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Caffettiera decorata a giochi di puttini in blu con la tecnica della stampa a trasferimento termico o "a riporto". Ginori a Doccia, 1745-50. Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia.

Con la definizione di stampa a trasferimento termico si intende un procedimento, utilizzato nella produzione su larga scala, grazie al quale si applica un'immagine o un disegno su una superficie curva o comunque irregolare di un manufatto. Il campo di applicazione più comune del procedimento è quello della stampa su porcellana o altre ceramiche dure.

Il procedimento di stampa a trasferimento termico è stato sviluppato in Inghilterra a metà del XVIII secolo anche se anticipazioni della tecnica furono messe a punto ed utilizzate dalla manifattura Ginori a Doccia[1] un decennio prima.[2]

L'immagine viene dapprima incisa su una piastra di rame sulla quale vengono poi passati inchiostri (spesso mischiati con olio) di diverso colore. La piastra viene quindi riscaldata per permettere ai colori di penetrare più in profondità nelle incisioni. A questo punto il disegno viene impresso su una carta speciale.

La carta viene quindi messa sull'oggetto in ceramica, che ha già iniziato il processo di cottura ma non è ancora vetrinato, in modo che l'immagine si trasferisca sull'oggetto stesso; l'oggetto viene quindi smaltato e cotto nuovamente in modo da rendere l'immagine permanente. Dato il notevole numero di passaggi che richiede, il procedimento di stampa a trasferimento termico è piuttosto dispendioso sia sotto il profilo economico che di tempo.

Prima dell'invenzione del processo di stampa a trasferimento termico le immagini potevano essere messe su oggetti di ceramica solo dipingendole a mano e sottoponendole a smaltatura; la sua scoperta rappresentò una forte spinta verso la produzione di oggetti ceramici decorati per il mercato di massa. Si pensa che il processo sia stato sviluppato da John Sadler e Guy Green di Liverpool. Tuttavia è ai consistenti miglioramenti apportati al processo dalla manifattura Wegwood che viene generalmente attribuita la popolarità del metodo, proseguita anche nei secoli successivi.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Alessandro Biancalana, Porcellane e maioliche a Doccia. La fabbrica dei marchesi Ginori. I primi cento anni, Firenze, Polistampa, 2009, ISBN 978-88-596-0630-7.

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