Burcardo II di Svevia: differenze tra le versioni

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Poco dopo Erchanger venne proclamato duca. Quest'ultimo venne giustiziato il 21 gennaio [[917]] e Burcardo prese tutte le sue terre e venne acclamato suo successore nel ducato. Due anni dopo [[Rodolfo II di Borgogna]] mise sotto assedio la contea di [[Zurigo]] e la regione di [[Costanza (Germania)|Costanza]], intaccando quel che di fatto era il centro e la capitale della Svevia. Rodolfo venne sconfitto a [[Winterthur]] e in quello stesso anno Burcardo diede il proprio riconoscimento a [[Enrico I di Sassonia]] quale [[Sovrani di Germania|re di Germania]] avendo in cambio da lui il permesso di imporre le tasse e di nominare i vescovi e gli abati entro il ducato.
 
Nel [[922]] Burcardo maritò la figlia [[Berta di Svevia]] a Rodolfo per sancire la pace, quindi lo accompagnò in Italia dove venne eletto re in contrapposizione a [[Berengario del Friuli]]. Nel 923 fece sì che suo nipote [[Ulrico di Augusta]] divenisse [[Diocesi di Augusta|vescovo di Augusta]]. Pochi anni dopo, nel [[926]], Burcardo si recò presso la città di Milano in finta ambasceria a scopo di osservarne le difese; davanti alle sue mura, dopo aver progettato la costruzione di un castello per tenere sotto controllo la città e i principi italici, disse, davanti ai suoi uomini e nella sua lingua natìa, che Milano poteva essere presa senza difficoltà. L'arcivescovo della città [[Lamperto di Milano|Lamberto]] venne a sapere di questa esortazione tramite un mendicante che conosceva questa lingua; l'arcivescovo, allora, lo blandì, dandogli il permesso di cacciare cervi nelle sue tenute nei pressi di [[Verona]]; qui fu ucciso in un'imboscata organizzata dall'arcivescovo all'alba, mentre era in procinto di recarsi presso Rodolfo ad Ivrea<ref>{{Cita libro|autore=[[Liutprando da Cremona]]|curatore=Alessandro Cutolo|traduttore=Alessandro Cutolo|titolo=Tutte le opere: [[Antapodosis|La restituzione]] - Le gesta di [[Ottone I di Sassonia|Ottone I]] - La relazione di un'ambasciata a Costantinopoli|anno=1945|editore=[[Bompiani]]|città=Milano|pp=116-118|capitolo=Libro III}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=[[Liutprando da Cremona]]|curatore=Paolo Chiesa|titolo=[[Antapodosis]]|collana=[[Scrittori greci e latini]]|anno=2015|editore=[[Mondadori]]|pp=187-189|capitolo=Libro III, stanze XIII-XV|ISBN=978-88-04-52190-7}}</ref>, probabilmente il 28 aprile.
 
== Famiglia e figli ==