Differenze tra le versioni di "Federico II di Svevia"

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(Corretto luogo di morte)
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==== La situazione tedesca ====
{{Per approfondire|Disputa sul trono tedesco}}
In Germania, nel frattempo, dopo la morte di Enrico VI nessuno era più riuscito a farsi incoronare imperatore. Due erano i rivali che puntavano al titolo imperiale vacante: il primo era appunto Filippo di Svevia, fratello minore di Enrico VI, che fu eletto re dai principi tedeschi nel 1198 e incoronato a Magonza; il secondo era [[Ottone IV di Brunswick]], figlio minore del [[duca di Baviera]] e Sassonia [[Enrico il Leone]], che fu eletto anch'egli re da alcuni principi tedeschi che si opponevano all'elezione dello [[Staufer]] e incoronato ad Aquisgrana<ref>Stürner 1998, p. 79.</ref>. Ottone poteva contare sull'appoggio del [[re d'Inghilterra]] [[Giovanni d'Inghilterra|Giovanni I]], che era suo zio, e di [[Innocenzo III]], che voleva evitare di vedere uno svevo imperatore per scongiurare una rivendicazione di quest'ultimo del [[regno di Sicilia]]; Filippo, a sua volta, poteva contare sull'appoggio del [[re di Francia]] [[Filippo II Augusto]]. La situazione si risolse solo nel 1208 quando Filippo di Svevia fu assassinato per motivi personali e Ottone ebbe campo libero. Egli fece numerose concessioni al papato, in particolare la corona doveva rinunciare all'ingerenza nelle elezioni dei prelati e accettare senza limiti il diritto d'appello del pontefice negli affari ecclesiastici; inoltre si sarebbe posto fine ad abusi quali l'appropriazione delle rendite delle diocesi vacanti<ref>Abulafia 1990, p. 87.</ref>. Il 4 ottobre del 1209, a Roma, Innocenzo III incoronò imperatore [[Ottone IV di Brunswick|Ottone IV]]. Nonostante le numerose promesse di Ottone IV, lo stesso imperatore, richiamandosi all'''antiquum ius imperii'', rivendicava il dominio sull'Italia intera; così egli sostò per circa un anno nell'[[Italia centrale]], cosa che preoccupò non poco Innocenzo III che proprio in quei territori stava cercando di estendere lo [[Stato della Chiesa]]. [[Riccardo di San Germano]] ci dice
 
{{Citazione|Il detto imperatore Ottone, attratto da Diopoldo e da Pietro conte di Celano, […] gettatosi dietro le spalle il giuramento che aveva fatto alla chiesa di Roma, entra nel regno dalla parte di Rieti e sotto la guida di coloro che vi avevano prestato il giuramento di fedeltà, vi giunge attraverso la Marsia e quindi attraverso il Comino; […] Il papa Innocenzo lo scomunicò e pose l'interdetto alla chiesa di Capua, perché aveva osato celebrare alla sua presenza e nell'ottava di S. Martino scomunica anche tutti i suoi fautori|[[Riccardo da San Germano]], ''Chronicon'', a.D. 1210, pp. 53-54}}