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Traduzione: "La città rifece l’edificio termale (che va sotto il nome) di Aureliano, come segno dell’indulgenza  dell’imperatore Cesare Augusto Marco Aurelio Pio Felice, conservando il privilegio del denaro concesso dal divino Aureliano e usando le rendite tratte da quella somma, amministrata da Stazio Giuliano, membro dell’ordine equestre". Il toponimo "Bagnarola" vede qui una chiara associazione con "Balneum Aurelianum" ossia "Bagno dell'Imperatore Marco Aurelio", imperatore vissuto dall'anno 121 al 180 d.c., ossia circa 300/400 anni dopo l'insediamento Romano della centuriazione Cesenate che ha eretto un "Balneum" ossia un edificio termale di cui non è possibile oggi definire la localizzazione anche se la più probabile è proprio Villa Bagnarola. La stessa lapide, posta poi davanti all'altare maggiore dei monaci a Cesena, andò persa nel 1660 a seguito di una ristrutturazione e solo grazie a storici di allora ne abbiamo memoria.
 
- Lo storico [[Giuseppe Fantaguzzi]] racconta in "Caos - Cronache cesenati del sec. XV" di quando i frati casentinesi iniziarono i lavori per la realizzazione del mulino e scrisse: "Li frati di Santa Maria del Monte questo anno [1505] fecero uno molino da grano a la Bagnarola verso el Porto Cesenatico sul Pissadello o vero Rubicone, nel quale in fundo trovarono uno vaso de terra pieno de medaglie de argento (...) del tempo in cui Roma era trionfante".
 
- Riporta C.Riva in "Da Sant'Agata a Macerone" (Ed.BCC di Macerone) un dettagliato contratto dell'epoca; siamo fuori dal medioevo e l'intensa azione di bonifica dei frati di Santa Maria del Monte ha dato i suoi frutti, potendo questi beneficiare di una florida tenuta dotata di maceri, di un mulino e divisa in diversi appezzamenti. Tale tenuta della Bagnarola viene quindi nel 1671 affittata dai frati per 6 anni a tal Francesco Benvenuti, denominato sul contratto "Magnifico Signore" proveniente dal Cesenatico. L'anno successivo il perito agronomo Pietro Funetti viene incaricato di riprodurre dettagliatamente i beni oggetto del contratto e queste tavole sono ancora oggi conservate presso l'Archivio dell'Abbazia del Monte sotto la voce "Misure de pratti, con le sue figure fatte su li beni della Abbazia di S.Maria del Monte a la Bagnarola e su altri beni di detta Abbazia in territorio di Cesena".
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