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Nel novembre 2007, Consorte viene condannato in appello, con sentenza che conferma la pena di 6 mesi ottenuta in primo grado. Consorte ha dichiarato: «Sono condannato per aver agito nell'interesse di Unipol. È una sentenza che non capisco: faremo ricorso in Cassazione».<ref>[http://qn.quotidiano.net/2007/11/12/46841-consorte_sacchetti_confermata_condanna_mesi.shtml Quotidiano Net - Consorte e Sacchetti, confermata la condanna a 6 mesi<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
Nel luglio 2008 Consorte ritorna in possesso di gran parte dei 50 milioni di euro sequestrati dalla magistratura in quanto ritenuti frutto di operazioni lecite. Il [[Giudice dell'Udienzaudienza Preliminarepreliminare|Gup]] di [[Milano]] [[Luigi Varanelli]] ha riconosciuto che effettivamente la cifra riguardava una consulenza, disponendo quindi il dissequestro con sentenza passata in giudicato. Nonostante l'importanza di questa notizia, la stessa passa quasi sotto silenzio: appare nella versione cartacea del "Sole24ore"<ref>[http://oknotizie.alice.it/go.php?us=1e15278e0f40167 Scandalo Ds-unipol: i 50 milioni ritornano nelle tasche di Consorte!<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> e di "Il Foglio", ma è difficile trovare in internet qualche riferimento (lo stesso Consorte si "dimentica" di aggiornare il proprio sito).
 
Il 21 gennaio [[2009]] le condanne per Consorte, Sacchetti e gli altri dirigenti Unipol per insider trading vengono annullate senza rinvio dalla quinta sezione penale della Cassazione per incompetenza territoriale della procura di Milano. Gli atti vengono trasmessi a Bologna<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/22/unipol-annullata-la-condanna-consorte.html la Repubblica - Unipol, annullata la condanna a Consorte, 22 gennaio 2009, p. 15]</ref>.
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