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Per questo motivo la lamia viene considerata una sorta di [[vampiro]] ''[[ante litteram]]''.
 
Il poeta [[Orazio]] nella sua ''[[Epistola ai Pisoni|ArteArs Poetica]]'' descrive le lamie come esseri mostruosi, capaci di ingoiare bambini e di restituirli ancora intatti se si squarcia loro il ventre.
 
Del resto, la [[letteratura latina]] abbonda d'esempi di donne "al di fuori degli schemi", dedite alla magia e al vampirismo. Tra l'altro, l'atteggiamento nei confronti di questi fenomeni (e della donna di potere, maga o strega) risulta essere ambivalente, di paura da una parte, di ammirazione dall'altra.