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Craig Dykers, uno dei fondatori del Snøhetta

Snøhetta è uno studio internazionale di architettura, architettura del paesaggio e design di interni con sede principale a Oslo e una minore a New York.

I principali fondatori della compagnia sono Craig Dykers (nato a Francoforte nel 1961) e Kjetil Trædal Thorsen (nato a Karmøy nel 1958), a cui si aggiungono altri quattro collaboratori: Robert Greenwood, Ole Gustavsen, Tarald Lundevall e l'architetto paesaggista Jenny Osuldsen.

StoriaModifica

 
Snøhetta, la cima del Dovre

La compagnia formata da 120 membri, inizio a formarsi nel 1989, dopo che, un gruppo di Oslo che aveva fondato uno studio di architettura chiamato Snøhetta nel 1987, lavorò in collaborazione con alcuni colleghi a Los Angeles per completare il progetto per il concorso per la costruzione della nuova Biblioteca di Alessandria, che procurò successivamente fama internazionale al gruppo.[1]

Il nome dello studio Snøhetta, è ripreso dal nome della montagna più alta del Dovrefjell ed ha una valenza simbolica: rappresenta una forma estremamente complessa, al tempo stesso un paesaggio, un oggetto quasi architettonico e riassume appieno tutto il concetto di approccio all'architettura che punta a lavorare non tanto su oggetti ma su ambienti.

Durante gli 11 anni di evoluzione del progetto, lo studio ricevette commissioni minori, e la sua organizzazione interna cambiò varie volte. Dal 2000 il gruppo si diresse verso l'attuale conformazione, e lavorò in Norvegia, negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi Uniti. Dal marzo 2009 Snøhetta, conta 108 collaboratori a Oslo e 17 a New York, di 17 diverse nazionalità e con diverse specializzazioni: la collaborazione resta un punto di forza sia per la realizzazione dei progetti sia per la maturazione professionale di ogni singolo membro.

La filosofiaModifica

Lo studio Snøhetta si focalizza sull'etica, sui problemi di deterioramento delle strutture e sullo sviluppo sostenibile, mantenendo il tutto in completa armonia, in modo da creare progetti che si adattino in tutto e per tutto alla cultura, al clima e al sistema ecologico nel quale andranno ad integrarsi.

L'architettura non può essere contenuta semplicemente nelle regole dell'ordine ma deve anche un connubio tra originalità e tradizione, paesaggio e artificio. Un tema rilevante per la loro progettazione è la tradizione scandinava, focalizzata su una stretta relazione tra l'architettura e il paesaggio, oltre ad avere anche una visione molto esistenzialista e fenomenologica dell'ambiente, attraverso nozioni sul romanticismo.[2]

Il paesaggio dunque, non segna più i confini, ma include naturalmente l'architettura [come avviene per qualsiasi altro edificio di qualsiavoglia rango o qualità]. Queste, sebbene ancorate al luogo circostante se ne differenziano moltissimo; sono una sorta di inciso, e spiccano per la loro organizzazione; il panorama e l'orientamento, sia interno che esterno, sono possibili attraverso aperture con ampie viste prospettiche [altrimenti dette 'finestre']. [3]

Opere rilevantiModifica

 
New National Opera House, Oslo.
 
Bibliotheca Alexandrina

NoteModifica

  1. ^ The Plan, n°57, pag. 28

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN167835393 · ISNI (EN0000 0001 1883 6621 · LCCN (ENno2008006264 · GND (DE10183130-4 · WorldCat Identities (ENno2008-006264
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