Procedibilità d'ufficio: differenze tra le versioni

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{{S|diritto}}
{{A|manca definizione|diritto|luglio 2008| [[Utente:LucaLuca|Luca]]''[[Discussioni utente:LucaLuca|Luca]]'' 00:37, 24 lug 2008 (CEST)}}
In [[diritto penale]] la '''procedibilità d'ufficio''' è la qualità di alcuni [[reato|reati]] a seguito della perpetrazione dei quali l'[[azione penale]] deve essere avviata al mero ricevimento della ''[[notitia criminis]]''.
Reato per il quale si procede ad impulso della procura della Repubblica, legittimata nel nostro ordinamento all'esercizio dell'azione penale. Ai reati procedibili d'ufficio si contrappongono in particolare quelli procedebili a querela per i quali è necessaria la querela della parte offesa entro novanta giorni dalla commissione del reato.
 
A differenza di quanto accade per i reati perseguibili a [[querela]] della parte offesa, perciò, non si richiede che taluno che ne abbia legittimazione debba sollecitare l'avvio dell'azione penale, ma l'[[autorità giudiziaria]] deve immediatamente perseguire il colpevole non appena acquisisca la relativa [[denuncia]], indipendentemente dalla eventuale lesione di diritti di terzi e dalla loro eventuale facoltà di rivalsa. Inoltre, l'azione avviata d'ufficio è irretrattabile, non è dunque possibile interromperla come avviene nel caso di [[remissione di querela]].
 
La definizione della procedibilità dipende di fatto dalla scelta del [[legislatore]], il quale per la procedibilità d'ufficio vàluta la gravità del nocumento arrecato all'[[ordinamento giuridico|ordinamento]] con la commissione dell'illecito e la riscontra tale da richiedere comunque l'intervento della [[magistratura]]. Alcuni reati sono perseguibili ordinariamente a querela della parte offesa salvo che non ricorrano alcune [[circostanze aggravanti]] che li rendono perseguibili d'ufficio.
 
== Voci correlate ==
*[[Denuncia]]
*[[Querela]]
*[[Azione penale]]
 
 
{{Portale|Diritto}}
[[Categoria:Reati]]
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