Differenze tra le versioni di "Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord"

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All'inizio del [[1814]] gli eventi precipitano: le truppe del maresciallo [[Gebhard Leberecht von Blücher|Blücher]] attraversano il [[Reno]] in tre punti, i Paesi Bassi e il Belgio si ribellano, appoggiate dalle truppe di [[Friedrich Wilhelm von Bülow|von Bülow]] e dell'inglese Graham, il cognato [[Gioacchino Murat]], auspice la moglie, e sorella dell'imperatore, [[Carolina Bonaparte|Carolina]], gli negano il contingente promesso, da sud, sotto i [[Pirenei]], avanzano gli uomini di [[Arthur Wellesley, I duca di Wellington|Wellington]]. Le truppe della [[sesta coalizione]] antinapoleonica sono ormai sul territorio francese, l'Imperatore lascia Parigi per combatterle affidando al fratello [[Giuseppe Bonaparte|Giuseppe]] (cacciato l'anno prima dal trono di Spagna) la reggenza dell'Impero con delega piena a trattare. Talleyrand si adopera per informare lo zar Alessandro I e il principe di [[Klemens von Metternich|Metternich]] (da lui conosciuto quando era ministro degli esteri e il cancelliere era appena stato nominato ambasciatore d'Austria a [[Parigi]] nell'agosto [[1806]]) sul modo migliore di prendere Parigi senza eccessivo spargimento di sangue (e per preparare il ritorno dei Borbone nella persona del fratello del re ghigliottinato, Luigi, conte di Provenza, che regnerà con il nome di [[Luigi XVIII di Francia|Luigi XVIII]]).
 
Per tutto febbraio e marzo Napoleone combatte come un leone contro il soverchiante nemico: il 10 febbraio sconfigge Blücher a Champaubert, l'11 [[Fabian Gottlieb von Osten-Sacken|Sacken]] a [[Battaglia di Montmirail|Montmirail]] e a [[Battaglia di Vauchamps|Vauchamps]], il 17 mette in rotta, dopo un'aspra battaglia, il principe Eugenio di Württemberg a [[Montereau-Fault-Yonne|Montereau]], il 7 marzo sconfigge di nuovo il Blücher a [[Battaglia di Craonne|Craonne]], il 14, cogliendo di sorpresa i russi di [[LeGuillaume Emmanuel Guignard de Saint Priest]] e costringendoli alla fuga riconquista [[Reims]]. In questo frenetico ''tour de force'' emerge ancora, se mai fosse necessario, la differenza fra l'ordinaria abilità dei comandanti degli eserciti alleati e il genio di Napoleone. Ma si tratta degli ultimi guizzi di fiamma di un falò destinato ormai a spegnersi. Il 31 marzo lo zar Alessandro I, primo degli alleati, entra alla testa delle sue truppe in [[Parigi]] ove alloggerà proprio nella casa di Talleyrand in Rue Saint-Florentin in qualità di ospite.[[File:Alexander I of Russia by F.Kruger (1837, Hermitage).jpg|thumb|left|[[Franz Krüger]], ritratto equestre di Alessandro I, (1812). Alessandro e Talleyrand si conobbero a Tilsit e strinsero un profondo rapporto di amicizia.]] L'indomani viene affisso sui muri di Parigi il famoso [[proclama di Parigi]] a firma dello zar. La farina però appartiene al sacco del principe di Périgord. Il 6 aprile [[1814]] Napoleone, sconvolto dal tradimento del suo generale [[Auguste Marmont]], del quale ha appreso che si è arreso senza combattere alle porte di Parigi, firma a [[Fontainebleau]] l'atto d'incondizionata abdicazione. L'Impero è finito.
 
=== La Restaurazione monarchica e il Congresso di Vienna ===
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