Differenze tra le versioni di "Igor' Fëdorovič Stravinskij"

→‎Religione: Trasferita in nota la versione originale per non appesantire eccessivamente il testo (che è enciclopedico e non saggistico).
(Le citazioni vanno vatte con fonti originali, non di seconda o terza mano (dividerne una con due note, poi è assurdo). Se non basta la traduzione italiana ufficiale ho inserito l'originale inglese con le frasi originali di Stravinsky e le pagine relative.)
(→‎Religione: Trasferita in nota la versione originale per non appesantire eccessivamente il testo (che è enciclopedico e non saggistico).)
Da allora il musicista mantenne sempre un forte vincolo con la religione; i tempi in cui viveva erano da lui visti come di grande confusione, di laicità trionfante e provava grande preoccupazione per il degrado spirituale. Negli anni della maturità Stravinskij andò sempre più avvicinandosi alla Chiesa cattolica. Nel 1948 scrisse la sua ''[[Messa (Stravinskij)|Messa]]'' senza alcuna commissione, solo per sua necessità spirituale, sperando anche che fosse eseguita durante le funzioni.<ref name=StravinskijCraft1962/>.
 
Parlando della Chiesa come istituzione musicale in declino il musicista disse: "How much poorer we are without the sacred musical services, without the Masses, the Passions, the round-the-calendar cantatas of the Protestants, the motets and sacred concerts, and vespers and so many others. These are not merely defunct form but parts of the musical spirit in disuse. The Church knew what the Psalmist knew: music praises God. Music is as well or better able to praise Him than the building of the church and all its decoration; it is the Church's greatest ornament. Glory, glory, glory...this particular "glory" does not exist in secular music. ("Quanto siamo più poveri senza i sacri servizi musicali, senza le Messe, le Passioni, le cantate domenicali dei protestanti, i mottetti e i concerti sacri, i vespri e tanti altri. Non sono forme puramente estinte, ma parti dello spirito musicale in disuso. La Chiesa sapeva ciò che sapeva il salmista: la musica loda Dio. La musica è altrettanto adatta a lodarlo, o più ancora, di quanto lo sia lo stesso edificio della Chiesa e tutte le sue decorazioni; è il più grande ornamento della Chiesa. Gloria, gloria, gloria… questa particolare "gloria" non esiste nella musica profana.)"<ref name= StravinskijCraft1959>Nella versione originale: "How much poorer we are without the sacred musical services, without the Masses, the Passions, the round-the-calendar cantatas of the Protestants, the motets and sacred concerts, and vespers and so many others. These are not merely defunct form but parts of the musical spirit in disuse. The Church knew what the Psalmist knew: music praises God. Music is as well or better able to praise Him than the building of the church and all its decoration; it is the Church's greatest ornament. Glory, glory, glory...this particular "glory" does not exist in secular music". Igor Stravinskij, Robert Craft, ''Conversations with Igor Strawinsky'', Faber & Faber, Londra, 1959, p. 74, traduttore Luigi Bonino Savarino, ''Colloqui con Stravinsky'', Torino, Einaudi, 1977, p. 88-89.</ref>
 
Gli ultimi anni della produzione del musicista comprendono quasi esclusivamente opere di carattere religioso o in memoria di amici scomparsi come l{{'}}''[[Introitus (Stravinskij)|Introitus]]'' per [[T.S. Eliot]] a cui era legato da amicizia e dallo stesso percorso da religioni differenti verso la Chiesa cattolica.<ref>{{cita|Vlad|p.297}}.</ref>