da International Launch Services mentre il razzo Sojuz è commercializzato tramite Starsem. Energija costruisce il Sojuz e possiede parte del progetto Sea Launch che vola il razzo ucraino Zenit.

Nel 2003 Arianespace si è unita a Boeing e a Mitsubishi Heavy Industries per creare la Launch Services Alliance. Nel 2005, la bassa domanda commerciale per i lanci di EELV ha spinto Lockheed e Boeing a proporre una joint venture chiamata United Launch Alliance per abbassare i costi per il governo statunitense.[18]

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Expendable Launch Vehicles (ELV), su spacetethers.com.
  2. ^ (EN) Mike Wall, NASA's Shuttle Program Cost $209 Billion — Was it Worth It?, Space.com, 5 luglio 2011.
  3. ^ (EN) Stephen Clark, Falcon 9 booster, minus landing legs and grid fins, poised for launch, su spaceflightnow.com, 13 marzo 2017.
  4. ^ (EN) Stephen Clark, TV broadcast satellite launched aboard Falcon 9 rocket – Spaceflight Now, su spaceflightnow.com, 16 marzo 2017. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  5. ^ (EN) Milestones, su Arianespace. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  6. ^ (EN) Arianespace: shareholders, su arianespace.com (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2014).
  7. ^ (EN) Company profile, su Arianespace. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  8. ^ (EN) Setting Space Transportation Policy for the 1990s, Congressional Budget Office, October 1, 1986 (PDF), su cbo.gov. URL consultato il maggio 4, 2019 (archiviato dall'url originale il febbraio 4, 2012).
  9. ^ (EN) Seedhouse, Erik., Astronauts for hire : the emergence of a commercial astronaut corps, Springer, 2012, p. 84, ISBN 9781461405207, OCLC 779341356. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  10. ^ (EN) Statement on signing the Commercial Space Launch Act, October 30, 1984, su reagan.utexas.edu.
  11. ^ (EN) Testo dell'Act (TXT), su space-frontier.org. URL consultato il 3 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2008).
  12. ^ (EN) 104 STAT. 3188 - LAUNCH SERVICES PURCHASE ACT OF 1990, su www.govinfo.gov. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  13. ^ (EN) Title II, Launch Services Purchase Act of 1990, Section 201 (PDF), su gpo.gov.
  14. ^ (EN) Rogozin: Russia to Consolidate Space Sector into Open Joint Stock Company – Parabolic Arc, su parabolicarc.com. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  15. ^ (EN) Rogozin Outlines Plans for Consolidating Russia’s Space Industry – Parabolic Arc, su parabolicarc.com. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  16. ^ (EN) Big Changes Ahead for the Russia Space Program in 2014 – Parabolic Arc, su parabolicarc.com. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  17. ^ S.P. Korolev RSC Energia - News, su www.energia.ru. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  18. ^ (EN) Boeing, Lockheed Martin to Form Launch Services Joint Venture, su www.spaceref.com. URL consultato il 4 febbraio 2019.

Collegamenti esterniModifica