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Il pellegrino appassionato
Titolo originaleThe Passionate Pilgrim
The Passionate Pilgrim.jpg
Frontespizio della prima edizione.
AutoreWilliam Shakespeare
1ª ed. originale1599
Genereraccolta di poesie
Lingua originaleinglese

Il pellegrino appassionato (The Passionate Pilgrim) è una raccolta di venti poesie pubblicate nel 1599 da Willam Jaggard e attribuite sul frontespizio a "W. Shakespeare", anche se solo cinque di esse sono state composte dall'autore (due sonetti, poi pubblicati nella raccolta Sonetti del 1609 e tre poesie provenienti dall'opera teatrale Pene d'amor perdute). Elementi esterni ed interni all'opera contrastano con l'attribuzione a Shakespeare presente sul frontespizio: cinque poesie furono attribuite ad altri autori quando Shakespeare era ancora in vita, mentre altri due componimenti vennero inclusi in altre antologie senza l'indicazione dell'autore. Nonostante la maggior parte dei critici letterari ritenga che le altre poesie non siano riconducibili a Shakespeare, le analisi stilistiche condotte da Ward Elliott e Robert Valenza individuano due gruppi di componimenti (le poesie 4, 6, 7 e 9 e le poesie 10, 12, 13 e 15) riconducibili all'autore.[1]

StoriaModifica

L'opera venne inizialmente pubblicata in ottavo dall'editore William Jaggard probabilmente nel 1599 o l'anno prima, dal momento che il negozio di Thomas Judson, stampatore del libro, venne aperto a settembre del 1598.[2] La data non può essere accertata con certezza poiché il libro non venne iscritto nel Stationers' Register e il frontespizio della prima edizione non è pervenuto.

La prima edizione (O1) è conservata in un unico esemplare composito, custodito alla Folger Shakespare Library, che comprende solamente le poesie 1-5 e 16-18, integrate con pagine provenienti dalla seconda edizione per le altre poesie, probabilmente aggiunte per sostituire le pagine danneggiate.[3]

Sopravvivono due copie complete della seconda edizione (O2) del 1599: la prima è conservata alla Wren Library del Trinity College di Cambridge, la seconda alla Huntigton Library di San Marino (California). Il frontespizio di questa edizione richiede che a vendere l'opera dovesse essere il libraio William Leake, che aveva ottenuto nel 1596 i diritti per Venere e Adone di Shakespeare e che aveva pubblicato cinque edizioni in ottavo (dalla terza all'ottava) di quest'opera tra il 1599 e il 1603.

Jaggard stampò un edizione accresciuta del libro nel 1612 in cui, come annunciato sul frontespizio ("Whereunto is newly added two Love Epistles, the first from Paris to Hellen, and Hellen's answere back again to Paris" ["Al quale sono stati aggiunti recentemente due epistole d'amore, la prima inviata da Paride ad Elleno, e la sua risposta a Paride"]), aggiunse delle poesie ispirate al mito di Elena di Troia. Queste poesie in realtà provenivano da Troia Britannica di Thomas Heywood, che Jaggard aveva pubblicato nel 1609. Heywood criticò questo comportamento in Apology for Actors (1612), scrivendo che lo stesso Shakespeare era "molto offeso" ("much offended") con Jaggard per essersi reso "così sfacciato con il suo nome" ("so bold with his name"). Jaggard tolse ogni riferimento a Shakespeare dalle copie non vendute.[4] Attualmente esistono due copie di tale edizione: una è conservata alla Folger Libray, mentre l'altra, in cui il nome di Shakespeare è stato eliminato dal frontespizio, si trova alla biblioteca Bodleiana dell'Università di Oxford.[5]

Le poesie contenute in Il pellegrino appassionato vennero successivamente ristampate da John Benson nell'edizione dei Poems di Shakespeare del 1640 che includeva i Sonetti, A Lover's Complaint, La fenice e la tortora e altre opere. Da quel momento l'antologia venne inclusa nelle raccolta delle poesie di Shakespeare, in particolare nell'edizione di Bernard Lintott del 1709 e in quelle successive.

Elenco delle poesie (edizione del 1599)Modifica

Numero Autore Titolo Note
1 William Shakespeare When my love swears that she is made of truth Prima edizione della poesia, successivamente pubblicata nei Sonetti (sonnet 138).
2 William Shakespeare Two loves I have, of comfort and despair Prima edizione della poesia, successivamente pubblicata nei Sonetti (sonnet 144).
3 William Shakespeare Did not the heavenly rhetoric of thine eye Si tratta del sonetto di Longueville a Maria in Pene d'amor perdute (4.3.58—71).
4 Sconosciuto Sweet Cytherea, sitting by a brook Sul mito di Venere e Adone, come l'omonimo poema di Shakespeare.
5 William Shakespeare If love make me forsworn, how shall I swear to love? Si tratta del sonetto di Biron a Rosalin in Pene d'amor perdute (4.2.105—18).
6 Sconosciuto Scarce had the sun dried up the dewy morn Sul mito di Venere e Adone, come l'omonimo poema di Shakespeare.
7 Unknown Fair is my love, but not so fair as fickle É stessa metrica di sei versi come Venere e Adone di Shakespeare.
8 Richard Barnfield If music and sweet poetry agree Pubblicato per la prima volta in Poems in Diverse Humours (1598).
9 Sconosciuto Fair was the morn when the fair queen of love Sul mito di Venere e Adone, come l'omonimo poema di Shakespeare.
10 Sconosciuto Sweet rose, fair flower, untimely pluck'd, soon vaded Nello stessa metrica in senaria di Venere e Adone di Shakespeare.
11 Bartholomew Griffin Venus, with young Adonis sitting by her Pubblicato in Fidessa (1596). Sul tema di Venere e Adone, come l'omonimo poema di Shakespeare.
12 Probabilmente Thomas Deloney Crabbed age and youth cannot live together Venne ristampato con delle strofe aggiuntive in The Garden of Good Will di Thomas Delony, iscritto nello Stationers' Register nel marzo 1593. Probabilmente è l'autore di questa poesia, anche se le raccolte delle sue poesie edite dopo la sua morte contenevano poesie in realtà scritte da altri. Il critico letterario Hallet Smith ha osservato come questa composizione per i lettori sia avvertita come scescipiriana, anche se non esiste nessuna prova che supporti questa attribuzione.[6] Elliot e Valena, invece, sulla base di analisi stilistiche hanno attribuito la poesia a Shakespeare.[7]
13 Sconosciuto Beauty is but a vain and doubtful good Nello stessa metrica in stanze senarie di Venere e Adone di Shakespeare.
14 Sconosciuto Good-night, good rest, ah, neither be my share Nello stessa metrica in stanze senarie di Venere e Adone di Shakespeare. Originariamente pubblicata in due poesie distinte; alcuni studiosi considerano ancora adesso la poesia come 14 come 14 e 15, facendo aumentare di conseguenza le poesie dell'intera raccolta a 21.
15 Sconosciuto It was a lording's daughter, the fairest one of three
16 William Shakespeare On a day (alack the day) Si tratta della poesia di Dumain per Catherine in Pene d'amore perdute (4.3.99—118). Ristampato in England's Helicon (1600).
17 Sconosciuto My flockes feed not, my ewes breed not Pubblicato per la prima volta in Madrigals to 3, 4, 5 and 6 Voices (1597) di Thomas Weelkes.
18 Sconosciuto When as thine eye hath chose the dame Nelle miscellanee di manoscritti esistono tre versioni di questa poesia.
19 Christopher Marlowe e Walter Raleigh Live with me and be my love La poesia è composta parzialmente da una versione parziale e modificata di The Passionate Shepherd to His Love di Marlowe seguita dalla prima strofa di The Nymph's Reply to the Shepherd di Walter Raleigh.
20 Richard Barnfield As it fell upon a day Pubblicato nella prima volta in Poems in Divers Humors (1598).

NoteModifica

  1. ^ Elliott e Valenza,  pp. 204, 208
  2. ^ Adams,  pp. xxiii-xxiv; Roe,  p. 303. Duncan-Jones ritiene che la prima edizione sia stata stampata da uno stampatore anonimo. (Duncan-Jones,  p. 490)
  3. ^ Duncan-Jones,  p. 490; Roe,  p. 301.
  4. ^ Halliday,  pp. 34—5.
  5. ^ Roe,  p. 302.
  6. ^ Smith,  p. 1787.
  7. ^ Elliott e Valenza,  pp. 204, 208.

BibliografiaModifica

  • Introduzione di Joseph Quincy Adams Jr., Passionate Pilgrim, Scribner, 1939
  • James P. Bednarz, Canonizing Shakespeare: The Passionate Pilgrim, England's Helicon and the Question of Authenticity, in Shakespeare Survey, vol. 61,Cambridge University Press, 2007, pp. 252-267