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Peso di stadera romana rinvenuto a Magasa

La stadèra è una bilancia di origine etrusca il cui funzionamento si basa sul principio delle leve. È costituita da una leva a bracci diseguali e da un fulcro che, in genere, si presenta fisso.

Sul braccio più lungo, che può recare una o più scale graduate (di solito 2), scorre un peso detto romano; su quello più corto può esservi un piatto per contenere la merce da pesare, oppure un gancio a cui appendere l'oggetto da pesare. Facendo scorrere il romano lungo la scala si raggiunge una posizione di equilibrio nella quale il braccio graduato si porta in posizione orizzontale. Dalla posizione del romano sulla scala si legge dunque il peso cercato.

Per misurazioni di limitata entità (max 15-20 kg) il fulcro viene impugnato direttamente dalla persona che effettua la pesata. Per pesi consistenti, il fulcro si vincola appendendolo a un supporto fisico stabile.

StoriaModifica

Si vuole che la stadera sia stata inventata dai Campani (nome col quale però si indicava l'antica città di Capua, l'odierna Santa Maria Capua Vetere e poi tutta la regione), secondo quanto scritto da Sant'Isidoro:

«La campana ha preso nome dalla regione italiana ove fu inventata. Questo tipo di bilancia non ha due piatti, ma è formata da un'asta graduata sulla quale corre un peso che segna le libbre e le once».

Galleria d'immaginiModifica

BibliografiaModifica

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