Medaglie italiane: differenze tra le versioni

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La fine del secolo segnò in Italia una stasi, senza attecchire quel revival che invece interessò la Francia e l'Austria<ref name=PM24/>. Nel Novecento la produzione delle medaglie è legata essenzialmente a episodi di propaganda, soprattutto durante il [[ventennio fascista]], ma non si discosta molto dai coni monetali. Eventi di tipo militare, sportivo, come le [[olimpiadi di Roma]] e religioso, come i [[giubilei]], offrirono spunti per serie medaglistiche, che comunque diventano una produzione del tutto occasionale e sporadica.
 
Nel secondo Novecento alcuni centri revitalizzarono l'antica arte medaglistica: tra questi [[Firenze]], dove artisti come [[Mario Moschi]], [[Antonio Berti]] e anche [[Pietro Annigoni]] si dedicarono alla realizzazione di medaglie commemorative, commissionate dalle autorità civili, accademie, associazioni e società private, più raramemnteraramente da privati (come [[Rodolfo Siviero]]).
 
Da non confondere con la produzione commemorativa e civile sono le medaglie onorifiche di tipo militare, dove gli spunti artistici raramente raggiungono livelli significativi.
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