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==Il subentro della SFAI==
Gli anni successivi furono difficili e provocarono numerosi dissesti a cui provvide la legge n. 2279 del 14 maggio [[1865]] con la formazione delle tre grandi società ferroviarie: dell'Alta Italia, delle Romane, delle Meridionali.
Venne così sancita la cessione delle ferrovie del [[Piemonte]], in gran parte statali, accorpandole ad altre private, della [[Società Vittorio Emanuele]], e alcune della [[Südbahn]] (dal 1858); complessivamente circa 1.400 km,. Il tutto venne a costituire la rete della dell'Alta Italia e si aggiunse a quanto posseduto già dalla società Lombardo-venetolombardo-centrale fino a [[Firenze]]. Nasceva così la [[Società per le Ferrovie dell'Alta Italia]] (SFAI) i cui componenti e finanziatori erano praticamente gli stessi della precedente società; un semplice subentro con acquisizione di ulteriore rete concessa.
 
Nelle casse del Regno entrarono 188,42 milioni di lire per la cessione di materiale rotabile e strade ferrate alla neo-costituita Società delle Strade Ferrate dell'Alta Italia; in cambio le venne data una concessione della durata di 95 anni. Il Governo inoltre garantì alla Società un prodotto lordo di 28 milioni di lire per l'intera rete<ref>{{Cita|Il Politecnico:repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale|pp. 58-61}}</ref>.
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