Salvador Allende: differenze tra le versioni

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Il nonno [[Ramón Allende Padin|Ramón Allende Padin Huelvo]] fu Serenissimo [[Gran maestro|Gran Maestro]] della Gran Loggia del Cile, la principale [[massoneria#Logge|loggia massonica]] del paese e fondatore della Loggia di Valparaiso, del quale fecero parte Allende e suo padre.<ref>[http://www.zen-it.com/mason/stor&soc/Allende.htm Massoneria e socialismo: Allende]</ref>
Nel [[1940]] Allende sposò [[Hortensia Bussi]], soprannominata "Tencha", dalla quale ebbe tre figlie, Carmen Paz, [[Isabel Allende Bussi|Isabel]] e Beatriz. Inoltre si occupò della famiglia della giovanissima cugina e futura scrittrice [[Isabel Allende]] Llona]], abbandonata dal padre, che Allende considerava come una nipote (lei stessa lo chiamava zio).<ref>[http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/libriquattordici/antialle/antialle.html Isabel Allende, ''L'11 settembre di mio zio Salvador]</ref> Allende ebbe anche numerose relazioni extraconiugali nel corso della sua vita.<ref>[http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=golpdf/uni_2003_09.pdf/10EST11A.PDF Isabel Allende Bussi: io non perdono]</ref>
 
=== Inizio dell'attività politica ===
Allende frequentò il Liceo Eduardo de la Barra a [[Valparaíso]]; proprio in quegli anni conobbe l'[[Anarchia|anarchico]] [[Juan De Marchi]], [[calzolaio]] di origini [[italia]]ne [[emigrazione|emigrato]] da [[Torino]], che influenzò la sua formazione giovanile<ref>{{cita libro|Régis|Debray|La Succhia: via cilena: intervista con Salvador Allende|1971|Feltrinelli}}</ref>. Prima di passare alle letture di [[Marx]], Allende approfondì e apprezzò i teorici dell'[[anarchismo]] come [[Bakunin]], [[Errico Malatesta]] e [[Pëtr Alekseevič Kropotkin|Kropotkin]], oltre al socialista [[Paul Lafargue]], genero di Marx.<ref>[http://www.socialismolibertario.it/ALLENDE%20E%20GLI%20ANARCHICI.htm Allende e gli anarchici]</ref>
 
[[Sergio Vuskovic]], ex sindaco [[Partito Comunista del Cile|comunista]] di Valparaíso, affermò che Allende era un [[revisionismo del marxismo|marxista non ortodosso]], [[socialismo libertario|socialista libertario]] e [[leninismo#Critiche al pensiero leninista|anti-leninista]], in quanto rifiutava l'idea del [[monopartitismo]] e quella della [[dittatura del proletariato]]<ref>Intervista a Vuskovic nel documentario ''[[Salvador Allende (film)|Salvador Allende]]'' di Patricio Guzman</ref>:{{citazione|Salvador un leninista? Con me parlava solo della [[Rivoluzione francese]]. Idee come “Partito unico” o “Dittatura del proletariato” gli erano estranee.}} {{citazione|Aveva l'aspetto rassicurante del vecchio parlamentare, lo stile dell'uomo politico liberale dell'Ottocento, sempre elegante ma sobrio, allergico a qualsiasi forma di stravaganza e protagonismo. Diversissimo, in questo dall'amico [[Fidel Castro]].|[[Patricio Guzmán]]}}
{{Citazione|Il sangue del Compagno Presidente / Colpisce più forte che le bombe e la mitraglia.|[[Víctor Jara]], ''Estadio Chile''<ref>poesia scritta dal cantautore poco prima di essere ucciso dai militari</ref>}}
In seguito al colpo di Stato, in [[Italia]] ci furono molti scioperi in solidarietà con Allende e il popolo cileno. Italia e [[Svezia]] non riconobbero mai il regime di Pinochet e per tutti i 17 anni di dittatura ufficialmente rimasero in carica gli ambasciatori accreditati da Salvador Allende.
Il colpo di Stato, che molti cileni speravano proteggesse la costituzione, ora si manifestava in tutto il suo orrore. I soldati fucilarono i primi dissidenti catturati nell'[[Estadio Nacional de Chile]], tra di essi il cantante [[Víctor Jara]], mentre i sostenitori di ''Unidad popular'' venivano sequestrati, torturati e, molti, uccisi. Pablo Neruda sarebbe morto invece in ospedale, in circostanze poco chiare. Il 13 settembre la giunta sciolse il parlamento e proibì i partiti politici. Alla [[Allende (famiglia)|famiglia Allende]] fu concesso di andare in esilio all'estero, prima a [[Cuba]] e poi in [[Messico]] o negli Stati Uniti (la figlia Beatriz e la sorella Laura si sarebbero successivamente suicidate, mentre la nipote [[Isabel Allende Llona|Isabel]], la moglie [[Hortensia Bussi|Hortensia]] e la figlia [[Isabel Allende Bussi|Isabel]] rientrarono in Cile nel 1990), mentre i collaboratori di governo di Allende e i membri più influenti dei partiti democratici furono internati all'[[Isola Dawson]] fino al [[1976]].
 
Pinochet avrebbe invece di fatto "regnato", non democraticamente eletto, per i successivi diciassette anni. La violazione dei [[diritti umani]] da parte del suo governo è stata, così come testimoniano precise prove documentali, sistematica prassi quotidiana e alla fine del lungo periodo di [[dittatura]] si stimarono più di 3000 vittime (anche non cilene), fra morti e [[desaparecidos]] e circa 30.000 persone torturate (le cifre sono tratte dal [[Rapporto Rettig]], un'inchiesta ufficiale condotta in Cile dopo la fine della dittatura di Pinochet, nel [[1990]]), anche se alcuni conti indicano 40000 vittime, cifra non ufficiale. Secondo Amnesty Internationali i morti (compresi gli scomparsi) furono invece 3216.<ref name=amnesty>[http://www.amnesty.it/cile-40-anniversario-fatti-cifre Cile di Pinochet - Amnesty International]</ref> Tranne che per la strage dell'Estadio Nacional de Chile, Pinochet tentò di insabbiare questi crimini parlando di morti in scontri di guerriglia o di esiliati, anziché di sequestri e omicidi.
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