Apri il menu principale

La tabella dei giorni liturgici, prevista dal calendario romano generale, è utilizzata nel rito romano, nell'ambito della liturgia della Chiesa cattolica, per disciplinare le precedenze tra i giorni liturgici. La sua denominazione per esteso è "tabella dei giorni liturgici disposti secondo l'ordine di precedenza". In alcuni documenti anziché tabella viene denominata tavola.

Attualmente ci sono due forme autorizzate del detto rito: quella ordinaria o normale ed una che, normale dal 1960 al 1969, ora è straordinaria.[1]

Indice

Strutturazione generale delle due tabelleModifica

Le due tabelle sono strutturate al fine di rendere immediatamente visibile l'ordine di precedenza fra le ricorrenze e celebrazioni liturgiche. La strutturazione delle due tabelle è simile ed avviene per partizioni, per numero, per lettera e per posizione di stesura.

Strutturazione per partizioni delle due tabelleModifica

In ordine alla strutturazione per partizione, la tabella extra- ordinaria è suddivisa in quattro partizioni, la tabella ordinaria in tre partizioni.

Nella extra-ordinaria le partizioni sono esplicitamente denominate ed implicitamente numerate, mentre nell'ordinaria sono soltanto esplicitamente numerate: ciò è dovuto al fatto che nelle singole partizioni della extra-ordinaria sono contenute le ricorrenze liturgiche del medesimo grado, mentre nelle singole partizioni dell'ordinaria ciò non accadde.

La tabella ordinaria mantiene, sia pur semplificandola da quattro a tre partizioni, la strutturazione della tabella extra-ordinaria per un puro rispetto formalistico avendo revisionato la logica sottesa alla strutturazione della tabella extra-ordinaria, ossia l'uniformità del grado liturgico per ogni singola partizione: per comprendere ciò, bisogna partire dal fatto che è la tabella extra-ordinaria che precede temporalmente la tabella ordinaria.

Le partizioni della tabella extra-ordinaria sono le seguenti:

  • dies liturgici I classis (giorni liturgici di i classe);
  • dies liturgici II classis (giorni liturgici di ii classe);
  • dies liturgici III classis (giorni liturgici di iii classe), e
  • dies liturgici IV classis (giorni liturgici di iv classe).

Le partizioni della tabella ordinaria sono indicate soltanto con i primi tre numeri romani: I, II e III.

Alcune dottrine liturgiche, ritenendo che le partizioni della tabella ordinaria siano implicitamente denominate, hanno proposto alcune qualificazioni delle dette tre partizioni che sinteticamente di seguito vengono riassunte:

  • la prima partizione contiene le ricorrenze alte;
  • la seconda partizione contiene le ricorrenze medie, e
  • la terza partizione contiene le ricorrenze basse.

Per quanto tali formulazioni non sembrino erronee va ricordato che non sono proprie dei testi normativi liturgici i quali, per volontà del legislatore, si limitano ad indicare le tre partizioni con i primi tre numeri romani.

Altri criteri di strutturazione delle due tabelleModifica

In ordine alla strutturazione per numero, in entrambe le tabelle si fa uso della numerazione indiana ma bisogna precisare che mentre nella tabella ordinaria vi è una sola numerazione, in quella extra-ordinaria vi sono due numerazioni comunemente indicate come numerazione primaria e secondaria.

L'unica numerazione ordinaria e la numerazione primaria extra-ordinaria sono disposte in senso progressivo in relazione all'intera tabella e non alla singola partizione di essa: la tabella ordinaria è suddivisa in tredici numeri, la tabella extra-ordinaria in ventotto numeri.

Nella tabella ordinaria:

  • alla partizione I appartengono i nn. dall'1 al 4 compresi;
  • alla partizione II appartengono i nn. dal 5 al 9 compresi, e
  • alla partizione III appartengono i nn. dal 10 al 13 compresi.

Nella tabella extra-ordinaria:

  • alla prima partizione appartengono i nn. dall'1 al 13 compresi;
  • alla seconda partizione appartengono i nn. dal 14 al 21 compresi;
  • alla terza partizione appartengono i nn. dal 22 al 26 compresi, e
  • alla quarta partizione appartengono i nn. 27 e 28.

In ordine alle strutturazioni per numerazione secondaria extra-ordinaria, per lettera e per posizione di stesura, si precisa che di esse si fa uso solo all'interno di alcuni numeri e quindi la loro progressione è in relazione al numero cui sono connesse e non all'intera tabella.

La numerazione secondaria, esistente solo nella tabella extra-ordinaria, è presente nei numeri primari:

  • 12 (dal n.1 al n.8);
  • 19 (dal n.1 al n.6), e
  • 23 (dal n.1 al n.3).

Le lettere, per le quali si precisa che in entrambe le tabelle si fa uso dei simboli alfabetici romani, sono presenti:

  • nei numeri 4 (dalla a alla d), 8 (dalla a alla f) e 11 (dalla a alla c) della tabella ordinaria, e
  • nel numero primario 9, secondario 1 (dalla a alla d).

Infine, in ordine alla strutturazione per posizione di stesura, si precisa ulteriormente che essa esiste solo nella tabella ordinaria e precisamente nei nn. 2,3,9 e 13.

La strutturazione per posizione di stesura, per sua natura, è un criterio equivoco in quanto affida al punto ortografico fermo l'ordine di importanza di alcune ricorrenze e ciò ha dato e dà adito a diverse interpretazioni liturgiche alcune delle quali oggettivamente erronee.

Si pensi, a solo titolo esemplificativo, al n. 2 della tabella ordinaria che di seguito si riproduce:

"2. Il Natale dei Signore, l'Epifania, l'Ascensione e la Pentecoste.

Le domeniche di Avvento, di Quaresima e di Pasqua.

Il mercoledì delle ceneri.

Le ferie della settimana santa, dal lunedì al giovedì compreso.

I giorni tra l'ottava di Pasqua."

Limitando la considerazione alla relazione tra il Natale del Signore e le Domeniche di Avvento, bisogna registrare come i fautori della validità del criterio della posizione della stesura sottolineano che, non creandosi tra le cinque ricorrenze alcuna necessità di precedenza, l'importanza del Natale rispetto alle Domeniche di Avvento è sottolineata dal fatto che il Natale si trova nel primo rigo concluso da un punto fermo mentre le Domeniche di Avvento sono nel secondo rigo con una consequenziale importanza inferiore al Natale. Tale interpretazione rispetta la storia della liturgia e la natura e le relazioni stesse dei tempi liturgici considerati: a motivo della veridicità di tale interpretazione, sarebbe stato più logico trovare un criterio divisorio, tra il Natale e le Domeniche d'Avvento, che fosse più marcato rispetto al punto ortografico fermo. Tale valutazione è più pregnante in quanto non pochi hanno sostenuto e qualcuno ancora sostiene l'opinione che il punto fermo è insignificante ai fini dell'importanza ribaltando, in altre parole, il dato storico-liturgico e determinando la seguente errata interpretazione: non creandosi tra le cinque ricorrenze alcuna necessità di precedenza, l'aver posto il Natale nello stesso numero delle Domeniche di Avvento serve a far comprendere che tali cinque ricorrenze hanno eguale importanza.

Tabella per la forma OrdinariaModifica

I

  1. Il Triduo pasquale della Passione e Risurrezione del Signore.
  2. Il Natale del Signore, l'Epifania, l'Ascensione e la Pentecoste.
    • Le Domeniche di Avvento, di Quaresima e di Pasqua.
    • Il Mercoledì delle Ceneri.
    • Le Ferie della Settimana santa, dal lunedì al giovedì compreso.
    • I Giorni tra l'ottava di Pasqua.
  3. Le Solennità del Signore, della beata Vergine Maria, dei santi, iscritte nel Calendario generale.
    • La Commemorazione dei fedeli defunti.
  4. Le Solennità proprie, e cioè:
    • La Solennità del Patrono principale della località o del paese o della città;
    • Le Solennità della Dedicazione e dell'anniversario della Dedicazìone della propria chiesa;
    • La Solennità del Titolare della propria chiesa, e
    • La Solennità o del Titolare o del Fondatore o del Patrono principale dell'Ordine o della Congregazione.

II

  1. Le Feste del Signore, iscritte nel Calendario generale.
  2. Le Domeniche del Tempo di Natale e le domeniche tra l'anno.
  3. Le Feste della beata Vergine Maria e dei Santi iscritte nel Calendario generale.
  4. Le Feste proprie, e cioè:
    • La Festa del Patrono princìpale della diocesi;
    • La Festa dell'anniversario della Dedicazione della chiesa cattedrale;
    • La Festa del Patrono principale della regione, della provincia, della nazione o di un territorio più vasto;
    • La Festa del Titolare, del Fondatore, del Patrono principale dell'Ordine, della Congregazione o della provincia religiosa, salvo quanto prescritto al n. 4/d;
    • Le altre feste proprie di qualche chiesa, e
    • Le altre feste elencate nel Calendario di ogni diocesi, Ordine o Congregazione.
  5. Le Ferie d'Avvento dal 17 al 24 dicembre compreso.
    • I Giorni tra l'ottava di Natale.
    • Le Ferie di Quaresima.

III

  1. Le Memorie obbligatorie iscritte nel Calendario generale.
  2. Le Memorie obbligatorie proprie, e cioè:
    • Le Memorie del Patrono secondario della località, della diocesi, della regione o della provincia, della nazione, di un territorio più vasto, dell'Ordine, della Congregazione o della provincia religiosa;
    • Le altre memorie obbligatorie proprie di qualche Chiesa, e
    • Le altre memorie obbligatorie iscritte nel Calendario di ciascuna diocesi, Ordine o Congregazione.
  3. Le Memorie facoltative, le quali tuttavia, si possono celebrare anche nei giorni elencati al n. 9, secondo quanto è descritto in "Principi e norme" per l'uso del Messale Romano e della Liturgia delle ore. Allo stesso modo, come memorie facoltative, si possono celebrare le memorie obbligatorie, che cadono accidentalmente nelle ferie di Quaresima.
  4. Le Ferie d'Avvento fino al 16 dicembre compreso.
    • Le Ferie del Tempo di Natale dal 2 gennaio al sabato dopo l'Epifania.
    • Le Ferie del tempo pasquale dal lunedì dopo l'ottava di Pasqua al sabato prima della Pentecoste compreso.
    • Le Ferie tra l'anno.

Tabella per la forma Extra-OrdinariaModifica

Oltre alle due grandi divisioni dell'anno liturgico (Natale e Pasqua), si ha distinzione dei giorni in

  • Domeniche
  • Feste
  • Ferie
  • Ottave
  • Vigilie

DomenicheModifica

Le Domeniche sono considerate una continua ottava di Pasqua. Hanno ufficio domenicale

Domeniche
Classe Giorno Proprietà
I Classe Domeniche d'Avvento Hanno i primi Vespri, prevalgono su qualsiasi festa
Domeniche di Quaresima
Domeniche di Passione
Domenica di Pasqua
Domenica in Albis
Domenica di Pentecoste
II Classe Domenica durante l'Ottava di Natale Hanno i primi Vespri.
Cedono il posto a tutte le feste di I classe e alle feste del Signore di II Classe
Domenica che cade tra il 2 e il 5 gennaio
Le 6 Domeniche dopo l'Epifania
Le 5 Domeniche dopo Pasqua
Domenica dopo l'Ascensione
Le 24 Domeniche dopo Pentecoste

FerieModifica

Si chiamano ferie i giorni della settimana oltre alla domenica, in cui non si festeggia alcuna festa del Signore, della Vergine o dei Santi. Siccome domenica è il primo giorno della settimana, il lunedì si chiama feria II, il martedì feria III e così via fino al Sabato che prende, invece, il nome di sabbatum. Hanno tutte ufficio feriale.

Ferie
Classe Giorno Proprietà
I Classe Mercoledì delle Ceneri Prevalgono su qualsiasi festa
Feria II, III, IV della Settimana Santa
II Classe Ferie d'Avvento dal 17 al 23 dicembre Cedono a tutte le feste di I classe e alla feste di II classe universali
Ferie delle Quattro Tempora
III Classe Ferie d'Avvento fino al 16 dicembre compreso Cedono a tutte le feste di I, II e III classe
Ferie di Quaresima e Pentecoste
IV Classe Tutte le altre Si celebrano solo quando non occorre alcuna festa o un sabato

Vigilie[2]Modifica

La vigilia è un giorno in cui Ufficio e Messa speciale si preparano alcune feste più solenni.

Vigilie
Classe Giorno Proprietà
I Classe Vigilia di Natale Prevalgono su qualsiasi festa.
La Vigilia di Natale prevale anche sulla IV d'Avvento, ma non acquista i primi Vespri che sono della domenica
Vigilia di Pasqua[3]
Vigilia di Pentecoste[4]
II Classe Vigilia dell'Ascensione Cedono a tutte le feste di I e II classe
Vigilia della Natività di San Giovanni Battista
Vigilia dei SS. Pietro e Paolo
III Classe Vigilia di San Lorenzo Cedono a tutte le feste di I, II e III classe

Feste[5]Modifica

Per festa si intende la celebrazione con Messa e Ufficio dei misteri del Signore, della Vergine, degli Angeli, dei Santi e dei Beati Le feste si distinguono in:

  • Universali: sono iscritte nel calendario della Chiesa universale e si devono celebrare da tutti coloro che seguono il rito romano
  • Particolari: sono iscritte nei calendari e si celebrano solo in qualche luogo, chiesa o istituto

Possono essere di I, II o III classe

Ottave[2]Modifica

L'ottava è la celebrazione di una festa protratta per otto giorni continui. Le ottave di Pasqua e Pentecoste sono di I classe e tutti i giorni dell'ottava sono di I classe. L'ottava di Natale è di II classe. I giorni durante l'ottava sono di II classe, il giorno ottavo è di I classe

OccorrenzeModifica

In caso di incontro tra due uffici, è necessario stabilire quale tra i due sia più importante e si debba celebrare. L'altro, se impedito per occorrenza fissa, si sposta ad un altro giorno o solamente commemorato; se è impedito per occorrenza di un solo anno è trasferito ad un altro giorno, o commemorato o omesso del tutto, a seconda della sua importanza

Giorni liturgici di I ClasseModifica

  1. Festa della Natività del Signore, Domenica di Resurrezione e Domenica di Pentecoste (I classe con ottava).
  2. Triduo sacro.
  3. Feste dell'Epifania e dell'Ascensione del Signore, della Ss. Trinità, del Ss. Corpo di Cristo, del S. Cuore di Gesù e di Cristo Re.
  4. Feste dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione della beata Vergine Maria.
  5. Vigilia e ottavo giorno della Natività del Signore.
  6. Domeniche d'Avvento, di Quaresima, di Passione, e Domenica in albis.
  7. Ferie di I classe non menzionate sopra, e cioè:
    • Mercoledì delle Ceneri, e
    • Lunedì, Martedì e Mercoledì della Settimana santa.
  8. Commemorazione di tutti i Fedeli defunti, che però cede il posto alla domenica occorrente.
  9. Vigilia di Pentecoste.
  10. Giorni durante l'ottava di Pasqua e Pentecoste.
  11. Feste di I classe della Chiesa universale non menzionate sopra.
  12. Feste proprie di I classe, e cioè:
    1. Festa del Patrono principale regolarmente costituito:
      1. della nazione;
      2. della regione o provincia, sia ecclesiastica che civile, o
      3. della diocesi;
    2. Anniversario della Dedicazione della chiesa cattedrale;
    3. Festa del Patrono principale regolarmente costituito del luogo, paese o città;
    4. Festa e anniversario della Dedicazione della chiesa propria, o dell'oratorio pubblico o semi-pubblico che tiene il posto della chiesa;
    5. Festa del Titolare della chiesa propria;
    6. Festa del Titolare dell'Ordine o Congregazione;
    7. Festa del Fondatore canonizzato dell'Ordine o Congregazione, e
    8. Festa del Patrono principale regolarmente costituito dell'Ordine o Congregazione, e della provincia religiosa.
  13. Feste concesse di I classe, prima quelle mobili, poi quelle fisse.

Giorni liturgici di II ClasseModifica

  1. Feste del Signore di II classe, prima quelle mobili, poi quelle fisse.
  2. Domeniche di II classe.
  3. Feste di II classe della Chiesa universale che non sono del Signore.
  4. Giorni durante l'ottava della Natività del Signore.
  5. Ferie di II classe, e cioè:
    • ferie d'Avvento dal 17 al 23 dicembre compreso;
    • ferie delle Quattro Tempora d'Avvento,
    • ferie di Quaresima, e
    • ferie di settembre.
  6. Feste proprie di II classe, e cioè:
    1. Festa del Patrono secondario regolarmente costituito:
      1. della nazione;
      2. della regione o provincia, sia ecclesiastica che civile;
      3. della diocesi, o
      4. del luogo, paese o città;
    2. Feste di Santi o Beati regolarmente iscritti nel Martirologio o nella sua Appendice, che hanno relazioni particolari con la diocesi, come l'origine, il soggiorno prolungato, e la morte;
    3. Feste di Santi propri di una chiesa, regolarmente iscritti nel Martirologio o nella sua Appendice, di cui ivi si conserva il corpo;
    4. Festa del Fondatore beatificato dell'Ordine o Congregazione;
    5. Festa del Patrono secondario regolarmente costituito dell'Ordine o Congregazione, e della provincia religiosa, e
    6. Feste di Santi o Beati che furono membri di quell'Ordine o Congregazione.
  7. Feste concesse di II classe, prima quelle mobili, poi quelle fisse.
  8. Vigilie di II classe.

Giorni liturgici di III classeModifica

  1. Ferie di Quaresima e di Passione, dal giovedì dopo le ceneri fino al sabato che precede la II domenica di Passione compreso, eccetto le ferie delle Quattro Tempora.
  2. Feste di III classe iscritte nei calendari particolari, prima le feste proprie, e cioè:
    1. Feste di Santi o Beati, regolarmente iscritti nel Martirologio o nella sua Appendice, che hanno relazioni particolari con la diocesi, come l'origine, il soggiorno prolungato, e la morte;
    2. Feste di Beati propri di una chiesa, regolarmente iscritti nel Martirologio o nella sua Appendice, di cui ivi si conserva il corpo, e
    3. Feste di Santi o Beati, che furono membri di quell'Ordine o Congregazione, e le feste concesse, prima quelle mobili, poi quelle fisse.
  3. Feste di III classe iscritte nel calendario della Chiesa universale, prima quelle mobili, poi quelle fisse.
  4. Ferie d'Avvento fino al 16 dicembre compreso, eccetto le ferie delle Quattro Tempora.
  5. Vigilia di III classe.

Giorni liturgici di IV classeModifica

  1. Ufficio di santa Maria in sabato.
  2. Ferie di IV classe.

Comparazione fra le due TabelleModifica

Diverse possono essere le valutazioni comparative tra le Tabelle Ordinaria ed Extra-Ordinaria sopra riprodotte. Qui si fa riferimento solo a due di tali comparazioni che sono quelle più immediate: la diversa denominazione delle ricorrenze, ad es. il termine Solennità esiste solo nella Tabella Ordinaria, e la questione del vertice della Tabella, ossia le ricorrenze che sono il vertice dell'anno liturgico. In ordine a tale ultima questione di seguito si riproduce quanto prevedono le due tabelle.

  • La Tabella Ordinaria così prevede:

1. Il Triduo pasquale della Passione e Risurrezione del Signore.

2. Il Natale del Signore, l'Epifania, l'Ascensione e la Pentecoste.

  • La Tabella Extra-Ordinaria così prevede:

1. Festa della Natività del Signore, Domenica di Resurrezione e Domenica di Pentecoste (I classe con ottava).

2. Triduo sacro.

3. Feste dell'Epifania e dell'Ascensione del Signore, della Ss. Trinità, del Ss. Corpo di Cristo, del S. Cuore di Gesù e di Cristo Re.

Dalla comparazione risulta evidente notare come, in ordine:

  • al vertice dell'anno liturgico, nella Tabella Ordinaria tale vertice sia il Triduo Pasquale, mentre nella Tabella Extra-Ordinaria sia l'insieme delle sole tre feste di prima classe possedenti l'ottava ossia il Natale, la sola Domenica di Resurrezione senza Triduo, e la Pentecoste;
  • al Triduo, nella Tabella Ordinaria il Triduo sia definito Pasquale sia nel suo profilo di Passione che di Resurrezione per cui la Domenica della Risurrezione non è staccata dal resto il Triduo, mentre nella Tabella Extra-Ordinaria la Domenica di Resurrezione è staccata dal Triduo, definito sacro ma non pasquale ed indicato al n.2, per cui il Triduo è solo una preparazione immediata alla Domenica di Resurrezione, e
  • al Natale del Signore ed alla Pentecoste, nella Tabella Ordinaria tali ricorrenze siano inferiori al Triduo Pasquale ed equiparate a livello di precedenza all'Epifania ed all'Ascensione, mentre nella Tabella Extra-Ordinaria siano equiparate addirittura alla Domenica di Resurrezione.

NoteModifica

  1. ^ Lettera di papa Benedetto XVI ai vescovi in occasione della pubblicazione del motu proprio Summorum Pontificum
  2. ^ a b Prima della riforma del 1955 e poi quella del 1962 esse erano molto più abbondanti
  3. ^ Vigilia del tutto speciale, con Messa propria
  4. ^ Prima della riforma del 1955 aveva un ufficio simile alla Veglia Pasquale
  5. ^ Per la tabella delle feste consultare il Calendario della chiesa universale (forma extra-ordinaria)

FontiModifica

Rubricæ Breviarii et Missalis Romani, come approvate nella Lettera Apostolica di Giovanni XXIII Rubricarum instructum, 25 luglio 1960

Voci correlateModifica