Talassocrazia

Forma di governo

Per talassocrazia (dal greco θαλασσα, mare, e κρατος, potere) si intende il dominio militare e commerciale, esercitato da una determinata entità politica, di uno spazio marittimo e dei territori in esso contenuti o che su di esso si affacciano.

Cenni storiciModifica

Storicamente, la prima talassocrazia risale all'epoca della fioritura della civiltà minoica (XVI secolo a.C. ca), la quale godeva del predominio sul Mare Egeo. Del fatto che il mitico re cretese Minosse avesse instaurato nell'area egea una talassocrazia parlò Tucidide:

«Minosse infatti fu il più antico di quanti conosciamo per tradizione ad avere una flotta e dominare per la maggior estensione il mare ora greco, a signoreggiare sulle isole Cicladi e colonizzarne le terre dopo aver scacciato da esse i Cari ed avervi stabilito i suoi figli come signori. Eliminò per quanto poté la pirateria del mare, come è naturale, perché meglio gli giungessero i tributi

(Tucidide, Guerra del Peloponneso I, 4)

Questa teoria è oggi confermata dai numerosi ritrovamenti di manufatti, motivi iconografici e architettonici cretesi in tutta l'area egea, dalla penisola Greca fino alle coste dell'Asia Minore.[1]

Altre potenze che esercitarono la talassocrazia in epoca classica sono per esempio la polis di Atene, la civiltà cartaginese, Roma e Bisanzio/Costantinopoli.[2]

Ulteriori esempi di talassocrazie tratti dalla storia più moderna possono essere:

L'esempio più vicino ai giorni nostri di una talassocrazia è quello della potenza navale statunitense che, con i suoi (attualmente) dodici gruppi da battaglia di portaerei, può proiettare la propria potenza praticamente in ogni punto del globo terraqueo, attraverso l'uso combinato della potenza aeronavale.

CaratteristicheModifica

"Già nel primo esempio superstite di prosa attica – la Athenaion Politeia dello pseudo-Tucidide – la democrazia viene associata alla talassocrazia, alle esigenze della flotta, e in ultima istanza all’elemento liscio del mare, mentre l’aristocrazia, l’elemento della nascita, della verticalità del comando dei migliori, alla guerra oplitica e alle esigenze dell’esercito, alla terra. Dunque, anche in questo testo poco incline alla mitologia e al simbolismo – e anzi tanto duramente realistico da cogliere con forza sconvolgente che la democrazia non è coesistenza pacifica, ma guerra civile del popolo contro i migliori, che l’uguaglianza implica la differenza, che lo spazio liscio è in realtà attraversato da una ferita che lo lacera – si può constatare che lo spazio politico è in realtà, nel pensiero greco, uno spazio qualificato, intrinsecamente e naturalmente dotato di un senso che riverbera sulla politica"[5].

Altrettanto notevole il fatto che molti grandi condottieri come Napoleone hanno perso il loro potere per aver fallito la prova della potenza marittima: "se la Russia godeva di una particolare forza militare di terra all’inizio dell’Ottocento; è anche vero che la Gran Bretagna uscì dalle guerre napoleoniche in una posizione di prestigio e di complessiva superiorità potestativa. Il primo le era venuto dalla dimostrazione della sua capacità di sventare il progetto di impero continentale di Napoleone: sul piano militare, la Gran Bretagna era stata la sola potenza europea a combattere contro la Francia per l’intera durata delle guerre napoleoniche; su quello politico, era stata l’architetto diplomatico delle coalizioni anti-francesi; su quello economico, era riuscita a resistere al Sistema continentale che Napoleone aveva costruito per isolarla commercialmente e aveva fornito e finanziato gli eserciti altrui"[6].

È interessante notare che le talassocrazie spesso declinano proprio a causa dell'incapacità di difendere territori così eterogenei e lontani fra loro. In effetti, la talassocrazia è una forma di potere estremamente costosa, in quanto una flotta richiede enormi investimenti in materiali, ma anche in addestramento di uomini altamente specializzati[7].

Elaborazione geostrategicaModifica

A fronte della dottrina militare incentrata sul predominio dei mari, enunciata da Alfred Thayer Mahan, all'esordio del XX secolo la visione strategica era meno univoca: persino nella Gran Bretagna dominatrice dei mari sir Halford Mackinder ebbe ad avanzare una teoria che valorizzava l'opposto principio "tellurocratico", poi proclamato in Germania da Karl Haushofer.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Heartland (geopolitica).

In ogni caso, la potenza marittima non è tralasciata neppure dai sostenitori della preponderanza strategica della comunanza continentale eurasiatica: con la dottrina del Mavi vatan (patria blu) nel 2015 si è avuto il lancio dell'area transfrontaliera della difesa turca e, quattro anni dopo, il comando delle forze navali turche vi ha ispirato con tre esercitazioni militari simultanee[8]. La proiezione marittima della terraferma eurasiatica - come ambito di interesse precipuo turco - è stata individuata dal contrammiraglio Cem Gürdeniz[9] e, quando questi è andato in pensione, il concetto è stato sviluppato e reso più specifico dal nuovo Capo di Stato Maggiore del Comando delle Forze Navali turche, il contrammiraglio Cihat Yaycı.

NoteModifica

  1. ^ Tucidide (traduzione di Franco Ferrari), La guerra del Peloponneso, Milano, Centauria S.r.l., 2015, p. 438.
  2. ^ Talassocrazia, su treccani.it.
  3. ^ Armando Lodolini (a cura dell'Ente per la diffusione e l'educazione storica), Le repubbliche del mare, Roma, edizioni Biblioteca di storia patria, 1967. ISBN non esistente
  4. ^ "I marinai-pirati musulmani che avevano le loro basi nell’Africa settentrionale e in Spagna, e che tra la fine del IX e i primi del X secolo tenevano ormai la Sicilia e possedevano teste di ponte a Fraxinetum, sul Garigliano e ad Agropoli in Campania, a Santa Severina in Calabria, a Bari e a Otranto in Puglia, esercitavano una vera e propria talassocrazia sul Mediterraneo occidentale, dove non c’erano flotte cristiane a contrastarli": Franco Cardini, Alle radici della cavalleria medievale, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 466-467.
  5. ^ Carlo Galli, Spazi politici. L'età moderna e l'età globale, Bologna, Il Mulino, 2001, pp. 20-21 (ed. digit.: 2010, doi: 10.978.8815/228154, Capitolo primo: Gli spazi politici premoderni e le loro crisi, doi capitolo: 10.1401/9788815228154/c1).
  6. ^ M. Clementi, Primi fra pari. Egemonia, guerra e ordine internazionale, Bologna, Il Mulino, 2011, p. 211 (ed. digit.: 2011, doi: 10.978.8815/302120, Capitolo settimo: Il sistema degli stati europei (1714-1913), doi capitolo: 10.1401/9788815302120/c7).
  7. ^ "Per i Greci la supremazia sul mare era troppo importante per non dedicare ai conflitti navali parte rilevante delle energie e delle possibilità finanziarie della polis. L’allestimento delle flotte, la preparazione dei marinai-soldati, il rilievo politico e sociale di abili ammiragli sono fin dai tempi più antichi gli strumenti per garantire una talassocrazia vantaggiosa sotto vari profili": P. Angeli Bernardini, Il soldato e l'atleta. Guerra e sport nella Grecia antica, Bologna, Il Mulino, 2016, pp. 154-155.
  8. ^ Mariano Giustino, Dentro la dottrina marittima turca della Mavi Vatan che accende lo scontro con la Grecia, huffingtonpost, 26/08/2020.
  9. ^ Nel simposio sul Mar Nero e la sicurezza marittima tenutosi il 14 giugno 2006 presso il Comando delle forze navali.

Collegamenti esterniModifica

  • Talassocrazia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 6 aprile 2015.
Controllo di autoritàNDL (ENJA00570315
  Portale Marina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di marina