Differenze tra le versioni di "Franco Loi"

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Dopo essere stato attivo militante comunista, ha aderito al movimento della nuova sinistra, ma dagli anni settanta ha lasciato sostanzialmente l'attività politica, assumendo posizioni molto personali, con forte accentuazione di una religiosità anarchico-libertaria. La sua prima produzione poetica nacque tutta in una breve stagione, tra il settembre [[1965]] e l'estate [[1974]] quasi "sotto dettatura", così il poeta rievoca quegli anni fondamentali: "scrivevo versi per quattordici ore filate al giorno, mi sono sempre considerato amanuense di Qualcuno".
 
Esordisce solo nel [[1973]] come poeta in dialetto e ha subito un buon successo con l'opera ''"I cart"'' edita dall'Edizione Trentadue di Milano e l'anno dopo, [[1974]], con ''"Poesie d'amore"'' edite da [[Il Ponte (rivista)|Il Ponte]]. Nel [[1975]] il poeta dimostra di aver raggiunto la completa maturità di espressione con il [[poema]] ''"Stròlegh"'', pubblicato da [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]] con prefazione di [[Franco Fortini]], di cui una parte aveva già visto la [[pubblicazione]] nel secondo "Almanacco Dello Specchio" ricevendo una [[critica]] positiva da [[Dante Isella]].
 
Nel [[1978]] scrive la raccolta ''"Teater"'', edita da Einaudi e nel [[1981]] l'opera ''"L'Angel"'', pubblicato a Genova dalle Edizioni [[San Marco dei Giustiniani]] e ''"L'aria de la memoria"'', edita da Einaudi che raccoglie tutte le poesie scritte tra il [[1973]] e il [[2002]], tra le quali alcune già edite nella raccolta ''I cart'' e ''Poesie d'Amore''. Molte altre sono le sue opere, tutte scritte in dialetto milanese, tra le quali ''"Lünn"'', ''"Liber"'', ''"Umber"'', ''" El vent"'', ''"Isman"'', ''"Aquabella"'', ''"Pomo del pomo"''.
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