Capua

comune italiano
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Capua
comune
Capua – Stemma Capua – Bandiera
Capua – Veduta
Uno scorcio di Capua
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoLuca Branco (PD) dal 10-6-2019
Territorio
Coordinate41°06′20″N 14°12′50″E / 41.105556°N 14.213889°E41.105556; 14.213889 (Capua)Coordinate: 41°06′20″N 14°12′50″E / 41.105556°N 14.213889°E41.105556; 14.213889 (Capua)
Altitudine25 m s.l.m.
Superficie48,6 km²
Abitanti18 205[1] (30-6-2019)
Densità374,59 ab./km²
FrazioniSant'Angelo in Formis
Comuni confinantiBellona, Caserta, Castel di Sasso, Castel Morrone, Grazzanise, Pontelatone, San Prisco, San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Vitulazio
Altre informazioni
Cod. postale81043
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061015
Cod. catastaleB715
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticapuani
Patronosant'Agata e santo Stefano
Giorno festivo5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capua
Capua
Capua – Mappa
Posizione del comune di Capua nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Capua è un comune italiano di 18 205 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania.

Nata sul sito dell'antica Casilinum in seguito alla distruzione dell'Antica Capua prima e di Sicopoli poi, è stato il più grande e importante centro di Terra di Lavoro fino alla fine del XVIII secolo e più in generale una delle maggiori città del Regno di Napoli, in virtù della sua posizione strategica sul fiume Volturno e sulle antiche Via Appia e Via Casilina.

La sua posizione favorevole e la protezione naturale data dal fiume hanno fatto sì che diventasse prima capitale del Principato di Capua, uno stato autonomo esistito per circa quasi trecento anni, e poi un centro di notevole rilevanza strategica per tutti i regnanti dell'Italia meridionale. Proprio per questo fu città demaniale, quindi non soggetta ad alcun dominio feudale; ha assunto ben presto le caratteristiche di città fortificata con possenti mura, ampi fossati e due castelli a protezione della cinta muraria, rivestendo quindi l'importante ruolo di città-fortezza fondamentale a ingresso e protezione delle terre settentrionali del regno napoletano.

Città d'arte e di studi, oltre che di considerevole tradizione militare, è sede dell'antichissima e influente Arcidiocesi di Capua fin dalla sua fondazione del 856, avendo accolto in assoluta continuità la tradizione civile e religiosa della Capua pre-longobarda. È inoltre nota per il Placito capuano, il più antico documento scritto in volgare rinvenuto.

Forte del proprio passato di centro politico, militare e religioso e dello splendore del proprio patrimonio storico e architettonico, è conosciuta come La Regina del Volturno.

Dal 1984 è sede del Centro italiano ricerche aerospaziali mentre dal 1992 vi ha sede il dipartimento di Economia dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Geografia fisicaModifica

Situata in Terra di Lavoro, di cui un tempo fu capitale (Principato di Capua) e capoluogo (in epoca napoleonica), l'abitato storico si adagia su di un'ansa del fiume Volturno, in posizione storicamente strategica. Non lontana dal Monte Tifata, ai cui piedi sorge invece la frazione di Sant'Angelo in Formis,

StoriaModifica


 Lo stesso argomento in dettaglio: Capua antica.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Principato di Capua.

Nell'anno 841, nel corso di una lotta per la successione al ducato di Benevento, il principe Radelchi I assoldò una banda di Saraceni, comandata dal berbero Halfun, contro Landolfo, Conte di Caserta: i mercenari al soldo di Radelchi saccheggiarono e distrussero l'antica Capua (l'odierna Santa Maria Capua Vetere), così da costringere la popolazione alla fuga. Dopo la distruzione, la popolazione fuoriusciva dalla città in rovina e si rifugiava dapprima a Sicopoli (villaggio ai piedi del Monte Triflisco) per poi collocarsi, dopo pochi anni (nell'856), su un'ansa del fiume Volturno, sul luogo dove aveva sede il porto fluviale romano di Casilinum. Veniva così costituita la "Nuova Capua" corrispondente oggi al comune della provincia di Caserta denominato appunto Capua.

Durante il X secolo, la nuova Capua, divenne la capitale del Principato di Capua, uno stato autonomo esteso su tutta la Terra di Lavoro fino al fiume Garigliano. Capua estese il suo controllo sulle cittadine e sui borghi limitrofi di Caserta, Teano, Sessa, Venafro e Carinola; potenziandosi ulteriormente, arrivò a controllare i territori del Ducato di Napoli, di Montecassino, sede della celebre Abbazia, e di Gaeta[senza fonte], che all'epoca era forse il porto più importante sul versante tirrenico del centro Italia. Verso la fine del medesimo secolo, Capua raggiunse il suo apogeo: il Principe Pandolfo I Testadiferro (961 - 981) riunificò i domini dell'Italia longobarda meridionale[senza fonte], inoltre venendo in aiuto di Papa Giovanni XIII, esule da Roma tra il 965 ed il 966, ottenne l'elevazione di Capua a Metropolia.

Nell'anno 1059 il conte normanno di Aversa Riccardo I Quarrel conquistò il potente Principato longobardo di Capua. Durante la dominazione normanna la città vide accrescere ulteriormente la sua importanza strategica, sia dal punto di vista militare che commerciale; essa divenne in poco tempo un florido porto fluviale, racchiuso all'interno di una forte cinta muraria. Dopo appena cinquant'anni dall'occupazione di Riccardo I, la città pagò lo scotto di essere un centro strategicamente importante: fu occupata da Enrico VI di Svevia che ne ordinò la demolizione delle mura, in seguito ricostruite. Federico II di Svevia decise di edificare le due torri a difesa dell'adiacente ponte romano, tra le quali venne realizzato un arco di trionfo di mirabile fattura, demolito all'epoca di Carlo V per motivi militari.

Durante il conflitto tra Svevi e Angioini la città subì continui attacchi che portarono alla demolizione e ricostruzione delle mura e di alcuni edifici cittadini. Con l'ascesa degli Angioini, la città divenne sede della "Magna Curia" incrementando ulteriormente la sua importanza nell'amministrazione regia. In epoca aragonese, Capua visse un periodo molto tranquillo, visitata spesso dal Re, divenendo così anche un importante centro culturale. Durante il regno di Federico I d'Aragona (incoronato nel duomo cittadino) la città fu scossa da un evento drammatico: il Sacco di Capua del 1501 ad opera di Cesare Borgia. I capuani, stremati da un lungo assedio, aprirono le porte della città alle truppe di Cesare Borgia, perché quest'ultimo aveva promesso di risparmiare gli assediati se questi si fossero arresi. Invece, appena l'esercito fu all'interno della città Borgia diede ordine ai suoi uomini di cominciare il saccheggio. Durante questo tragico evento morirono alcune migliaia di capuani. Con l'avvento degli spagnoli l'importanza politica di Capua venne ridimensionata drasticamente, anche se rimase una città demaniale dotata di piazzaforte e, contestualmente, uno degli insediamenti urbani più grandi del Regno di Napoli. Nel 1844 arrivò a Capua la ferrovia proveniente da Caserta e da Napoli che, dopo l'unità d'Italia, costituirà il tratto meridionale della Ferrovia Roma-Cassino-Napoli. Nel corso del XX secolo la città fu inoltre sede della scuola di Volo dell'Accademia Aeronautica, la cui presenza ha comportato la nascita dell'Aeroporto di Capua e di diverse industrie attive nel settore aerospaziale.

Cronologia di alcuni eventi storici importantiModifica

SimboliModifica

Lo stemma della città di Capua è il simbolo della storia trimillenaria di tale città: è composto dall'acronimo romano SPQC, che la città di Capua ha utilizzato sin dall'epoca romana come segno distintivo, e da due scudi aggiunti in epoca medievale. L'acronimo S.P.Q.C. della frase latina Senatus PopulusQue Capuanus, ovvero Il Senato e il Popolo Capuano, è presente inoltre sulla facciata principale del municipio della città di Capua.

Lo scudo sulla sinistra con la sua croce rappresenta la Capua Longobarda di religione cristiana. Lo scudo sulla destra con le sue sette vipere rappresenta la Capua preromana, fondata dagli Osci, un popolo che per insegna portava il serpente. La sigla SPQC è il segno distintivo usato dalla città di Capua sin dall'epoca romana e ne rappresenta l'ininterrotta continuità storica e geografica con la Capua antica.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 2 gennaio 1990
  Medaglia d'oro al Merito Civile
«Centro strategicamente importante per il comando tedesco impegnato a bloccare l'avanzata alleata verso Cassino e Roma, fu oggetto, all'indomani dell'armistizio, di un violentissimo bombardamento che causò la morte di millesessantadue persone, tra militari e civili, e la quasi totale distruzione dell'abitato. Contribuì generosamente alla guerra di liberazione con la costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo feroci rappresaglie che provocarono la morte di numerosi ed eroici cittadini.»
— Capua (CE), settembre/ottobre 1943


Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Centro storicoModifica

Il centro storico di Capua, che sorge sull'ansa del fiume Volturno, un tempo occupata dall'antica Casilinum e successivamente alle invasioni barbariche, occupata dalla Civitas capuana è ricco di monumenti ed edifici storici principalmente di epoca medievale, nonché di resti del periodo pre-romano, come le Matres Matutae del Museo campano e del periodo romano come le effigi del palazzo del municipio e le pietre del Castello Normanno entrambi originarie dall'Anfiteatro campano di Capua antica. Altri resti di epoca romana sono presenti anche nella frazione di Sant'Angelo in Formis come ad esempio i resti del Tempio di Diana).

 
Scritta su marmo posta a terra in Piazza Medaglie d'oro recante scritto (sia pure con un errore: «kelli fini» in luogo di «kelle fini») il primo documento attestato in volgare italiano, il Placito di Capua.

Monumenti del Centro StoricoModifica

  • Ponte Romano e Torri di Federico II: i resti del ponte della via Appia sul Volturno, costituiscono il principale reperto romano di Capua, a testimonianza dell'antica Casilinum, e vi si corrispondeva la porta di uscita verso Roma. Nel 1234 l'Imperatore Federico II, ordinò la ricostruzione di quella che fu, fin dall'antichità la principale porta d'ingresso della cittadina, ovvero Porta Roma: egli si volle ispirare alla monumentalità tipica degli Archi di Trionfo Imperiali Romani, come segno di sfida verso lo Stato Pontificio. Terminato verso il 1240, il complesso monumentale della Porta di Capua fu fonte d'ispirazione degli ideatori dell'Arco trionfale aragonese, voluto al Castel Nuovo di Napoli da Alfonso V d'Aragona . Il complesso subì però due demolizioni: la prima parziale nel 1557, per adeguarlo ai principi della fortificazione alla moderna; l'ultima durante i bombardamenti nel 1943, che distrussero il Ponte Romano. Oggigiorno si possono ammirare soltanto le testate del Ponte e le basi delle due Torri, mentre al Museo Campano sono conservate alcune delle statue ornamentali.
  • Castello delle Pietre o dei Principi normanni: fondato dai Normanni nel 1062, dopo la conquista della città, per tenere in soggezione i Longobardi, divenne sede del Principato Normanno; il nome "delle Pietre" è dovuto al fatto che per la sua costruzione vennero usate pietre provenienti dall'anfiteatro di Capua. In epoca aragonese vennero aperte alcune finestre, mentre la torre in tufo è del XIX secolo.
  • Palazzo del Municipio: sede del tribunale e delle carceri della città prima del trasferimento del tribunale a Santa Maria Capua Vetere nel XIX secolo, fu costruito nel 1585 su disegno di Ambrogio Attendolo. Ha sostituito il castello di Carlo V come sede dell'autorità locale. Sulla sua facciata sono stati inseriti alcuni busti di spoglio provenienti dall'anfiteatro Campano, mentre il portale d'ingresso è sormontato dalla sigla S.P.Q.C..
  • Castello di Carlo V: voluto dall'Imperatore Carlo V come parte integrante del rafforzamento difensivo della città, fu costruito tra il 1542 ed il 1552 al posto di un'antica fortezza longobarda, su progetto di Gian Giacomo dell'Acaya. Dai primi anni del XIX secolo è sede dello Stabilimento Militare Pirotecnico del Ministero della Difesa.
  • Teatro Ricciardi: già esistente intorno alla metà del XVIII secolo, l'edificio attuale è risalente però al 1781, quando l'Ingegner Francesco Gasperi lo ricostruì. L'aspetto neoclassico della facciata è del 1929.
  • Porta Napoli: dedicata a Filippo II, fu costruita tra il 1577 ed il 1582 su progetto dell'Attendolo, il quale si ispirò alla Porta Capuana di Napoli.
  • Bastioni e mura difensive: le antiche mura vennero nei secoli più volte ricostruite, rafforzate e livellate. Il sistema difensivo corrente è formato da bastioni e cortine inclinate mentre diverse sono state le porte demolite nel corso dei secoli per favorire il passaggio delle strade. È un pregevole esempo italiano di fortificazione alla moderna del XVI secolo.

Architetture religioseModifica

Le chiese capuane hanno prevalentemente avuto origine in un'epoca compresa tra il IX e il XV secolo. Nel corso dei secoli hanno, però, subito una serie interminabile di rimaneggiamenti e restauri, che ne hanno cambiato fortemente l'aspetto originario e solo talvolta rimangono visibili, in parte, la struttura e lo stile originari. Essendo Capua una città fortificata, il suo sviluppo orizzontale fu fortemente limitato nello sviluppo “orizzontale”, bloccando di fatto per secoli l'espansione della città oltre la cinta muraria. Per questo motivo in città è possibile ammirare un'estrema stratificazione urbana che ha coinvolto sia edifici civili che militari che ecclesiastici. I casi più eclatanti di stratificazione e riconversione d'uso riguardano i numerosi complessi conventuali e monastici urbani che nel corso dei secoli sono stati trasformati in caserme, quartieri militari e sale d'armi, a discapito purtroppo del loro elevato valore artistico.

Il periodo storico in cui sono state apportate le modifiche più significative è un intervallo di tempo compreso tra gli inizi del Seicento e la fine del Settecento, un secolo durante il quale si diffuse in tutto il meridione lo stile barocco. Capua risentì delle influenze architettoniche e stilistiche della capitale del regno, Napoli, e per questo motivo è spesso possibile traccia di contaminazione architettonica proviente da essa. I motivi decorativi del barocco furono applicati anche ai palazzi signorili ma in maniera meno evidente, mantenendo nella maggior parte dei casi le strutture pressoché inalterate.

A causa dei bombardamenti del 1943 sono andate perse diverse chiese e diversi monasteri.

Abbazia BenedettinaModifica

A Sant'Angelo in Formis vi è l'Abbazia omonima, dell'XI secolo e in stile "bizantino-campano", ritenuta uno tra più importanti esempi di architettura religiosa del Sud Italia.[senza fonte]

DuomoModifica
 Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Capua.
 
Busto argenteo di Santo Stefano, Cattedrale di Capua

Il Duomo è la cattedrale già dei Santi Stefano e Agata, fondata nell'856, ma ricostruita prima nel X secolo e poi, ad opera dell'arcivescovo Erveo (1072 - 1086), verso la fine dell'XI secolo. Quest'ultimo intervento vide la realizzazione dell'ampio portificato, edificato su di una area cimiteriale di epoca longobarda e ampliato nuovamente nel XV secolo, e l'ampliamento del palazzo vescovile. Nel XVIII secolo, invece, l'intero complesso venne ristrutturato nuovamente ed in maniera radicale; ancora tra il 1854 ed il 1857, sotto il vescovato di monsignor Gennaro Cosenza, l'architetto Federico Travaglini rinnovò la Cattedrale, i cui sforzi furono vanificati dai bombardamenti del 1943 che distrussero gran parte del complesso. Ricostruito negli anni '50 in maniera discutibile, dal 1992 ospita il museo diocesano all'interno della Cappella del Corpo di Cristo ove sono conservate opere pittoriche e scultoree provenienti da varie chiese cittadine. Attualmente è dedicata a Santa Maria Assunta.

Di notevole pregio artistico sono la statua del Cristo Morente di Matteo Bottiglieri, situata nella cripta, e la grande tela raffigurante l'Assunta realizzata da Francesco Solimena.

Chiesa ed ex-convento dell'AnnunziataModifica

Gli edifici risalgono alla fine del XIII secolo e, dato che tra chiesa e convento correva il tratto cittadino della via Appia (oggi Corso Appio), vennero collegati tramite un "corridoio-ponte" coperto, sovrastante la strada e tuttora esistente. Il complesso venne ricostruito nel 1538 utilizzando pietre dell'Anfiteatro e rispettando i canoni rinascimentali; la chiesa venne poi arricchita dalla cupola di Filippo Vitale. Una porzione dell'ampio ex convento ha ospitato il presidio ospedaliero dedicato a Ferdinando Palasciano, chiuso nel 2008. Nella piazza antistante la Chiesa vi è la casa natale del compositore Giuseppe Martucci, in attesa di valorizzazione mentre alle spalle del campanile, nell'area oggi denominata Piazza Medaglie d'Oro, un tempo sorgeva la Chiesa del Purgatorio, demolita negli anni '60 per via dei danni successivi al secondo conflitto mondiale.

Chiesa di Santa CaterinaModifica

La chiesa di Santa Caterina ed il suo convento furono costruiti nel 1383 in stile gotico, di cui conserva abside e crociera, ristrutturata nel 1510, con l'aggiunta delle navate laterali e di una statua interna della Santa, la facciata ed il campanile risalgono invece al XVIII secolo. Nel cinquecento le famiglie nobili capuane finanziarono la costruzione del chiostro, e in loro memoria vennero dedicate le cappelle laterali della chiesa e scolpiti i loro stemmi alla base delle colonne.

Chiesa di Montevergine ed ex MonasteroModifica

La Chiesa di Montevergine con annesso monastero fu fondata al finire del duecento da Bartolomeo di Capua ed affidati ai monaci benedettini di Montevergine. Dal 1795 il monastero è adibito a seminario e conserva tuttora un pozzo nel chiostro risalente al 1769 con lo stemma verginiano scolpito. Sotto il portico dell'ex monastero nel 1611 venne sepolto l'uomo d'armi Giulio Cesare Falco.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o della SantellaModifica

Venne costruita nel 1761, in ricordo del probabile miracolo della Madonna che avrebbe fermato la strage di abitanti del 1501 ordinata da Cesare Borgia. In precedenza sul luogo sorgeva una cappella dedicata alla Vergine, di cui si occupava una donna devota, tale Camilla Santella, dalla quale prese il nome.

Chiese minoriModifica

 
Chiesa dei Santi Rufo e Carponio.
  • Le tre chiese longobarde: sorgono in un'area dove era localizzato il Palazzo dei Principi Longobardi e sono: San Salvatore a Corte (960), ristrutturata in epoca normanna; San Giovanni a Corte (X secolo), rifatta nel Settecento; San Michele a Corte (IX - X secolo), dedicata all'Arcangelo patrono dei longobardi.
  • Chiesa di Sant'Angelo in Audoaldis, di origine altomedioevale, vi sorgeva nei pressi il Palazzo degli Audoalt, nobile famiglia longobarda.
  • Resti della Chiesa di San Leucio in via Seminario, posta di fronte alla Chiesa di Montevergine. Della chiesa, di origine bizantina, sono visibili alcune colonne della navata centrale.
  • Chiesa di Santa Placida ed ex-convento di San Gabriello, (1734 - 1756) tardo barocco con campanile di scuola vanvitelliana (1761).
  • Chiesa di San Leonardo ed ex-convento di San Vincenzo, esistente già nel X secolo, rifatta nell'ottocento; il convento fu anche caserma.
  • Chiesa di San Raffaele, settecentesca ed ex-convento (XVII secolo).
  • Chiesa di San Benedetto con ex monastero, fondata dai Benedettini nel 1108, ristrutturata dai Gesuiti nel 1611.
  • Chiesa e convento di Santa Maria delle Dame Monache, struttura barocca del 1726 su edificio del 952; parte del monastero divenne la Caserma Fieramosca nel 1812.
  • Chiesa di Sant'Eligio e San Gaetano ed ex Convento Teatino (1284 - 1296), con campanile rinascimentale (1514 - 1524) e facciata barocca (1747). Oggi il convento annesso è sede della caserma dei Carabinieri.
  • Chiesa della Maddalena ed ex-convento Agostiniano, costruita verso il 1300 da Bartolomeo de Capua, con annesso Ospedale (poi convento), restaurati nel 1747. Vi si trovano le cappelle gentilizie di jus patronato -restaurate tra il 1753 e il 1756- delle nobili famiglie capuane Lanza, dedicata a San Giuseppe; Gianfrotta, dedicata a San Tommaso da Villanova (ma per il Granata[non chiaro] la pala si riferiva a San Nicola da Tolentino); d'Errico, dedicata a San Nicola di Bari; Boccardo, dedicata alla SS. Vergine Addolorata.
  • Chiesa ed ex Monastero della Concezione del Settecento, ma ha origini antichissime, il Monastero divenne nel 1940 parte del Museo Campano.
  • Chiesa del Gesù Gonfalone: chiesa duecentesca in stile gotico, il convento ad essa annessa oggi ospita la sezione musicale del Liceo "Luigi Garofano".
  • Chiesa di San Domenico: di fine duecento, ma ristrutturata completamente in epoca barocca.
  • Chiesa dei Santi Rufo e Carponio: risalente alla prima metà XI secolo, in epoca normanna i Benedettini costruirono il campanile e le due absidi.
  • Chiesa di San Marcello: di origini anteriori al X secolo, ma rifatta nell'Ottocento.
  • Chiesa della Carità (1697), esempio meglio riuscito di barocco capuano. Essa è ancora oggi di proprietà della Reale Illustre Arciconfraternita dei Bianchi della S.S.Carità, aristocratico sodalizio che anticamente aveva tra i suoi scopi quello di assicurare la cura spirituale dei condannati alla pena capitale nonché la dote per il maritaggio di fanciulle orfane.
  • Chiesa di San Salvatore Piccolo, risalente all'XI secolo.
  • ex Chiesa di San Martino alla Giudea, gotico di tardo trecento, sorge nell'area che fino al 1540 ospitò l'importante comunità ebraica capuana.

Architetture civiliModifica

PalazziModifica

  • Palazzo Antignano: rifacimento quattrocentesco di un palazzo già esistente; dal 1874 vi ha sede il Museo Campano.
  • Palazzo Fieramosca: la costruzione originaria è un gotico di fine duecento, della quale esiste ancora il portale archiacuto d'ingresso, venne ristrutturato nella seconda metà del XV secolo dalla famiglia Fieramosca. Oggi vi ha sede la A.S.L. di Capua. Nel 1476 vi nacque Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta.
  • Edificio della Gran Guardia o Bivach (1608 - 1611), posto di fronte al precedente, ospitava il Corpo di Gran Guardia del Governatore.
  • Palazzo Friozzi-Azzia (seconda metà del Settecento), di scuola vanvitelliana.
  • Palazzo Lanza, acquisito dalla famiglia Lanza nel 1453, ristrutturato nel XVII e nel XIX secolo; nel Settecento vi soggiornò Sant'Alfonso Maria de' Liguori.
  • Palazzo Rinaldi-Campanino (secondo Quattrocento) di stile misto tardo-gotico catalano e pre-rinascimentale, fra gli archi del portico cortilizio interno vi è un interessante reperto scultoreo romano, una testa di giovane.
  • Palazzo Rinaldi-Milano della metà del XV secolo, con una facciata manieristica napoletana.
  • Palazzo cosiddetto delle "Centopersone", probabilmente era una caserma d'appoggio delle truppe all'epoca di Fieramosca. Dopo un lungo periodo in cui versava in uno stato di rovina nel 2010 sono cominciati lavori di restauro.

Monumenti contemporaneiModifica

  • Dimore di tutto ciò che è divinissimo e santissimo_da un dialogo del Timeo di Platone la grande scultura in acciaio corten tagliata al plasma di Mafonso collocata nella Villa Comunale Baden Powel[2][3]
 
FIERAMOSCA info-point monument fase di montaggio anno 2016
  • FIERAMOSCA info-point monument[4] di Arturo Casanova (monumentale elmo in bronzo, il cui valore artistico si fonde con la funzione di info-point fruibile al suo interno. Raggiunge le misure di quasi 9 m di h x 6 m di Ø e con un peso di 15 t e ha l’eccezionalità di inclinarsi di 16° dell’asse di baricentro, sul piano di appoggio. Consacrata nel 2011 alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia[5], l’opera ha visto la sua definitiva collocazione in Piazza Umberto I nel 2016).

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT[7] al 31 dicembre 2017 la popolazione straniera residente era di 1 117 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Tradizioni e folcloreModifica

Il carnevale di Capua è uno tra i più antichi di Italia. Le prime edizioni organizzate in forma pubblica risalgono alla seconda metà del 1800. Le edizioni moderne sono caratterizzate dalla sfilata di carri e gruppi allegorici.

CulturaModifica

BibliotecheModifica

La Biblioteca Arcivescovile di Capua ha sede presso la sede diocesana. La biblioteca comunale ha invece sede presso il Palazzo della Gran Guardia in Piazza dei Giudici ed è attualmente gestita dalla locale pro loco.

UniversitàModifica

In città è presente Il Dipartimento di Economia della Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", situato nella ex Caserma Fieramosca ed ex convento della chiesa di S.Maria delle Dame Monache.

Museo CampanoModifica

Il Museo provinciale campano di Capua, ospitato nel monumentale Palazzo Antignano (poi ampliatosi fino a comprendere l'attiguo monastero annesso alla Chiesa della Concezione), fu fondato nel 1870 e inaugurato al pubblico nel 1874 da Gabriele Iannelli. Da allora è un punto di riferimento culturale per tutto il territorio e la Campania.

Geografia antropicaModifica

 
Il Ponte romano, ricostruito, sul fiume Volturno.

Le principali frazioni e rioni del comune di Capua sono il centro storico fortificato e le sue frazioni sviluppatesi nei pressi di tre luoghi di culto extra moenia:

  • Centro: il centro medievale di Capua è delimitato dall'ansa del fiume Volturno per ed è esteso circa 55 ettari; è circondato sul lato aperto da mura cinquecentesche con fossati, notevoli esempi di fortificazione alla moderna in Italia.
  • Sant'Angelo in Formis: in epoca romana vi sorgeva il "tempio di Diana Tifatina" su cui fu edificata l'Abbazia di Sant'Angelo in Formis.
  • San Giuseppe: antico borgo contadino avente come centro la chiesa di San Giuseppe Extra Moenia, oggi è sede della caserma Oreste Salomone e del polo aeronautico di Capua, formato dall'ex aeroporto militare e diverse aziende del comparto aerospaziale, tra cui il Centro italiano ricerche aerospaziali, oltre che di altre aziende al confine con la vicina Vitulazio. A causa dell'espansione edilizia, esso si è conurbato con il rione Porta Roma sorto immediatamente a nord del ponte romano e dell'omonima porta di accesso alla città, quest'ultimo caratterizzato da moderne unità ad alta intensità abitativa e attività commerciali, favorite dal passaggio della Strada statale 7 Via Appia.

Sono presenti altri rioni minori:

  • Porta Napoli: rione sorto a sud della cinta muraria e dell'omonima porta di accesso alla città, si è sviluppato lungo due importanti assi viari che conducono ad Aversa e a Santa Maria Capua Vetere ed è caratterizzato sia da un'edilizia primo novecentesca sia da edilizia popolare del secondo dopoguerra. Vi sorgono due importanti scuole secondarie di secondo grado, il Liceo "Luigi Garofano" e l'istituto tecnico "Giulio Cesare Falco", che attraggono studenti da tutta la provincia.
  • Rione Stazione: rione sorto nei pressi della stazione di Capua sulla ferrovia Roma-Cassino-Napoli.
  • Macello: rione di recente sviluppo caratterizzato dall'edificazione di moderne unità abitative e complessi residenziali, esso era in passato attraversato dalla Ferrovia Alifana, un cui ramo, biforcandosi all'altezza di Sant'Angelo in Formis, terminava proprio a Capua. Vi hanno sede il palazzetto dello sport, la futura piscina comunale ed una moderna chiesa dedicata a Roberto Bellarmino, vescovo di Capua dal 1602 al 1605.
  • Rione Carlo Santagata: moderno quartiere di case popolari, è collegato al rione Porta Napoli mediante un cavalcaferrovia. Interessato da recenti politiche sociali e di rigenerazione urbana promosse dal Comune, gran parte del rione è occupata da uno stabilimento farmaceutico. È relativamente poco distante da San Tammaro e dalla Reale tenuta di Carditello.
  • Rione Boscariello: sorge alle spalle della stazione ferroviaria. Solo nel 2006 è stata completata la costruzione di un cavalcaferrovia pedonale che ha facilitato il suo collegamento con la città e ha tolto dall'isolamento l'intero rione.

EconomiaModifica

Gli stabilimenti industriali più rilevanti sul territorio capuano sono quelli del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), OMA SUD e Tecnam, quello dell'industria farmaceutica Pierrel. Nel settore pubblico, l'occupazione è sorretta soprattutto dagli stabilimenti militari da sempre presenti in città, in particolare dal Pirotecnico con sede nel castello di Carlo V e annesso parco. Fino al 1983 era attivo uno zuccherificio di proprietà della Cirio.[senza fonte]

Infrastrutture e trasportiModifica

Capua è attraversata dalla Strada statale 7 Via Appia, nonché dalla ferrovia ferrovia Roma-Cassino-Napoli; è stata inoltre il terminale dell'antica Via Casilina, oggi ricalcata in massima parte dall'odierna Strada statale 6 Via Casilina, che termina nel comune di Pastorano, nei pressi casello autostradale dell'Autostrada A1, aperto nel 1959 e distante 8 km dalla città. Nel 2008 è stato invece inaugurato il casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere, posto a pochi metri dalla frazione santangiolese e a beneficio quindi della zona sud della cittadina capuana. Nel comune si trova l'Aeroporto di Capua, intitolato a Oreste Salomone.

AmministrazioneModifica

   Regno delle Due Sicilie (1816-1861)Modifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18?? 18?? Ottavio De Renzis Sindaco

 Regno d'Italia (1861-1946)Modifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
agosto 1861 dicembre 1869 Gioacchino Brandi Sindaco
gennaio 1870 dicembre 1873 Raffaele De Franciscis Sindaco
gennaio 1874 dicembre 1875 Gabriele D'Ambrosio Sindaco
gennaio 1876 marzo 1877 Gioacchino Brandi Sindaco
aprile 1877 novembre 1887 Salvatore Garofano Sindaco
dicembre 1887 ottobre 1889 Girolamo Umbriani Regio Commissario
novembre 1889 luglio 1892 Giovanni Rotondo Sindaco
agosto 1892 febbraio 1893 Alfonso Jossa Regio Commissario
marzo 1893 giugno 1893 Giovanni Rotondo Sindaco
luglio 1893 giugno 1895 Luigi Brandi Sindaco
luglio 1895 agosto 1895 Biagio Marchesani Sindaco
settembre 1895 luglio 1896 Francesco Luongo Sindaco
agosto 1896 aprile 1897 Luigi Brandi Sindaco
maggio 1897 giugno 1897 Vincenzo Laliccia Regio Commissario
luglio 1897 gennaio 1901 Antonio Casertano Sindaco
febbraio 1901 luglio 1901 Scipione Zanella Regio Commissario
agosto 1901 gennaio 1903 Silvio Leonetti Sindaco
febbraio 1903 luglio 1903 Giovanni Rotondo Sindaco
agosto 1903 dicembre 1904 Luigi Brandi Sindaco
gennaio 1905 aprile 1906 Eugenio Pizzi Sindaco
maggio 1906 agosto 1906 Giovanni Rotondo Sindaco
settembre 1906 luglio 1908 Francesco Luongo Sindaco
agosto 1908 dicembre 1909 Luigi Baia Sindaco
gennaio 1911 marzo 1912 Roberto Friozzi Sindaco
aprile 1912 maggio 1913 Claudio Rugarli Regio Commissario
giugno 1913 luglio 1913 Ferdinando Ruffini Regio Commissario
agosto 1920 agosto 1921 Costantino Rosolillo Sindaco
settembre 1914 giugno 1917 Pietro Farina Sindaco
luglio 1917 gennaio 1920 Nicola Guidone Commissario Prefettizio
Marzo 1920 ottobre 1920 Adolfo Amante Commissario Prefettizio
ottobre 1920 marzo1921 Cataldo Colella Sindaco
aprile1921 gennaio 1922 Nicola Guidone Commissario Prefettizio

  Periodo dell'ordinamento podestarileModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
febbraio 1922 gennaio 1926 Ludovico Pastore Galderio Podestà
febbraio 1926 aprile 1926 Lorenzo Gneme Commissario Prefettizio
maggio 1926 dicembre1927 Luigi Zuppardo Podestà
gennaio 1928 aprile 1931 Luigi Petella Podestà
maggio 1931 agosto 1936 Michele Pasca di Magliano Podestà
settembre 1936 dicembre 1941 Gaetano Treppiccione Podestà
gennaio 1942 luglio 1942 Felice Picciocchi Commissario Prefettizio
agosto1942 ottobre 1943 Vincenzo Gianfrotta Commissario Prefettizio

  Periodo costituzionale transitorio (1943-1946)Modifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
ottobre 1943 dicembre 1943 Comitato di Liberazione Nazionale CLN Comitato di Liberazione Nazionale
dicembre 1943 dicembre 1944 Andrea Mariano Sindaco
gennaio 1945 maggio 1945 Andrea Mariano Commissario Prefettizio
giugno 1945 ottobre 1946 Giuseppe Rotondo Sindaco

 Repubblica Italiana (1946-oggi)Modifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
ottobre 1946 maggio 1948 Guglielmo Nicoletti Sindaco
giugno 1948 novembre 1948 Renato Schiavo Commissario Prefettizio
dicembre 1948 gennaio 1953 Gaetano Treppiccione Sindaco
febbraio 1953 luglio 1957 Vincenzo Salomone Sindaco
luglio 1957 giugno 1958 Mario Sementini Sindaco
giugno 1958 febbraio 1960 Giovanni D'Adamo Commissario Prefettizio
febbraio 1960 maggio 1960 Edoardo Lupoli Commissario Prefettizio
dicembre 1960 gennaio 1961 Giuseppe Manieri Sindaco
febbraio 1961 maggio 1961 Edoardo Lupoli Commissario Prefettizio
maggio 1961 luglio 1961 Geppino Gnisci Commissario Prefettizio
luglio 1961 gennaio 1964 Vincenzo Chillemi Sindaco
febbraio 1964 settembre 1965 Dino Iocco Sindaco
settembre 1965 luglio 1970 Dino Iocco Sindaco
luglio 1970 settembre 1975 Manfredi Bosco Sindaco
settembre 1975 marzo 1977 Pompeo Rendina Sindaco
marzo 1977 luglio 1977 Giovanni De Silva Commissario Prefettizio
luglio 1977 settembre 1982 Dino Iocco Sindaco
settembre 1982 maggio 1984 Bruno Mirra Sindaco
maggio 1984 novembre 1985 Giuseppe Mancini Sindaco
novembre 1985 luglio 1988 Vincenzo Chillemi Sindaco
luglio 1988 novembre 1991 Nicola Lacerenza Sindaco
novembre 1991 febbraio 1992 Roberto Capo Sindaco
febbraio 1992 luglio 1992 Vincenzo D’Antuono Commissario Prefettizio
luglio 1992 luglio1993 Antonio Citarella Sindaco
luglio 1993 marzo1994 Francesco Comune Sindaco
marzo 1995 aprile 1995 Adolfo Villani Sindaco
aprile 1995 ottobre 1996 Salvatore De Rosa Sindaco
ottobre 1996 maggio 1997 Paolo Bonacci L'Ulivo Sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Aldo Mariano L'Ulivo Sindaco
marzo 2001 maggio 2001 Pasquale Manzo Commissario prefettizio
13 maggio 2001 28 maggio 2005 Alessandro Pasca di Magliano Forza Italia Sindaco
maggio 2005 maggio 2006 Francesco Provolo Commissario prefettizio
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Carmine Antropoli Forza Italia Sindaco
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Carmine Antropoli Il Popolo della Libertà Sindaco
5 giugno 2016 ottobre 2018 Eduardo Centore Patto Civico Sindaco
ottobre 2018 10 giugno 2019 Ilaria Tortelli Commissario prefettizio
10 giugno 2019 in carica Luca Branco Sindaco

SportModifica

Nel comune hanno sede le società di calcio: Vis Capua Futura e SAIF Tifatina, che hanno disputato campionati dilettantistici regionali.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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