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Spin-off (diritto)

Lo spin-off (scritto anche spin off o spinoff e traducibile in italiano come "scissione" o, più sfumato, "scorporo") in diritto e in particolare nell'economia aziendale è il fenomeno di creazione di un nuovo soggetto di diritto per particolari finalità e/o scopi.

CaratteristicheModifica

I soggetti che lo pongono in essere abbandonano una precedente attività svolta all'interno dell'impresa o di un'altra istituzione già esistente (ad esempio università, laboratori di ricerca, eccetera). La nuova realtà potrebbe essere considerata come una riorganizzazione più efficiente del processo produttivo.

Lo spin-off nella letteratura internazionale è contraddistinto da un aspetto principale e due secondari e opzionali:

  • la creazione di una o più innovazioni dotate di un valore economico di mercato che meritano la costituzione di una società dedicata alla loro affermazione anche dal lato commerciale (caratteristica principale);
  • la presenza di una forma di sostegno nei confronti dei creatori di una nuova impresa, non solo dall'impresa di origine (caratteristica opzionale);
  • la presenza di un processo di accompagnamento volontario, pianificato e non casuale (caratteristica opzionale).

Quindi l'essenza dello spin-off consiste nell'ideazione di un'innovazione in un ambito di ricerca universitaria, o di attività incentrata in differenti core business (la principale attività aziendale di tipo operativo), in cui l'innovazione non troverebbe adeguato spazio e/o in cui non si voglia o non si possa sfruttarne adeguatamente le potenzialità commerciali, di fatto creando quindi l'esigenza di dare uno sbocco sul mercato a quell'innovazione mediante una nuova società.

Per definire spin-off la creazione di una nuova impresa si sono proposte a livello italiano delle condizioni che possono essere soddisfatte:

  • creazione di una nuova impresa a partire da unità preesistenti (organizzazioni);
  • generazione di una nuova sorgente di attività (nuova impresa autonoma, produzione di nuovo bene, utilizzo di nuovo processo o nuova tecnologia);
  • (caratteristica opzionale) presenza di misure di sostegno attivo da parte di un'organizzazione madre.

Pertanto non è definibile come spin-off:

  • l'esternalizzazione (in quanto manca il requisito della novità);
  • la filializzazione (in quanto manca il requisito dell'autonomia);
  • i processi di uscita spontanei in assenza di innovazione.

Ambiti applicativiModifica

Il termine è generale e si adatta ai più diversi ambiti applicativi:

  • una unità organizzativa aziendale (per esempio un ufficio o una divisione) che faceva parte in origine di una certa società, ma che è adesso indipendente; idem nel caso di uno scorporo di una società da un gruppo che la controllava;
  • come nel punto precedente, ma quando si tratta di persone che si staccano da un'azienda e aprono una loro impresa nello stesso settore;
  • nel gergo tecnologico l'applicazione di una nuova tecnologia per generare un nuovo prodotto;
  • nella ricerca scientifica, accademica o industriale un risultato secondario ottenuto nel contesto di una ricerca più ampia;
  • in ambito universitario/accademico una società di capitali sorta dall'idea di dare una ricaduta aziendale e produttiva a un'idea nata dal contesto della ricerca tecnologica universitaria;
  • nel linguaggio non settoriale per intendere lo scorporo di un (nuovo) elemento B da un previgente elemento A che continua a permanere (quindi non è un superamento di A in B).

Il rapporto Netval del 2014[1][2] definiva lo spin-off della ricerca pubblica come "una impresa operante in settori high-tech costituita da (almeno) un professore/ricercatore universitario o da un dottorando/contrattista/studente che abbia effettuato attività di ricerca pluriennali su un tema specifico, oggetto di creazione dell'impresa stessa". Non necessariamente i membri fondatori di uno spin-off devono detenere la titolarità di brevetti o diritti su opere d'ingegno, potendo scegliere di valorizzare e condividere le proprie conoscenze, competenze e capacità[3] in un modo economicamente sostenibile.

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

Le leggi in vigore definiscono tre diverse tipologie di spin-off:

  • spin-off universitari: esclusivamente quelle società per azioni o a responsabilità limitata alle quali l'università partecipa in qualità di socio;
  • spin-off accademici: società per azioni o a responsabilità limitata nella quale una università italiana non abbia una quota di partecipazione;
  • società di alta tecnologia: che sono regolate dal d.lgs 27 luglio 1999 n. 297 ("Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori")[4] e dal decreto ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 ("Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni dal Decreto legislativo 27 luglio 1999, N. 297").[5]

Con la diffusione delle connessioni Internet a basso costo negli anni '90, in Italia muetò radicalmente l'opinione dominante nei confronti degli spin-off universitare, praticamente assenti dal panaroma nazionale nel decennio precedente, durante il quale ernao visti come "distrazioni" dalla prioritaria attività didattica del corpo docente.[3] Lo sviluppo fu guidato dalla collaborazione fra gli University technology transfer offices (TTOs)[6] e gli uffici legali degli atenei.
Fra il 2011 e il 2008, più di 50 atenei italiani si dotarono di altrettante regolamentazioni per gli psin-off universitari[7], nell'ambito della rispettivaautonomia giuridica, didattica, gestionale, amministrativa, patrimoniale, contabile e impositiva. Secondo uno studio del 2015, gli spin-off italiani erano stati nel decennio precedente sostanzialmente legati alle attività di ricerca anziché allo sviluppo di realtà produttive ad alta intensità di conoscenza e capitale umano, in assenza di un coordinamento e di un piano di crescita nazionale, anche internamente al CNR.[8]

NoteModifica

  1. ^ Sabrina Corrieri, La valorizzazione della ricerca pubblica tramite le imprese spin-off (PDF), su netval.it, Camerino, 17 maggio 2018, p. 7. URL consultato il 12 novembre 2019 (archiviato il 12 novembre 2019). (def.ne dei proff. Piccaluga e Balderi)
  2. ^ Spin off, Università di Perugia. URL consultato il 12 novembre 2019 (archiviato il 12 novembre 2019).
  3. ^ a b A.Signori e Anna Cabigiosu (relatrice), 3 - La realizzazione di uno spin-off universitario (PDF), in Lo spin-off come strumento di valorizzazione della ricerca universitaria: il caso Veasyt, Università Ca' Foscari Venezia - Corso di Laurea Magistrale in Economia e gestione delle aziende, a.a. 2013-2014, p. 53. URL consultato il 12 novembre 2019 (archiviato il 12 agosto 2017). Ospitato su archive.is.
  4. ^ Il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297 (pubblicato nella "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana" n. 201), Parlamento Italiano, 27 agosto 1999. URL consultato il 25 agosto 2009.
  5. ^ Decreto ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 (prot. n. 593/2000), Ministero dell'Università e della Ricerca, 8 agosto 2000. URL consultato il 25 agosto 2009.
  6. ^ Si veda ad esempio la voce University technology transfer offices nella Wikipedia in inglese
  7. ^ Salvador Elisa, Evolution of Italian Universities' Rules for Spin-Offs: The Usefulness of Formal Regulations, in Industry and Higher Education, vol. 23, nº 6, dicembre 2009, pp. 445-462. URL consultato il 12 novembre 2019 (archiviato il 9 aprile 2015). Ospitato su archive.is. Cit. da campusnet.unito.it
  8. ^ David Audretsch, Erik Lehmann, Michele Meoli, Silvio Vismara, University Evolution, Entrepreneurial Activity and Regional Competitiveness, International Studies in Entrepreneurship, vol. 32, Springer, 11 luglio 2015, ISBN 978-3-319-17713-7, OCLC 913784638. URL consultato il 12 novembre 2019 (archiviato il 12 novembre 2019). Citazione: "Under the resitrcited point of view of Economical analysis,... the goal has substantially not been reached... Aroungd 100 working places in more than 10 years can'be in faavt considered a good performance.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica