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{{Infobox militare
|Nome = Redvers Henry Buller
|Immagine = [[File:RedversBuller.jpg|240px]]
|Didascalia = Il generale Redvers Buller
|Soprannome = "Reverse" Buller; "Sitting Bull"
|Ferite =
|Comandanti =
|Guerre = [[Guerre Anglo-Ashanti|Guerra Ashanti]]<br />[[Guerra anglo-zulu]]<br />[[Prima guerra boera]]<br />[[BattagliaGuerra dianglo-egiziana Tell al-Kebir(1882)|Guerra anglo-egiziana]]<br />[[Guerra Mahdista]]<br />[[Seconda guerra boera]]
|Comandante_di = I Corpo d'armata<br />Corpo di spedizione britannico in Africa del Sud<br /> Natal Field Force
|Decorazioni =[[Victoria Cross]]
Nativo di [[Crediton]], nel [[Devon]], e figlio di un parlamentare britannico, Redvers Buller frequentò la prestigiosa scuola di [[Eton College|Eton]] prima di ottenere la nomina a ufficiale dell'[[British Army|Esercito britannico]] nel 60° Rifles (il reggimento King's Royal Rifle Corps) nel [[1858]].
 
I suoi primi impegni bellici sul campo furono durante la [[seconda guerra dell'oppio]] in [[Cina]], nella spedizione del [[Red River del Nord|Red River]] in [[Canada]] ([[1870]]), e soprattutto nel [[1873]] nella [[Guerre Anglo-Ashanti|campagna Ashanti]] dove venne ferito e dove entrò a far parte, come ufficiale addetto alle informazioni, della cerchia più intima del comandante britannico, generale sir [[Garnet Wolseley]], personaggio di grande preparazione professionale<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', p.101.</ref>, che proprio durante la campagna nella [[Costa d'Oro (colonia britannica)|Costa d'Oro]] avrebbe iniziato a organizzare la sua fazione "africana" di collaboratori desiderosi di modernizzare e migliorare l'apparato militare imperiale (il cosiddetto "Ashanti ring")<ref>I. Knight, ''Colenso 1899'', p. 36.</ref>. Durante la campagna Ashanti, Buller, ottenne la nomina a [[maggiore]] e si guadagnò il pieno apprezzamento del generale Wolseley.
 
Fu, tuttavia, durante la [[guerra anglo-zulu|guerra zulu]] del [[1879]] che Redvers Buller acquisì fama e prestigio di rilievo nazionale, dimostrandosi ufficiale preparato, fisicamente coraggioso e particolarmente esperto di guerra africana<ref>I. Knight, ''Zulu war 1879'', p.15.</ref>. Buller, ora [[tenente colonnello]], ebbe il comando delle truppe montate reclutate in parte anche nelle popolazioni [[Boeri|boere]] e inquadrate nella colonna del generale [[Evelyn Wood]]; alla [[battaglia di Hlobane]], terminata con una sconfitta britannica, Buller diede prova di tenacia e di valore guadagnandosi la massima onorificenza dell'[[Impero Britannico]], la [[Victoria Cross]], per la sua coraggiosa condotta durante la ritirata delle forze britanniche<ref>I. Knight, ''Zulu war 1879'', pp. 60-66.</ref>. Il tenente colonnello ebbe ancora parte di rilievo nella successiva [[battaglia di Kambula]] e, soprattutto, nell'energico e inseguimento, da parte della fanteria montata, del nemico sconfitto<ref>I. Knight, ''Zulu war 1879'', pp. 69-85.</ref>. Nel giugno [[1879]] Buller fu ancora presente, alla testa delle sue truppe a cavallo, alla decisiva vittoria nella [[Battaglia di Ulundi]].
 
Nel [[1881]], durante la [[prima guerra boera]], Buller era il capo di Stato maggiore del generale Evelyn Wood, incaricato in un primo momento di guidare le forze britanniche inviate in Africa del Sud dopo le sconfitte iniziali, tuttavia, la campagna venne presto interrotta per scelta della dirigenza politica. Nel [[1882]], durante la breve e vittoriosa [[Battagliaguerra di Tell alanglo-Kebiregiziana (1882)|guerra anglo-egiziana]], Buller fece invece parte dello stato maggiore del comandante in capo generale Wolseley, avendo modo così di rafforzare i suoi legami con l'abile e influente ufficiale e assumendo un ruolo sempre più importante all'interno della cosiddetta "fazione africana", in quel momento dominante all'interno dellnell'Esercito britannico<ref>D.Featherstone, ''Tel El-Kebir, 1882'', p. 25.</ref>.
 
Nel [[1885]] esplose la crisi del [[Mahdi]], con l'assedio del generale [[Charles George Gordon|Charles Gordon]] a [[Khartoum]]; nel nuovo corpo di spedizione inviato in [[Sudan]], sempre guidato dall'esperto generale Wolseley, Buller ([[generale di brigata]] e quindi [[maggior generale]]) guidò una [[brigata]] di fanteria, distinguendosi in vari battaglie di quella difficile e sfortunatafallita campagna.
 
Dopo questi ininterrotti impegni bellici in [[Africa]], il generale Buller venne finalmente richiamato in Patria, dove sarebbe rimasto fino al [[1899]], prima con l'incarico di ''Quartiermastro generale'', e poi con quello prestigioso ed estremamente importante di ''Aiutante generale delle Forze'' ([[1890]]). Promosso [[tenente generale]], Buller divenne il principale collaboratore didel feldmaresciallo Wolseley (divenuto nel [[1895]] Comandantecomandante in Capocapo dell'Esercito britannico) assumendo un ruolo cruciale nella organizzazione delle forze e nello studio di nuove tattiche e armamenti<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 146-147.</ref>.
 
Alla vigilia dello scoppio della [[seconda guerra boera]], Redvers Buller era uno degli ufficiali più esperti e stimati, provato sia su innumerevolimolti campi di battaglia africani sia nel lavoro burocratico e amministrativo di stato maggiore; sembrava quindi assolutamente qualificato, in virtù anche del suo prestigio tra le truppe, di assumere un importante comando operativo in caso di nuove complicazioni in Africa del Sud<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', p.147.</ref>.
 
=== La grande guerra boera ===
Lo scoppio della seconda guerra boera trovò Buller ormai al culmine della sua carriera, al comando del I Corpo d'armata, il (nucleo d'éliteprincipale dell'Esercito britannico) e, successore designato del feldmaresciallo Wolseley, ormai in fase di declino fisico ma ancora comandante in Capocapo dell'Esercito<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 99-101.</ref>. Venne quindi assegnato a lui l'importante incarico di comandare la massa di manovra offensiva destinata ad intervenire in Africa del Sud ed invadere direttamente le due Repubbliche Boere.
[[File:Redvers buller.png|thumb|right|170px|Il generale Redvers Buller nel periodo di comando in Patria ad [[Aldershot (Hampshire)|Aldershot]]]]
Il comando gli venne affidato, in realtà, nonostante l'opposizione dei membri della cosiddetta "fazione "Indianaindiana" del feldmaresciallo [[Frederick Roberts]] e dei suoi collaboratori già presenti in Africa, principalmente il generale [[Ian Standish Monteith Hamilton|Ian Hamilton]], il generale [[George Stuart White|George White]], eed il colonnello [[Henry Rawlinson]]. Il cosiddetto ''Roberts ring'' era costituito prevalentemente da ufficiali impegnati in precedenza nelle vari guerre in [[India]] e [[Afghanistan]], in costante rivalità con gli "africani" del feldmaresciallo Wolseley; anche lo stesso Ministro della Guerra [[Henry Petty-Fitzmaurice, V marchese di Lansdowne|Lord Lansdowne]], un amico di Roberts, era dubbioso sulle effettive capacità del generale Buller. Questi avversari erano pronti a cogliere suoi eventuali errori militari per soppiantarlorimuoverlo aldal comando<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 101-104.</ref>.
 
Ancor prima dell'arrivo del corpo di spedizione guidato da Buller, costituito da tre divisioni di fanteria (al comando dei generali [[Paul Methuen]], [[Francis Clery] e [[William Gatacre]]<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 202-203.</ref>) e da una divisione di cavalleria (comandata dal generale [[John French|French]]), la situazione britannica in Africa del Sud si era pericolosamente deteriorata: l'imprudente strategia del generale White, (alla testacomandante delle forze imperialicampali già stanziate in Natal), aveva causato, dopo alcuni effimeri successi locali, una grave sconfitta e il conseguente assedio delle forze inglesibritanniche bloccate dentro [[Ladysmith]]<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 178-191.</ref>. La colonia del Capo, nel frattempo, praticamente sprovvista di truppe, aveva subito una vera invasione boera e le importanti città di [[Kimberley (Sudafrica)|Kimberley]] e [[Mafeking]] erano ugualmente sotto assedio.
 
Queste gravi notizie consigliarono a Buller, (giunto al [[Città del Capo|Capo]] il 1º novembre [[1899]]), una prima grave e forse errata decisione: egli decise quindi la divisione del suo corpo di spedizione per liberare contemporaneamente Kimberley, con la divisione rinforzata del generale Methuen e con la cavalleria didel generale French, e di portarsi personalmente in Natal per guidare, con quattro brigate di fanteria, la marcia per sbloccare Ladysmith e il generale White, rimasto anch'egli dentro la città assediata<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 194-206.</ref>.
 
=== Ripetuti fallimenti ===
Mentre i generali Methuen e Gatacre conducevano i loro reparti nella colonia del Capo, dove sarebbero presto andati incontro ad alcune inaspettate e umilianti sconfitte (battaglie di [[Battaglia di Stormberg|Stormberg]] e di [[<!----Battaglia di ----->Magersfontein|Magersfontein]])<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 244-250.</ref>, Buller quindi si portò in Natal e in un primo momento sembrò galvanizzare le truppe e i comandanti con il suo prestigio e la sua personalità<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', p. 254.</ref>. La realtà si dimostrò tuttavia molto difficile: il nemico, guidato dall'abile generale [[Louis Botha|Botha]], era saldamente trincerato sulla linea del fiume [[Tugela]] e si appoggiava ad un aspro terreno montuoso ideale per condurre una battaglia difensiva a protezione dell'assedio di Ladysmith<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', p. 262.</ref>.
 
Il primo tentativo di Buller di sfondare la linea del Tugela, sferrato a [[Battaglia di Colenso|Colenso]] il 15 dicembre [[1899]], condotto malamente, ando incontro ad un grave fallimento causato da errori dei comandi subordinati ma anche da deficienze tattiche delle truppe, impreparate alla nuova guerra moderna basata sul fuoco di fucileria a distanza e sull'artiglieria<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 271- 288.</ref>. Di fronte alla sconfitta, Buller, forse logorato dalla frustrante situazione trovata in Africa e anche dalla lotta tra le fazioni esplosa tra gli ufficiali del suo esercito, ebbe un grave cedimento morale, comunicando immediatamente a [[Londra]] la necessità di grandi rinforzi e anche proponendo, in attesa delle nuove truppe, di ripiegare più a sud, abbandonando a se stessi Ladysmith, il generale White e i suoi 13.000 soldati di guarnigione<ref>T.Pakenham, ''La guerra anglo-boera'', pp. 288-291.</ref>.