Res cogitans e res extensa: differenze tra le versioni

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Poiché queste due realtà sono molto eterogenee e fondamentalmente non possono interagire, si crea un problema nella spiegazione della capacità umana di agire secondo libera volontà. Come possono interagire i due domini di res extensa e res cogitans nell'uomo? Cartesio cerca di risolvere la questione del [[dualismo]] ammettendo comunicazione tra i due domini per mezzo della "[[ghiandola pineale]]" (l'odierna epifisi).
 
Ora il criterio dell'[[Cartesio|evidenza]], il punto di partenza del [[Cartesio|metodo cartesiano]], ha sconfitto sì il dubbio scettico ma ha fatto nascere la necessità dell'esistenza di due mondi, quello del pensiero (''cogito'') e quello della realtà (''sum''). E ciascuno di questi due mondi deve necessariamente far capo a una [[sostanza (filosofia)|sostanza]]. Ma con Cartesio le sostanze sono due: la [[res cogitans e res extensa|res cogitans]] (pensiero) e la [[res cogitans e res extensa|res extensa]], (la realtà) ma la sostanza è una e non può essere altro che una.
 
Cartesio pensa di superare questa difficoltà sostenendo che in effetti la sostanza è veramente unica: essa è [[Dio]], creatore sia della realtà che del pensiero. Insomma la "res cogitans" e la "res extensa" hanno un denominatore comune che è Dio, di cui Cartesio si è premurato di dimostrarne razionalmente l'esistenza, incappando però nel "circolo vizioso".
 
 
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