Differenze tra le versioni di "Terza battaglia di Char'kov"

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[[File:Panzer IV F lang.jpg|thumb|left|upright=1.2|Un [[Panzer IV]] tedesco in azione nell'inverno 1942-43.]]
 
Il contrattacco immediato della esausta SS "Wiking" e di una parte della 333. Divisione fanteria, condotto da forze troppo deboli, venne facilmente respinto dai sovietici e quindi il feldmaresciallo von Manstein tentò di tagliare fuori le unità corazzate nemiche arrivate a Krasnoarmejskoe. Ulteriori aspri scontri si svilupparono nella steppa innevata; il ''kampfgruppe Balck'', costituito, sotto il comando del generale Balck, con elementi della 7. e della 11. Panzer-Division, avanzò il 12 e il 13 febbraio nelle retrovie sovietiche dopo aver respinto il 10° Corpo carri, ma il 14 febbraio venne fermato e ricevette l'ordine di ripiegare<ref>Y. Buffetaut, ''Objectif Kharkov!'', pp. 57-58.</ref>. Il 16 febbraio le unità del "Gruppo Popov" ripresero contatto a Krasnoarmejskoe con il 4° Corpo carri della Guardia che, ridotto a 17 carri armati, aveva continuato a respingere i contrattacchi della SS "Wiking". Nonostante questi successi, la situazione dell'intero "Gruppo meccanizzato Popov", molto avanzato rispetto alle altre armate sovietiche e sceso a 13.000 e 53 mezzi corazzati ancora efficentiefficienti<ref>J. Erickson, ''The road to Berlin'', p. 48.</ref>, rimaneva pericolosa<ref>Y. Buffetaut, ''Objectif Kharkov!'', p. 58.</ref>.
 
Nel frattempo più a sud il "gruppo Hollidt" stava completando il suo difficile ripiegamento sulla posizione "Maulwulf" (linea del fiume Mius) sotto la pressione del nemico; i sovietici spinsero subito avanti il 7° Corpo di cavalleria che penetrò le deboli linee tedesche a sud di [[Vorošilovgrad]] e avanzò 50 chilometri a ovest della linea "Maulwulf" ancor prima che fosse stata raggiunta dal "gruppo Hollidt". La cavalleria sovietica raggiunse [[Debal'ceve]], ma venne contrattaccata dalla 7. Panzer-Division e tagliata fuori dalla 6. Panzer-Division. Dopo un'accanita e prolungata resistenza, le truppe sovietiche accerchiate a Debal'ceve vennero eliminate, mentre già in precedenza la 6. e la 7. Panzer-Division erano ripartite verso nord per rafforzare la 4. Panzerarmee e la 1. Panzerarmee, impegnate nei duri scontri con il fronte del generale Vatutin.<ref>Y. Buffetaut, ''Objectif Kharkov!'', pp. 52-53.</ref> Sul Mius, le truppe sovietiche del Fronte meridionale del generale Malinovskij attaccarono subito secondo gli intendimenti di Stalin e dello Stavka che, sempre convinti di una ritirata generale tedesca, premevano a favore di un proseguimento offensivo per non allentare la pressione sul nemico; il "gruppo Hollidt" si trovò in difficoltà e inizialmente cedette terreno; i sovietici del [[4º Corpo meccanizzato della Guardia]] costituirono una pericolosa testa di ponte sul Mius a [[Mateev Kurgan]] il 17 febbraio, ma ben presto la 16ª Divisione motorizzata e la 23. Panzer-Division passarono al contrattacco e tagliarono fuori le truppe sovietiche<ref>P. Carell, ''Terra bruciata'', p. 220.</ref>.
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