Strattis

commediografo ateniese della Commedia antica

Strattis (in greco antico: Στράττις, Stràttis; in latino: Strattis; 450 a.C. circa – dopo il 380 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.

BiografiaModifica

Secondo la Suda, Strattis sarebbe fiorito più tardi del comico Callia, sicché è probabile che avesse operato intorno alla XCII Olimpiade, ossia intorno al 412 a.C.

Strattis era un contemporaneo di Sannirione e Filillio, entrambi i quali vengono attaccati nei frammenti delle sue opereː in effetti, è noto che attaccasse Filillio nei Potamioi. Secondo lo scoliaste di Aristofane[1], questo dramma sarebbe stato messo in scena prima delle Ecclesiazuse, quindi non prima del 394/3 a.C.

Inoltre, nel suo Anthroporestes, Strattis attaccava Egeloco, attore protagonista dell'Oreste di Euripide, il che daterebbe la commedia entro il 408 a.C., anno in cui fu portata in scena la tragedia euripidea[2].

Strattis era ancora in attività alla fine della XCIX Olimpiade, vale a dire nel 380 a.C., quando avrebbe attaccato Isocrate a causa della sua passione senile per Lagisca[3].

CommedieModifica

Di Strattis restano numerosi frammenti di 18 commedieː Oreste umanizzato (Ἀνθρωπορραιστής); Atalanta (Ἀταλάντη); Le persone perbene, o la scomparsa del denaro (Ἀγαθοί ἤτοι Ἀργυρίου ἀφανισμός); Iphigeron (Ἰφιγέρων); Callippide (Καλλιππίδης); Cinesia (Κινησίας); Limnomedonte (Λιμνομέδων); Macedonii, o Pausania (Μακεδόνες ἢ Παυσανίας); Medea (Μήδεια); Troilo (Τρωΐλος); Fenicie (Φοίνισσαι); Filottete (Φιλοκτήτης); Crisippo (Χρύσιππος); Psychastae (Ψυχασταί)[4]; Zopiro incendiato (Ζώπυρος Περικαιόμενος); Mirmidoni (Μυρμιδόνες); Potamioi (Ποτάμιοι); Pytisio (Πυτίσιος).

NoteModifica

  1. ^ Schol. Aristoph., Plut., 1195.
  2. ^ Schol. Eurip., Orest., 278.
  3. ^ Ateneo, XIII, 592d; Arpocrazione, s. v. Λαγίσκα.
  4. ^ Titoli forniti da Suda.

BibliografiaModifica

  • C. Orth, Strattis: die Fragmente. Ein Kommentar, Berlin, Verlag Antike, 2009 (Studia comica, 2).
  • L. Fiorentini, Strattide. Testimonianze e frammenti, Bologna, Pàtron Editore, 2017 (Eikasmos. Quaderni Bolognesi di Filologia Classica – Studi, 29).

Voci correlateModifica

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