Tony Abbott

politico australiano
Tony Abbott
Tony Abbott September 2014.jpg

28° Primo ministro
del Commonwealth dell'Australia
Durata mandato 18 settembre 2013 –
15 settembre 2015
Capo di Stato Elisabetta II
Predecessore Kevin Rudd
Successore Malcolm Turnbull

Dati generali
Prefisso onorifico onorevole
Partito politico Partito Liberale d'Australia
Università St John's College, The Queen's College, St Patrick's Seminary, Sydney Law School e Università di Sydney
Firma Firma di Tony Abbott

Anthony John Abbott, noto come Tony Abbott (Londra, 4 novembre 1957), è un politico australiano.

BiografiaModifica

Nato da madre australiana e padre di origini britanniche, più precisamente di Newcastle upon Tyne, è stato Primo ministro del Commonwealth dell'Australia dal 18 settembre 2013 al 15 settembre 2015; il giorno prima il congresso del suo partito gli ha negato la fiducia.[1]

Abolisce il Ministero della Scienza, l'Autorità per i cambiamenti climatici e la Commissione per il clima". Annuncia anche l'abolizione della carbon tax, introdotta nel 2012, che mirava a ridurre le emissioni di CO2, di cui l'Australia è uno dei maggiori emettitori, obbligando le 500 aziende più inquinanti a comprare permessi di emissione. Nel 2014, il governo approverà lo scarico dei rifiuti di dragaggio di un'espansione del porto di esportazione del carbone nelle acque della Grande Barriera Corallina. Gli investimenti pubblici in Energia rinnovabile diminuiranno del 70%. Si impegna anche a ridurre le misure per proteggere gli oceani e la fauna marina. "Dal 2013 al 2017, il governo federale ha speso un sacco di soldi per elaborare una nuova legge, con il sostegno delle lobby della pesca industriale e ricreativa", dice Jessica Meeuwing, direttore del Centre for Marine Futures. Più di 1.200 scienziati di tutto il mondo hanno espresso preoccupazione per un nuovo piano "scioccante".[2]

NoteModifica

  1. ^ Davide De Luca, Il metodo australiano, Il Post, 17 settembre 2015. URL consultato il 19 settembre 2015 (archiviato il 25 agosto 2018).
  2. ^ (EN) Maxime Lancien, Australia's angry summers, su Le Monde diplomatique, 1º febbraio 2020.

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