Bagnarola (Cesenatico)

Bagnarola
frazione
Bagnarola di Cesenatico
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
ComuneCesenatico-Stemma.png Cesenatico
Territorio
Coordinate44°09′15″N 12°19′24″E / 44.154167°N 12.323333°E44.154167; 12.323333 (Bagnarola)Coordinate: 44°09′15″N 12°19′24″E / 44.154167°N 12.323333°E44.154167; 12.323333 (Bagnarola)
Altitudine14 m s.l.m.
Abitanti2 164[1] (2017)
Altre informazioni
Cod. postale47042
Prefisso0547
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiBagnarolesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagnarola
Bagnarola

Bagnarola (La Bagnarôla in dialetto romagnolo) è una frazione del comune di Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Bagnarola è situata 6 km a sud-ovest dal centro di Cesenatico, a breve distanza dal confine con il territorio comunale cesenate e la frazione di Macerone. A sud dell'abitato scorre il torrente Pisciatello. La frazione, a sua volta suddivisa nelle località di Bagnarola di Sopra e Bagnarola di Sotto, si sviluppa prevalentemente lungo l'ex SS 304.

La frazione di Bagnarola è indicativamente delimitata a ovest da via Capannaguzzo, a nord dallo scolo Mesola, a est da via Carlona e da via Sbarra e a sud dal torrente Pisciatello. Confina ad ovest con Macerone di Cesena e Capannaguzzo di Cesena, a nord con Capannaguzzo di Cesena, a est con Villalta di Cesenatico e a sud con Sala di Cesenatico.

ToponimiaModifica

Il nome Bagnarola viene erroneamente associato alle paludi pre-bonifiche di epoca rinascimentale ma deriva probabilmente da "Balneum Aurelianum" ossia Bagno (termale) dell'Imperatore Marco Aurelio come da indicazione ritrovata su un'epigrafe dai frati benedettini nel 1505 durante le bonifiche per la realizzazione del mulino.

StoriaModifica

Bagnarola è la frazione più antica del Comune di Cesenatico, esistono ritrovamenti che risalgono all'età del ferro (700-500 a.C.) come testimoniano i reperti documentati nel libro dell'Antiquarium di Cesenatico: alcune recenti indagini archeologiche a Bagnarola di Cesenatico hanno individuato alcuni settori di un insediamento. Nel 2000-2002, durante i lavori per una nuova lottizzazione in via Balitrona, si sono individuate una serie di buche, alcuni pozzi e presumibilmente alcuni fondi di capanne, indicativi di un'area abitativa. Tali capanne, senz'altro costruite in legno, frasche o altro materiale deperibile, avevano pavimenti in terra battuta, un piccolo focolare e pozzetti per la conservazione delle derrate alimentari. All'interno di una delle buche di scarico di cui era dotato il villaggio è stato trovato anche lo scheletro di un piccolo bovino. Tutti questi elementi non sufficienti a ricostruire l'effettiva consistenza di questo insediamento, sono comunque indicativi della presenza a Bagnarola di Cesenatico di una comunità vissuta tra 700 e 500 a.C., dedita all'agricoltura e almeno in parte all'allevamento di animali domestici.

Tra le testimonianze più lontane sul medioevo della zona di Bagnarola c'è una sentenza del 29 Agosto 1205 sui contrasti per la definizione dei possedimenti Riminesi e Cesenati che cita tra gli altri luoghi il "uadu bagnarole", ossia il guado di Bagnarola. Il tratto di Pisciatello, definito "Rubicoe" e che allora deviava poi a nord dell'attuale Cesenatico, era quindi ai tempi linea di confine, ponendo Bagnarola sul versante Cesenate. Alla fine del 1371 Bagnarola registrava già 21 focolari (80/100 unità). All'inizio del 1500 i monaci pensarono di erigere un mulino alla Bagnarola con una chiusa del Piscitello. Rivolsero una petizione al governatore di Cesena che gli fece presente un vasto territorio attraverso la strada che conduce al porto, già boschivo ed incolto, da parecchi anni era stato ridotto a coltura e i vari coloni si vedevano costretti a portare in territorio Riminese, i prodotti. Ottenendo il permesso dal governatore i monaci si accinsero all'opera costruendo una chiusa sul Pisciatello e un canale di derivazioni per portare l'acqua alla volta della fattoria. A ridosso di questa fu eretto un mulino, la cui macina veniva azionata dalla corrente, dell'acqua. Durante i lavori di scavo, i monaci ebbero lafortuna di trovare un vaso pieno di monete romane. Nel 1584 con l'erezione della parrocchia di Sala approvata da monsignore vescovo Edoardo Gualialdi, Bagnarola entò a far parte della comunità pastorale di Sala. Nel 1585 le famiglie sono 101 (690 persone). Nel XVII acconto al mulino della Bagnarola, si sviluppò una fattoria dove i benedettini facevano affluire i prodotti di tutti i loro poderi. Dopo l'intensa azione di bonifica, la tenuta di Bagnarola aveva acquisito una fisionomia tutta propria. Nel 1671 il podere fu affidato per 6 anni a Francesco Benvenuti. In quella graqnde corte, oltre a cantinee e granai, alcune camere erano affidate ai monaci,per la loro villeggiatura. A partire dal 1905, abbiamo notizia dell'esistenza di un circolo repubblicano (A Fratti), che riuniva aderenti delle località di: Macerone, Bagnarola, Sala.

A cavallo tra il 1912 ed il 1913, grazie al contributo del Marchese Lodovico Almerici, venne ampliato l'oratorio e la canonica.

La celletta posta all'angolo tra via Cesenatico e via Carlona è stata installata nel 1954. Cadeva infatti nel '54 l'anno mariano e una piccola statua della Madonna venne fatta passare di casa in casa per benedire le famiglie. La celletta, che ospitò da quel momento la statua, venne inaugurata durante la terza domenica di Ottobre, in concomitanza con la festa paesana.

ChieseModifica

Bagnarola è Parrocchia della Diocesi di Cesena-Sarsina e fa parte della zona pastorale del mare. La Parrocchia è intitolata ai Santi Filippo e Giacomo ed è altresì intitolata alla Madonna del Buon Consiglio. La festa parrocchiale si svolge ogni anno la 3ª domenica di Ottobre; tale data venne scelta da Don Ercole Fiori in quanto la popolazione locale, prevalentemente contadina, era libera dagli intensi impegni del lavoro solo dopo la fine del mese di settembre.

Aziende storicheModifica

Alcune storiche aziende, oggi non più attive, hanno reso la frazione nota nei comuni limitrofi e anche oltre:

  • La fornace Sacchetti. Edificata all'inizio del secolo scorso su impulso di Don Ercole Fiori, che voleva dare un'alternativa di lavoro a gente del posto disoccupata, e grazie alla disponibilità e all'impegno di alcuni componenti della famiglia Sacchetti ritornati a Bagnarola dopo aver fatto fortuna in sudamerica. L'edificio è ancora oggi visibile con un'architettura caratteristica riedificata solo nel dopoguerra a causa dei danni da bombardamenti. Nell'area della fornace sono ancora presenti due laghetti artificiali; tale zona è chiamata in gergo locale "la fonda";
  • La falegnameria dei bottai Briganti. Nata alla fine del 1800 per iniziativa di Gino Briganti, era inizialmente una falegnameria generica. Negli anni '60 si specializza nella produzione di botti per aceto, principalmente destinate a Modena e Reggio Emilia, e in minor misura di botti di legno per arredamento. Tanti ricordano l'esposizione di tini da vendemmia e botti per grappa poste ai due margini della via Cesenatico. L'edificio è oggi in disuso e rimane solo una piccola esposizione di botti di legno che rimandano alla nuova sede dei bottai a Macerone di Cesena.

NoteModifica

[1] Dati del Comune di Cesenatico

  1. ^ c.a.

BibliografiaModifica

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