Spirale intrauterina

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La spirale intrauterina o dispositivo intrauterino o IUD (dall'inglese Intra Uterine Device) è uno strumento contraccettivo e intercettivo; esso impedisce la fecondazione, oppure, laddove questa sia eventualmente avvenuta, ostacola secondariamente l'annidamento dell'embrione nell'utero.

TipologiaModifica

 
Spirale intrauterina

Esistono due tipi di IUD:

  • IUD in rame: è un piccolo supporto in plastica avvolto da un filo di rame (da qui il nome "spirale") che viene inserito nell'utero, solitamente durante il ciclo mestruale, da un ginecologo esperto, tramite una piccola cannula flessibile.
  • IUD ormonale o Mirena: è un supporto in plastica che rilascia ormoni (progesterone) in piccole quantità. Il funzionamento è paragonabile a quello della pillola anticoncezionale o dell'anello vaginale.

Meccanismo d'azione del IUD in rameModifica

Gli ioni di rame rilasciati dal IUD bloccano i movimenti e la sopravvivenza degli spermatozoi nell'utero e rallentano la risalita degli spermatozoi dal canale cervicale, in modo che non riescano a raggiungere l'ovulo e fecondarlo. La spirale inoltre provoca una leggera reazione infiammatoria che modifica il rivestimento interno dell'utero (endometrio), rendendolo inadatto alle gravidanze, impedendo che l'ovulo – nel caso venga eventualmente fecondato – possa impiantarvisi.

Già nel Medioevo, e prima ancora nell'antico Egitto, era risaputo che grazie all'inserimento di corpi estranei come anelli o piccoli sassolini si potevano diminuire le probabilità di una gravidanza; tale espediente era infatti utilizzato spesso dalle prostitute dell'epoca.

Spirale al progesteroneModifica

Di recente sono state messe in commercio spirali che permettono un rilascio graduale di progesterone; questo ormone (rilasciato naturalmente dal corpo luteo durante la sua maturazione) altera la formazione dell'endometrio stabile, e di conseguenza anche le condizioni d'annidamento dell'ovulo.

Per le IUD ormonali sono disponibili tre concentrazioni di ormoni differenti: 13,5 mg, 19,5 mg e 52 mg. Nonostante le differenti concentrazioni di ormoni sono tutte ugualmente efficaci nella prevenzione di gravidanze indesiderate[1]. Inoltre, la dose massima è approvata per la cura della menorragia e come protezione dell'endometrio durante la terapia ormonale sostitutiva.[2][3]

Grazie ad esso sono inoltre alleviati gli eventuali sintomi negativi della spirale e del normale ciclo mestruale, che dopo circa un anno può anche essere caratterizzato dall'assenza di perdite sanguigne.[senza fonte]

ControindicazioniModifica

A causa del rischio di infezioni, la spirale è sconsigliata alle donne predisposte a infezioni genitali ed alle donne che accusano abbondanti perdite durante il ciclo mestruale.[4]

Questo tipo di contraccezione è consigliato a chi ha già partorito per via vaginale; mentre a chi ha partorito con taglio cesareo, la cervice uterina non si è aperta.

Molti ginecologi preferiscono non prescrivere l'IUD alle nullipare (donne che non hanno ancora avuto bambini), sebbene non vi sia alcuna ragione medica legata all'aspetto fisiologico[senza fonte]. In effetti, l'unica controindicazione nella prescrizione a ragazze giovani o adolescenti è dovuta alla loro igiene di vita[senza fonte]. La spirale può in effetti complicare eventuali infezioni, che sono statisticamente più frequenti nelle donne giovani o non sposate (quindi, nella visione comune, nullipare). Per le nullipare esistono delle versioni "short" (corte) di IUD, più piccole delle spirali classiche ed adatte ad un utero di dimensioni minori.

Effetti collateraliModifica

  • Il 10% di coloro che usano lo IUD accusa perdite durante il mese, leggeri crampi uterini o un aumento del flusso mestruale;
  • in meno dell'1% questi casi diventano così gravi da dover ricorrere alla rimozione della spirale;[senza fonte]
  • la perforazione delle pareti dell'utero è rara, se la spirale viene inserita nell'utero da un medico esperto. Tuttavia, il rischio di perforazione uterina risulta aumentato quando l'inserimento della spirale viene effettuato entro le 36 settimane dal parto e/o durante il periodo di allattamento.[5]

Come si applicaModifica

 
Spirale in posizione

La spirale può essere applicata dal ginecologo in qualunque momento, anche se si preferisce inserirla durante il flusso mestruale, quando il collo dell'utero è più dilatato.

L'applicazione può essere più o meno dolorosa, a seconda della percezione individuale. Alcune donne durante l'applicazione riferiscono un dolore simile a quello di una isteroscopia, altre un semplice fastidio simile a quello del pap-test. Per questo solitamente i ginecologi consigliano l'assunzione di un antidolorifico specifico prima dell'applicazione.

Controlli e durata dello IUDModifica

Generalmente un IUD in rame può essere utilizzato per un periodo che va da cinque a dieci anni, dipendentemente dal tipo di dispositivo e dalla presenza o meno di sintomi negativi. Lo IUD ormonale ha una durata media di vita di 2 a 5 anni.

Può essere rimosso in qualsiasi momento senza particolari interventi, ed è consigliato un primo controllo dopo un mese circa dall'applicazione, e successivamente ogni 6 mesi. È sconsigliato l'autocontrollo dei fili da parte della donna, nel caso non fosse esperta, poiché questo genera frequentemente falsi allarmismi.

Indice di sicurezzaModifica

  • L'efficacia della spirale è oltre il 99% [6]
  • Le gravidanze indesiderate si attestano attorno allo 0,1-0,4% per i dispositivi a rilascio ormonale e dello 0,8% per quelli in rame [7]

NoteModifica

  1. ^ Dan Apter, Kristina Gemzell-Danielsson e Brian Hauck, Pharmacokinetics of two low-dose levonorgestrel-releasing intrauterine systems and effects on ovulation rate and cervical function: pooled analyses of phase II and III studies, in Fertility and Sterility, vol. 101, n. 6, 2014-06, pp. 1656–1662.e4, DOI:10.1016/j.fertnstert.2014.03.004. URL consultato il 1º dicembre 2020.
  2. ^ Tapani Luukkainen e Juhani Toivonen, Levonorgestrel-releasing IUD as a method of contraception with therapeutic properties, in Contraception, vol. 52, n. 5, 1995-11, pp. 269–276, DOI:10.1016/0010-7824(95)00210-2. URL consultato il 1º dicembre 2020.
  3. ^ Giovanni Grandi, Antonino Farulla e Filomena Giulia Sileo, Levonorgestrel-releasing intra-uterine systems as female contraceptives, in Expert Opinion on Pharmacotherapy, vol. 19, n. 7, 11 aprile 2018, pp. 677–686, DOI:10.1080/14656566.2018.1462337. URL consultato il 1º dicembre 2020.
  4. ^ Dispositivi intrauterini (PDF), su salute.gov.it.
  5. ^ Agenzia Italiana del Farmaco, su aifa.gov.it. URL consultato il 1º dicembre 2020.
  6. ^ (EN) Contraception | Reproductive Health | CDC, su www.cdc.gov, 22 aprile 2020. URL consultato il 27 maggio 2020.
  7. ^ James Trussell, Contraceptive failure in the United States, in Contraception, vol. 83, n. 5, 2011-5, pp. 397–404, DOI:10.1016/j.contraception.2011.01.021. URL consultato il 27 maggio 2020.

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