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Eccidio di Serra Partucci
Tipofucilazione
Data24 giugno 1944
7:00
LuogoSerra Partucci
StatoItalia Italia
Obiettivopopolazione civile
Responsabilisoldati tedeschi (SS ?)
Motivazionerappresaglia
Conseguenze
Morti5

L'eccidio di Serra Partucci (frazione di Umbertide), fu un crimine di guerra commesso dai soldati tedeschi (forse delle SS) comandati dal Feldmaresciallo Kesselring, il 24 giugno 1944.

Dal racconto di un testimone:

Alle prime luci dell'alba del 24 giugno 1944 arrivò al vocabolo Lago un piccolo reparto di soldati germanici, forse SS, al comando di un ufficiale. In casa nostra c'erano alcuni sfollati ed eravamo tutti svegli perché la sera prima avevamo deciso di andare a mietere il grano in un campo vicino. I tedeschi entrarono e vollero mangiare; chiesero pane e lardo. Mentre questi si rifocillavano, vedemmo arrivare dalla vicina casa del colono Radicchi altri soldati con Giuseppe e Mario della stessa famiglia. L'ufficiale tedesco ordinò di radunarci fuori, davanti a casa, e ci fece intendere che cinque di noi uomini dovevano essere uccisi perché disse "un camerata tedesco kaputt". Cercammo di far capire la nostra estraneità a qualsiasi fatto contro i germanici e, ad un certo punto, i soldati cominciarono a parlare tra di loro. Un gruppo, alla fine del discorso, prese posizione con i fucili mitragliatori ai quattro angoli della casa; un altro s'inoltrò nel bosco per un viottolo che conduceva alla Serra. Io, mio fratello Natale, Bruno Ciribilli, Giuseppe e Mario Radicchi eravamo ancora sulla piazzetta davanti a casa sotto la minaccia dei mitra tedeschi. Verso le sette del mattino vedemmo rientrare il gruppo che si era diretto verso Serra Partucci, in mezzo ai soldati c'era Domenico Cernic, un giovane di Gorizia, che, insieme ai suoi fratelli, si era rifugiato dalle nostre parti in attesa dell'arrivo degli Alleati. L'ufficiale tedesco mi si avvicinò e chiese i documenti; presentai la licenza di caccia e, dopo un rapido esame, mi fece uscire dal gruppo sostituendomi con Cernic. I cinque giovani furono quindi condotti presso l'essiccatoio del tabacco e allineati lungo la parete nord della costruzione. Alcune raffiche di mitragliatore partirono dal vicino limite del bosco; i soldati si allontanarono. Alle otto del mattino, sopra due tregge (ndr: "carro" senza ruote) trainate da buoi, trasportarono i cinque corpi della Serra.[senza fonte]

Su questa tragica vicenda sono circolate diverse voci discordanti. Si è detto che in realtà un tedesco era stato ucciso, per le leggi di guerra di allora, dieci civili e non cinque dovevano essere passati per le armi, e non si può pensare ad un atto di clemenza degli uomini di Kesselring. Si è stimato che il "kaputt" pronunciato dall'ufficiale volesse significare non morto, ma ferito.

Due sono le teorie. In una si è affermato che un motociclista tedesco fosse stato ferito nelle vicinanze di Serra Partucci da un colpo di fucile sparato da un civile, che avrebbe tentato di uccidere il tedesco per impadronirsi della motocicletta. È stata anche avanzata l'ipotesi che i nazisti, impegnati in quei giorni di fine giugno a sistemare le mine sotto i ponti, spesso ubriachi, si siano feriti tra loro, addossando la colpa ai civili.

Le vittime della rappresagliaModifica

I cinque civili uccisi furono[1]:

  • Natale Centovalli n. 1914
  • Bruno Ciribilli n. 1924
  • Giuseppe Radicchi n. 1927
  • Mario Radicchi n.1920
  • Domenico Cernic n.1918

Un monumento ricorda il loro sacrificio.

NoteModifica

  1. ^ LA STRAGE DI SERRA PARTUCCI 24-6-44 (PDF), in Amore senza cipria, Firenze, Edizioni Pan Arte, 1983. URL consultato il 21 luglio 2015.

Collegamenti esterniModifica

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