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In ordine sparso. Schiffrer, Duroselle, Novak, Kacin-Wohinz, Pirjevec, Stranj, gli Atti della conferenza sui gruppi etnico linguistici della provincia di Udine (1978), Valussi, D'Alessio, Argenti Tremul, Panjek. Questi sono i primi autori o saggi che mi vengono in mente, che hanno negato validità ai dati del censimento del 1921. Se tu conosci qualche storico che invece presta fede a questi dati, fammene cortesemente sapere il nome. La conclusione non può che essere la seguente: ogni volta che si cita il censimento del 1921 per appioppare la nazionalità alle popolazioni della Venezia Giulia, bisogna affermare a chiare lettere che non sono attendibili.--[[Utente:Presbite|Presbite]] ([[Discussioni utente:Presbite|msg]]) 16:56, 14 lug 2020 (CEST)
:In primo luogo, qui stavamo parlando del censimento del 1921. E noto quindi che non sei riuscito a tirar fuori il nome di nemmeno uno storico che lo consideri adeguato. Segno questo punto. Passiamo allora al censimento austriaco del 1910, andando a dare un'occhiata agli autori da te citati. Gayda lo lascerei perdere su questo aspetto, per carità di patria (e non ti sto nemmeno a spiegare perché, giacché dovresti saperlo da solo). Matteo Bartoli è un autore (non uno storico) che scrisse le sue critiche sul censimento del 1910 un centinaio d'anni fa, e pure lui quindi lo lascerei perdere. Angelo Vivante non parla genericamente del censimento del 1910, ma specificamente del censimento a Trieste. Quindi c'entra poco con tutti gli edit che hai fatto su più o meno oscure cittadine istriane. Dario Alberi non è uno storico, anzi: direi che la sua guida dell'Istria è talmente piena di errori storici che sarebbe meglio stenderci un pietoso velo, pur apprezzando lo sforzo. Richard J. Evans nell'opera da te indicata (ho appena controllato) non critica per nulla il censimento austriaco del 1910. Salvo miei errori, non lo cita nemmeno: lui cita il censimento ungherese del 1910. Ma si tratta di un'altra cosa. Il libro di Novak in questo momento non l'ho sotto mano, ma andrò senz'altro a controllare. Invece ti cito un altro storico che critica pesantemente il censimento del 1921: è [[Raoul Pupo]]. Se vorrai, ti farò il lungo elenco degli autori (proprio a cominciare da Pupo) che utilizzano i dati dei censimenti austriaci ritenendoli i migliori possibili. Quindi direi che possiamo chiuderla qua.--[[Utente:Presbite|Presbite]] ([[Discussioni utente:Presbite|msg]]) 18:21, 14 lug 2020 (CEST)
 
Se non è valido Gayda, non sono validi nemmeno Pirjevec e tutti gli slavi e molti degli slavi da te citati. Per quanto riguarda Dario Alberti, prendendo in considerazione il censimento di Trieste palesemente manipolato, possiamo capire che in generale i censimenti austriaci non erano così tanto affidabili. Un altro caso è quello di Draguccio. Nel censimento del 1880 la maggior parte degli abitanti si dichiarava italiana, e poi, 10 anni dopo, magicamente tutti serbo croati. Per quanto riguarda l'Ungheria di fatto era tutto sotto lo stesso impero. Sarei curioso di sapere per quale motivo Pupo non considera valido il censimento del 1921. Infine, per quanto riguarda Bartoli, non è uno storico ma di certo non è il primo che passa, essendo stato uno più importanti linguisti italiani. Il fatto che sia vissuto 100 anni fa è una cosa positiva, in questo modo la sua voce è più neutrale (mentre sappiamo che le voci di Cernigoi, Kersevan, Pirjevec, Sandy Klun e slavo-comunisti vari sono tutt'altro che neutrali...).
Utente anonimo