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Statua di fanciulla da Anzio
Anzio Massimo 03.JPG
AutoreDoidalsa?[1]
DataIII secolo a.C.?[1]
Materialemarmo bianco greco di due tipologie[2]
Altezza170[1] cm
UbicazionePalazzo Massimo (inv. 50.170)[2], Roma

La fanciulla di Anzio, è una scultura romana in marmo (h. 170 cm), che proviene dalla villa di Nerone ad Anzio ed è oggi conservata al Museo nazionale romano di palazzo Massimo di Roma.[2] Era di creazione ellenistica, probabilmente del III secolo a.C., accomunata forse a qualche opera di Doidalsa. Le vesti, particolarmente increspate, lasciano supporre che la statua possa essere un'opera originale ellenistica e non una copia.[1]

Indice

Storia e descrizioneModifica

La statua fu rinvenuta nel 1878 in una nicchia del doppio porticato che dava sul mare della villa di Nerone ad Anzio.[1]

La statua è stata fatta con due differenti marmi: pario per la spalla nuda e pentelico per i vestiti. La statua si appoggia sulla gamba sinistra e sostiene un vassoio, che la fanciulla osserva. Il movimento della giovane ha scoperto la parte superiore del seno. La giovane ha inoltre arrotolato un pesante mantello per non inciampare. Al centro della composizione troviamo il vassoio, dove troviamo un rotolo (volumen) semiaperto, un ramo d'alloro e un oggetto del quale rimangono solo due piedi a forma di zampa felina.[1]

Il ramo d'alloro ha probabilmente il significato, in quanto questa pianta era sacra ad Apollo, di essere stata utilizzata per un rito dionisiaco. Alcuni studiosi l'hanno pertanto identificato con la Pizia, vale a dire la sacerdotessa delfica di Apollo, oppure con una giovane fanciulla preposta a portare gli oggetti rituali del culto dionisiaco.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Guida al Museo Nazionale Romano, 2005, Matteo Cadario, Palazzo Massimo alle Terme, p. 36.
  2. ^ a b c Guida a Palazzo Massimo alle Terme, 1998, Elena Calandra, Fanciulla di Anzio, pp. 121-122.

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